mercoledì 11 marzo 2015

LIBERARE VIA TIRO A SEGNO DA UNA FRANA

In questi giorni di  forte pioggia c'è stata in Via Tiro a Segno una frana che ostacola il passaggio nel tratto finale della via cittadina sita nell'area residenziale retrostante il vecchio ospedale civile di Chieti.
Ce ne siamo accorti l'altra sera facendo un sopralluogo e abbiamo deciso di segnalare il problema chiedendo a chi di dovere a livello Comunale di intervenire, poiché, soprattutto di notte, con la visibilità ridotta, l'ostacolo diventa meno visibile e potenzialmente più pericoloso.



PERCHE' E' FUORI SERVIZIO IL SEMAFORO DI VIA L.D.PENNE?

All'incrocio tra Viale Benedetto Croce e Via Luca da Penne ci sono dei semafori fuori servizio lampeggianti, in particolar modo nelle ore serali.
I residenti, i passanti e i veicoli transitanti subiscono un grave disagio alla viabilità da questo disservizio. 
Pertanto si chiedono: 
Perché il semaforo in questione è fuori servizio, soprattutto nelle ore serali? L'amministrazione intende rimettere in funzione il semaforo o trovare qualche altra soluzione come ad esempio una rotatoria?
A questi quesiti la cittadinanza attende una risposta dai rappresentanti e responsabili comunali.


lunedì 9 marzo 2015

FONTE CHIARA: LA STRADA DELLA VERGOGNA



Fonte Chiara, la strada locale di collegamento di Via Masci con Via Ianni, è veramente la strada della vergogna di Chieti, abbandonata da pressoché un decennio, dissestata e piena di lussureggianti erbacce, con una rovinosa frana che ne interrompe il transito sia veicolare che pedonale.
Fonte Chiara, dimenticata, fra due amministrazioni comunali di colore opposto che si sono susseguite e lo scarico di competenze pubbliche e private, è risalita agli onori delle cronache solo l'altro giorno quando la vicina Via Cilea si è trasformata in un torrente di acqua sporca, fango e detriti e ci si è chiesti da dove veniva tutto quel materiale e poi si è capito che era proprio della frana di Via Fonte Chiara, dove, tra l'altro, c'è un continuo ruscello di acqua che esce dalla terra.
Ora i residenti della zona non ne possono più e chiedono all'amministrazione comunale di intervenire e permettere il ripristino della viabilità di Via Fonte Chiara, eliminando le lussureggianti erbacce, la perdita di acqua e la frana.


SEGNALATA UNA ROVINOSA FRANA IN VIA DEI FRENTANI

In questi giorni, oltre agli allagamenti e alle inondazioni dei fiumi, ci sono state innumerevoli frane a causa dell'allentamento del terreno argilloso della collina teatina per l'abbondante pioggia torrenziale caduta, fenomeno che avviene sempre più spesso, soprattutto nei periodi di cambio stagione e che fa assomigliare sempre più il clima del nostro Paese a quello di una regione tropicale.
A tal proposito, dopo la Curva del Vento di Via dei Frentani, sulla strada statale per intenderci, è stata segnalata dal nostro lettore Christian una rovinosa frana che il nostro segnalatore chiede che venga messa in sicurezza da chi di dovere per evitare ulteriori problemi.

Frana in Via dei Frentani dopo la Curva del Vento


domenica 8 marzo 2015

PROTESTA DI UN CITTADINO DELLA VAL PESCARA CONTRO LA REGIONE


Pubblichiamo oggi la lettera di protesta di un cittadino di Manoppello che accusa la Regione Abruzzo di aver abbandonato la Val Pescara, favorendo la "metropoli"  adriatica di Pescara, a discapito della sua stessa Provincia, provocando indirettamente o direttamente una serie di disservizi che si sono manifestati in tutta la loro gravità in questi giorni di emergenza maltempo, con frane, dissesto delle strade, inondazioni, interruzioni della fornitura di gas, luce e acqua. La testimonianza è stata raccolta per noi dal nostro Vice Direttore Daniele Ciacci e incarna un po' il sentimento di gran parte degli abruzzesi delle aree colpite.

La Provincia d’Abruzzo “Val bene” una messa!


Al Dott. Presidente della Giunta Regionale D’Abruzzo
Luciano d’Alfonso
All’Ass.re ai lavori pubblici della Regione Abruzzo
Donato di Matteo
Per CC. Ai Presidenti delle Giunte Provinciali di 
Chieti
Pescara
Teramo 

Caro Presidente Luciano d’Alfonso e carissimo Ass.re ai “Lavori Pubblici” Donato di Matteo, sono un privato cittadino di un comune in Provincia di Pescara, il paese in questione è Manoppello, ma parlo a nome di tutti i paesi della e delle provincie d’Abruzzo, compresi i vostri: Lettomanoppello e Roccamorice.
In questi giorni abbiamo assistito alla forza della natura ed a ciò che è capace di fare, ma abbiamo assistito anche all’inefficienza, il decadimento, il disfacimento e sfaldamento del tessuto, dell’organizzazione e operatività della funzione pubblica.
Un disfacimento che va avanti da venti anni ormai, ma che negli ultimi si è aggravata.
Inutile cercare un unico colpevole, dall’U.E. ai comuni tutti sono colpevoli, tutti siete colpevoli di aver disfaldato una struttura di gestione e di cura della Res Publica che mai come in questi mesi e soprattutto in questi giorni si sta dimostrando nella sua piena potenza necrotica. 
Una necrosi che colpisce in particolar modo la provincia d’Abruzzo. 
Una provincia stuprata, defraudata delle sue risorse, una provincia impoverita delle sue ricchezze e della sua produttività già dalla crisi economica, che ha colpito le aziende locali e soprattutto quello strato produttivo di commercianti ed artigiani che sono andati via via scomparendo.
Una provincia che si vede vassalla dei grandi centri, una provincia che si vede tributaria dei capoluoghi ed in particolar modo del grande centro cittadino abruzzese.
Nulla di campanilistico, ci mancherebbe, Pescara è la mia città, Pescara è il capoluogo della mia provincia, Pescara è la città della squadra che seguo ed amo, ma esiste anche l’entroterra, esiste la PROVINCIA, esistono i comuni, che nella storia italiana devono essere centri vitali di civiltà e vita. 
Non siamo gli Stati Uniti d’America o la Francia, non abbiamo una tradizione di centralismo assoluto perdurante da secoli, che ha fatto svanire le campagne a favore delle città. 
Abbiamo una tradizione cittadina diversa, impostata sui piccoli comuni che hanno da sempre costituito un presidio di legalità, di sicurezza, di socialità e soprattutto di CIVILTA’.
Io non ci sto che il mio paese, come tutti i paesi d’Abruzzo che sono stati colpiti dai nefasti eventi naturali subisca un sempre più progressivo impoverimento che partendo dai servizi pubblici finisca all’impoverimento e decadimento sociale. 
Quanti paesi nel corso degli anni hanno visto scendere il proprio numero di abitanti in favore dell’espansione urbanistica e demografica delle città e correlativa creazione delle orrende periferie che attanagliano le città italiane?
Io non ci sto. Io voglio che la provincia sia e possa essere una scelta valida di vita, voglio che la provincia, con i suoi comuni, possa essere un posto valido e sano dove vivere, voglio che i paesi della provincia d’Abruzzo possano essere un posto dove non manchi nulla e che ognuno al ritorno da una giornata di lavoro possa trovare un posto sicuro e sano dove vivere e far crescere i propri figli!
Venendo al sodo, è vergognoso quello che è successo in questi giorni. 
E’ vergognoso che paesi con una storia millenaria, ad esempio come Manoppello (ma come Manoppello ce ne sono tanti), subiscano una sistematica distruzione del proprio territorio, data non solo dalle calamità naturali, ma soprattutto dalla sistematica e distruttiva opera di tagli alla spesa pubblica per la manutenzione e salvaguardia del territorio e delle opere ed infrastrutture pubbliche.
E’ vergognoso che un paese, qualunque esso, rimanga al buio per giorni interi perché la rete elettrica è vecchia e non ha subito più ammodernamenti tali da renderla efficiente anche in caso di calamità naturali, come quelle che si sono verificate in Abruzzo in questi giorni.
Mi giunge notizia che nel mio territorio comunale vi sono ad oggi, 08/03/2015, frazioni senza energia elettrica e come qui ce ne sono tante altre.
Mi viene in mente ad esempio De Contra a Scafa, Caramanico, etc. etc.
Paesi interi, già defraudati da politiche di impoverimento demografico e sociale e che vedono ad oggi accelerata la loro morte.
IO A TUTTO QUESTO NON CI STO!!!
Non ci sto al fatto che abbiamo porzioni di territorio comunale senza acqua corrente (Vedasi Manoppello Scalo e le contrade che riferiscono ad esso), perché abbiamo una delle società di gestione idrica peggiori d’Italia. 
Non ci sto che l’acqua bene ESSENZIALE e VITALE, sia svenduta ad un ente, o meglio società in House Providing, senza scrupoli e con una gestione scellerata che l’ha fatta risalire alle cronache nazionali.
Non ci sto al fatto che pagando regolarmente le bollette di acqua, luce e gas, in cui sono previste di loro, la parte di tariffa relativa al manutenzione ed ammodernamento delle relative infrastrutture (Idriche, elettriche e metanifere), questi soldi vengano “imboscati” in qualche voce di bilancio delle relative aziende e non vengano utilizzati secondo il principio di scopo per cui sono state create.
Non ci sto a vedere scenari da Hollywood in cui cinematograficamente, dall’autostrada si possano vedere scenari da blockbuster americano con fiamme visibili da Chieti, perché una scarsa e poco attenta politica di gestione del territorio permette che una frana (prevedibile e curabile) possa far cadere un traliccio dell’alta tensione che va ad incendiare un metanodotto rotto.
Queste sono scene da terzo mondo (e si offende il terzo mondo).
Dove erano SNAM Rete Gas e Terna? Ma soprattutto dov’era la Regione, visto che è competenza sua la cura dell’assetto idrogeologico, assieme alle provincie (peraltro defraudate e con uno stillicidio in atto da decenni, pur essendo gli enti di prossimità più vicini ed efficienti dal punto di vista economico-finanziario ed efficaci amministrativamente secondo il principio di sussidiarietà verticale) quando sicuramente erano state emanate allerte precedenti relativi alla stabilità idro-geologica di quei territori?
Dov’è la Regione, che si dovrebbe far promotrice di un generale ed accurato piano di ammodernamento delle infrastrutture di base come la rete idrica, elettrica e metanifera, per rendere la vita dei propri cittadini più agevole e sicura?
Vi ricordo che noi cittadini paghiamo le tasse, e secondo un famoso principio costituzionale della rivoluzione americana, non vi dovrebbe essere tassazione senza rappresentanza.
Ora senza perdersi in disquisizioni inutili di ordine costituzionale sull’ordinamento americano e quello italiano, mi chiedo perché mai delle persone che tra l’altro ho votato, non rappresentano ed eseguono richieste di base di tutela della funzione pubblica, tanto più provenienti da paesi di provincia come i vostri?
Perché dobbiamo vivere in una condizione di perenne disagio, quando le provincie sono il vero tessuto costituzionale e costitutivo (mi perdoni la licenza in deroga alla terminologia giuridica) della Repubblica Italiana e nella fattispecie, tanto più, della Regione Abruzzo.
Notizia di ieri, in data 07/03/2015, è stata chiusa la Strada Regionale 539 che va da Manoppello (Incrocio con la S.S. n°5 Tiburtina Valeria) a Rapino, una importante arteria che collega tutto il versante da nord ad est della Majella, per via di una frana che era già stata annunciata da anni e che veniva “rimediata” con una più che mai squallida carriola d’asfalto dal Comune di Manoppello.
Come dire che si vuole fermare uno tsunami con un semplice cartone messo a mo’ di diga sulla battigia.
Tralasciando le varie voci di propaganda, annunciate dai quotidiani di un finale ammodernamento della strada in questione (le voci erano della primavera 2014) che avrebbe finalmente completato il processo di velocizzazione e di messa in sicurezza della strada che attendiamo dal 1998, mi chiedo adesso cosa ne sarà di noi?
In compenso vedo che sull’Asse Attrezzato, sono state fatte due nuove uscite che collegano l’asse col ponte della libertà a Pescara ed inoltre sarà fatto un ennesimo nuovo ponte sul fiume Pescara, nella città medesima.
E noi? Figli di un Dio minore? Figli di cane, condannati a vivere nel disagio perenne?
Vi faccio presente che adesso per via degli smottamenti che hanno interessato la S.R. 539 di Manoppello, gli autobus (già scarsi e non la affliggo con la penosa e ridicola questione che affligge il mio comune, nella sua parte alta, per quanto riguarda i mezzi pubblici ARPA, le faccio solo presente che ad esempio la Domenica non ci sono mezzi e si vive da reclusi) dovranno passare dalla altrettanto pericolante e franante Strada Provinciale 46, che collega Manoppello a Lettomanoppello e giungere fino a Scafa per poi reimmettersi nella S.S. 5 Tiburtina Valeria, con un aggravio di tempo per lavoratori e studenti che va dai 20 ai 30 minuti.
Concludo, cari amministratori, ricordandovi che anche voi venite dalla Provincia e se vi siete dimenticati di essa, vuol dire che, in primis, la Provincia non è un malus lebbroso di cui vergognarsi, non esiste solo la metropoli, esiste la Provincia con una storia più che millenaria e con un valore inestimabile anche in termini economici, e che successivamente, se non vi interessate dei problemi di sicurezza territoriale e di sviluppo economico-sociale dei comuni voi non meritate di stare li, visto che i voti ve li hanno dati persone con cui fino a qualche anno fa ci giocavate insieme a pallone.


RIFLETTETE ed AGITE!!!!!!




giovedì 5 marzo 2015

INTERRUZIONE IDRICA IN ALCUNE ZONE DI CHIETI

Questa sera interruzione della fornitura d'acqua in alcune zone di Chieti, con riduzione di un terzo della portata, poichè una delle pompe di sollevamento dell'acqua della centrale Aca di Chieti Scalo si è bruciata.
Piove sempre sul bagnato, in questo caso non solo figurativamente, ma di fatto.

Foto di Chieti notizie.net


ISTITUITO PER L'EMERGENZA IL CENTRO OPERATIVO COMUNALE



Per affrontare nel migliore dei modi l'emergenza dei danni causati dal maltempo nel territorio comunale, il Comune di Chieti ha istituito il Centro Operativo Comunale (COC) con l' attivazione del numero verde 0871 341689 per permettere ai cittadini di segnalare le problematiche che saranno prontamente affrontate dagli operai dell'Ufficio Tecnico.
 A tal proposito, ecco l'arrivo degli operai del Comune di Chieti in Via Cilea, ridotta a un torrente di fango e ciottoli.