lunedì 31 marzo 2014

IL RETTORE PROF. DI ILIO SULLA VICENDA DEL CUS "G.D'ANNUNZIO"


Il Magnifico Rettore della "G.D'Annunzio", il Prof. Carmine Di Ilio
(Foto tratta da guardiagreleweb.net)

Avevamo annunciato di voler intervistare il Magnifico Rettore dell'Università "G.D'Annunzio" di Chieti, il Prof. Carmine Di Ilio per conoscere la sua versione dei fatti sui motivi che hanno portato il Consiglio di Amministrazione (CdA) dell'Università più grande ed importante d'Abruzzo a revocare in "autotutela" le delibere con le quali l'Ateneo aveva siglato una convenzione col Centro Universitario Sportivo (Cus).

Così, questa mattina siamo stati nel Rettorato nella stanza "dei bottoni" della "G.D'Annunzio" per intervistare il Magnifico a cui abbiamo posto le seguenti domande:


1) La Delibera del CdA n. 81 del 25 marzo 2014 annulla solo gli atti amministrativi o anche il contratto che ne è scaturito? "Per comprendere i motivi per cui siamo arrivati alle revoca delle precedenti delibere tramite la nuova delibera di marzo, dobbiamo fare un passo indietro e parlare di quanto alcuni membri del Consiglio di Amministrazione da me sollecitati, non hanno riscontrato il rispetto del contratto da parte del Cus. Cioè,  a fronte di 1 milione e 350 mila euro circa che l'Università dava al Cus per acquisire determinati servizi, a nostro avviso solo una parte di quei soldi venivano utilizzati per le prestazioni previste dalla convenzione".
2) Che fine facevano secondo lei parte dei soldi che l'Università dava al Cus? "Non avevamo nessuna ragione per credere che....Noi abbiamo finanche aspettato circa 6 mesi per farci dare le pezze d'appoggio da parte del Cus a giustificazione della nostra elevazione".
3) Quali sono le reali ragioni del contenzioso? "Il contenzioso poi nasce da vicende basate sulla possibilità di pagare o non pagare i soldi delle fideiusioni che l'amministrazione universitaria aveva sottoscritto con la banca. Però fondamentalmente è proprio questo l'elemento di rottura con il Cus e quindi la necessità per noi di rimettere in piedi un rapporto contrattuale diverso da quello che era stato sottoscritto precedentemente". 
4) Considerato che la legge 394 del 1977 obbliga l'Università ad avere il Cus, cosa credete che cambierà in futuro nella sua gestione? "Io personalmente vedo il Cus come una istituzione emanazione delle Università per organizzare la pratica sportiva dei nostri studenti. Una istituzione meritoria che in tutta Italia si occupa di queste attività. Pertanto, siamo pronti a rimettere in piedi un rapporto contrattuale diverso da quello precedente, su basi crediamo noi più solide, in un momento in cui le vicende della nostra università sono diverse da quelle precedenti".
5) Quindi, secondo lei, continuerà il Cus anche in futuro a primeggiare in ambito sportivo nazionale?
"E' un augurio che ci facciamo anche sperando che il Cus possa utilizzare finanziamenti ministeriali sempre maggiori di quelli che sono arrivati fino ad ora".
6) Cosa si sente di dire agli studenti che si sono risentiti per il disservizio dell'interruzione dell'attività? "Ci sono due tipi di studenti, quelli che frequentano le istituzioni sportive, sia quelle cittadine che quelle universitarie che quelle di proprietà del Cus diciamo per attività istituzionali e noi su quelle siamo pronti ad instaurare un rapporto convenzionale che ci vede in qualche modo paganti per queste attività di tirocinio".
7) Cosa ne pensa delle dieci fatture non pagate per un totale di circa 80 mila euro per la fornitura di energia elettrica e gas ai palazzetti per cui la ditta fornitrice batte cassa senza sapere ora a chi rivolgersi per i pagamenti? "Sinceramente su questa vicenda non conosco i risvolti del contenzioso, cioè il pagamento delle bollette è legato sicuramente a un servizio che riguarda il Cus, quindi non credo che saremo noi a dover pagare nel caso in cui il Centro Sportivo Universitario rimanesse inadempiente. Noi abbiamo solo interrotto una delibera che autorizzava delle contribuzioni al Cus per le spese delle attività che la convenzione prevedeva, ma noi fino a qualche mese fa al Cus il contributo glielo abbiamo sempre dato e quindi se ci sono dei debiti pregressi non ne ho idea, ma spero comunque che questo contenzioso possa risolversi nel più breve tempo possibile". 
8) Quindi, non vi ritenete parte in causa in questo contenzioso delle fatture insolute della luce e del gas del Cus? "L'Università è parte in causa soltanto nei rapporti col Cus e non in quelli che riguardano i debitori del Cus". 
9) Non crede che bisogna risolvere nel più breve tempo possibile questa spiacevole vicenda che sta gettando discreto sul buon nome dell'Università "G.D'Annunzio"? "Discredito è una parola grossa, si tratta semplicemente di contenziosi inerenti la pubblica amministrazione ed in particolare il modo di gestire più efficacemente possibile il denaro pubblico".
Nei prossimi giorni intervisteremo, invece il Sindaco di Chieti, l'Avv. Umberto Di Primio per sapere cosa ne pensa della vicenda e cosa intende fare a tal proposito la sua amministrazione.




PERCHE' A CHIETI NON SI RIESCE A DARE CONTINUITA' AL DIVERTIMENTO IN CITTA'?




La titolare del Mabù Federica Di Giovanni (20 anni)

Federica Di Giovanni, la titolare del Mabù, una delle poche realtà della città che movimentavano la "movida" teatina del sabato sera, ci spiega le ragioni della improvvisa chiusura del locale, e i motivi, secondo lei, per cui a Chieti è molto difficile aprire e gestire un locale ludico.

1) Cosa è successo negli ultimi tempi che ha portato alla decisione di chiudere il Mabù?

Siamo arrivati al punto in cui, non si poteva più lavorare, poiché tutte le sere fin dall'apertura, a causa del vicinato che si lamentava, veniva in continuazione la pattuglia delle forze dell'ordine che si domandava il motivo per cui fosse stata chiamata. E gli agenti si rendevano subito conto che non c'era alcun motivo reale di intervento. E non potevamo più lavorare perché a causa di queste persone che chiamavano insistentemente l'autorità giudiziaria, si stava screditando il nome del locale agli occhi della clientela”, ha dichiarato la titolare del locale Federica Di Giovanni.

2) Cosa pensa sia mancato in città per dare continuità alla vostra attività?
La solidarietà delle istituzioni e di molte altre attività commerciali. Purtroppo, in città manca una sorta di pianificazione adeguata degli eventi ludici e delle zone dove poter aprire e gestire attività di questo genere”. A tal proposito, la titolare specifica che: “ come le ho già detto, il vicinato esercitava continue pressioni psicologiche e inviava continue segnalazioni alle autorità anche pretestuose al solo fine di boicottare l'attività e dunque far prendere sanzioni al nostro locale. Quindi, ci siamo resi conto io e il mio socio Matteo che anche se avremmo potuto vincere la “guerra”, sarebbe stata comunque una vittoria di “Pirro”, perché l'impresa a livello economico non valeva la spesa”.

3) Cosa speri che cambi nella mentalità e nella gestione del fenomeno del “divertimento” in città?
Spero che si abbia più rispetto per persone che hanno in mente di investire i propri risparmi, i propri capitali, al fine di aprire un locale che possa valorizzare, pubblicizzare e rendere più interessante anche a terzi la nostra città”. “La verità è che - ci ha detto la titolare – molti Teatini pensano un po', come avviene in molte parti d'Italia, ma a Chieti in special modo, che l'erba del vicino è sempre più verde è dunque, investono e spendono denaro sopratutto fuori. Molti cittadini pensano di aver preso egoisticamente la città come un dormitorio. Questa è la vera rovina del commercio cittadino insieme alla mancanza di una adeguata programmazione e tutela da parte delle istituzioni”.

4) Ha intenzione di aprire nuove attività per il futuro nonostante quanto avvenuto? “Io e il mio socio, anche se scoraggiati e delusi dalla nostra esperienza, riteniamo auspicabile aprire un nuovo locale in futuro, magari in aperta campagna dove solo i galli potranno sentirsi disturbati con il loro canto dalla musica”.


sabato 29 marzo 2014

VIDEO INTERVISTA AL PROF. MARIO DI MARCO PRESIDENTE DEL CUS "G.D'ANNUNZIO" DI CHIETI


IL PRESIDENTE DEL CUS IL CHIARISSIMO PROF. MARIO DI MARCO
Foto tratta da www.pianetabasket.com

Il Consiglio di Amministrazione dell'Università "G.D'Annunzio" ha deciso di annullare con la delibera n.81 del 25 marzo 2014  le precedenti delibere del 20 dicembre 2010 e del 23 maggio 2011 che hanno portato al rinnovo della convenzione ed al contratto di mutuo Bper con la Fidejussione, ferma restando la convinzione che tali delibere siano da considearsi nulle.
La notizia, filtrata nei giorni scorsi, ora è ufficiale, pubblicizzata sul sito stesso dell'Università col titolo: "IL CdA dell'Atenedo della D'Annunzio scioglie i rapporti con il Cus".
La delibera conclude così: si dà mandato al rettore ed al Dg di promuovere le adeguate azioni giurisdizionali finalizzate alla dichiarazione della nullità del contratto con il Cus per la gestione di Scienze Motorie e del Sistema Integrato sportivo, per la risoluzione per inadempimento del contratto stesso e per l'ottenimento della dichiarazione di nullità del mutuo" a suo tempo sottoscritto. Il tutto affidando al Rettore il compito di trasmettere la decisione "alla Corte dei Conti ed alla Procura della Repubblica di Chieti, per quanto di competenza".
Ma, il Presidente del Cus, il Chiarissimo Prof. Mario Di Marco non ci sta e intende tutelare in tutte le sedi necessarie gli interessi del Cus, perché ritiene che quello che è avvenuto è stato un atto di estrema scorrettezza non solo a livello morale, ma sopratutto a livello amministrativo e legale. Così, lo abibamo intervistato  per avere alcuni chiarimenti inerenti la sua posizione sulla rottura dei rapporti fra il Cus ed i vertici dell'Università.

INTERVISTA AL CHIARISSIMO PROF. MARIO DI MARCO

Le domande che abbiamo posto al Chiarissimo Prof. Mario Di Marco sono: 1)Cosa si sente di dire ai vertici della D'Annunzio? "Ci siamo rivolti a loro in tutti i modi possibili e immaginabili e ora attendiamo cosa intendono fare e agiremo di conseguenza in nome del rispetto degli interessi del Cus e della verità che pretendiamo sia rispettata". 2) Perché sono state fatte delle delibere per stralciare la convenzione col Cus? "Questo lo sanno solo loro e ritengo sia un atto di estrema scorrettezza non solo a livello morale, ma sopratutto a livello amministrativo e legale". 3) Cosa potrebbe esserci sotto? "E' chiaro, stanno attaccando la vecchia gestione. L'hanno fatto in questo senso ritirando le delibere del vecchio Consiglio di Amministrazione quindi è evidente che non siamo noi l'obbiettivo finale, ma forse è qualcun'altro". 4) E' stabilito per legge che il Cus debba esistere? "Assolutamente sì, la 394/1977 ribadito da un decreto ministeriale del 2007 che dice, forse loro l'avranno dimenticato, visto che non esistono gare d'appalto nell'attività sportiva universitaria, che deve essere fatta obbligatoriamente dal Cus". 5) In questi venti anni di attività, cosa crede di aver lasciato per l'Università e per la città di Chieti? "Io credo che la storia non la possa cancellare nessuno. A livello sportivo stiamo parlando della polisportiva più grande d'Italia con 3 squadre in Serie A e con tutto quello che ne consegue. Per non parlare dell'attività sportiva universitaria che ci vede primeggiare sopra i grandi atenei. Per quanto riguarda le infrastrutture, invece, basta vedere cosa c'era stato dato, le foto possono ricordare meglio, quando il Comune ci ha dato tramite l'Università Colle dell'Ara che era addirittura un terreno seminativo e Santa Filomena che era ancora in costruzione, e quali palazzetti sono invece oggi. L'incremento dei valori immobiliari di queste due strutture crediamo che siano dovuti a investimenti fatti dal Cus e da nessun altro". 6) E al Sindaco che pare volesse avocare a sé le strutture cosa si sente di dire? "Il Sindaco ha gli obblighi di legge che deve rispettare. Dopodiché credo che ci sia l'interesse comune di andare avanti. Di Primio, tra l'altro, è stato anche lui sportivo del Cus, quindi chi di lui conosce meglio questa realtà". 7) Lei ha parlato anche di possibile arricchimento indebito nel caso in cui le strutture venissero avocate o sbaglio? "Si ma noi ci riferivamo all'Università e non al Comune, saremo costretti ad agire contro il Comune solo nel caso in cui l'Università dovesse tacere perché comunque l'accordo era fra Comune e Università sugli impianti. Noi siamo il braccio operativo dell'Università all'inteno di Scienze Motorie, l' abbiamo costruito noi e l'Università si è arricchita con questa facoltà". 8) Cosa si sente di dire alla ditta che ha fornito la luce e il gas e non si è vista pagate le fatture? "La ditta ha avuto le rassicurazioni maggiori, e poi i crediti del Cus credo che riusciranno a coprire quelle cifre che non mi sembrano tanto esorbitanti. Credo che revocare lo stacco della fornitura luce e del gas da parte della ditta sia stato un senso di grande responsabilità". 9) Cosa si sente di dire agli studenti e agli iscritti al Cus in genere che non hanno potuto usufruire in questo periodo del servizio? " Il servizio era offerto dall'Università e il Cus aveva accettato di erogare il servizio in funzione del contributo erogato. Se l'Università da Ottobre scorso ha deciso di revocare il contributo e il Cus ha continuato ad erogare il servizio, noi agli studenti abbiamo già fatto un grande regalo, abbiamo pensato solo a loro. Perché da ottobre ad oggi il servizio è stato assicurato tranne per una settimana in cui le strutture sono state chiuse per altri motivi per dimostrare di chi era la responsabilità. Ma, gli studenti hanno avuto tutto, perché fino ad oggi non è cambiato nulla rispetto al passato. Il Cus in realtà sta andando avanti da solo, nell'interesse degli studenti, perché solo a loro abbiamo sempre pensato". 10) Secondo lei da questa vicenda uscirà un Cus ridimensionato nel futuro? "Assolutamente no. Potrebbe cambiare strategie ed obbiettivi. Ma, rimarrà il Cus di sempre".  

Noi dal canto nostro auspichiamo che questa vicenda si risolva nel migliore modo possibile sia per il prestigio della nostra università che per l'interesse di Chieti e degli studenti della "G.D'Annunzio". Speriamo che quanto accaduto non sia l'ennesimo atto teso a sabotare e danneggiare enti, istituzioni e realtà come il Cus che sono state nel corso degli ultimi decenni il vanto di tutta la città. Nei prossimi giorni intervisteremo il Magnifico Rettore dell'Università "G.D'Annunzio", il Prof. Carmine Di Ilio per conoscere la sua versione dei fatti e capire se secondo i vertici dell'Università la Delibera n.81 del Cda del 25 marzo 2014 annulla solo gli atti amministrativi o anche il Contratto che ne è scaturito.  

ITALYMAN CONTRO I VERTICI DELLA "G.D'ANNUNZIO"


venerdì 28 marzo 2014

L'ASS. AL COMMERCIO ANTONIO VIOLA SULL'ESPOSIZIONE IN STRADA DELLA FRUTTA E DEGLI ALIMENTI DA PARTE DEI COMMERCIANTI



Confermata dalla corte di Cassazione la condanna penale e l'ammenda a carico di un fruttivendolo che esponeva cassette di frutta in bellavista sul marciapiede all'esterno del suo negozio.  Questo perché ad avviso della Suprema Corte la messa in commercio di frutta all'aperto ed esposta agli agenti inquinanti costituisce una violazione dell'obbligo di assicurare l'idonea conservazione delle sostanze alimentari e rispettare l'osservanza di disposizione specifiche. Secondo Federconsumatori, il problema non è tanto l'esposizione di frutta e verdura, ma quanto il dove si espone. Sarebbe forse sufficiente che le amministrazioni comunali riservassero degli spazi dedicati in zone dove, perlomeno, fosse inibito il traffico veicolare. Dunque, fra i commercianti che espongono e vendono generi alimentari come la frutta per la strada si è posto il problema di capire come i responsabili del Dipartimento di prevenzione della Asl vogliano interpretare la sentenza della Cassazione e contestualmente, quali eventuali modifiche vogliono apportare le amministrazioni municipali ai regolamenti di igiene dei singoli Comuni.A tal proposito, sentiamo cosa ha detto ai nostri microfoni l'Assessore al Commercio del Comune di Chieti, l'Avv. Antonio Viola. 


INTERVISTA ALL'ASSESSORE AL COMMERCIO DEL COMUNE DI CHIETI ANTONIO VIOLA:





                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        

IL DIRETTORE DELL'ATER DI CHIETI RISPONDE PER LE RIME ALLE CRITICHE SUGLI STIPENDI D'ORO

Il Direttore Generale dell'Ater di Chieti Ing. Domenico Recchione che ci ha concesso gentilmente la replica alle critiche mosse sugli stipendi d'oro dell'ente di cui è manager

Ancora una volta l'Ater di Chieti nella bufera. L'Amministratore unico dell'Ater di Chieti, Dott.sa Antonella Gabini, durante la seduta ad alta tensione della seconda commissione regionale tenutasi l'altro giorno ha parlato delle cifre da capogiro che a suo dire consegnano la maglia nera all'Ater di Chieti, considerata, secondo i maligni, la più spendacciona d'Abruzzo, dove i dirigenti percepirebbero stipendi di gran lunga maggiori a quelli dei colleghi delle altre Province Abruzzesi,e in taluni casi, addirittura, di altre Province del Nord. In concreto, Gabini riferisce che i costi del personale nell'Ater di Chieti sono passati dai 900 mila euro del 2004 ai 2,6 milioni di euro del 2012. Dalla lettura dei modelli 770 dell'Ater di Chieti si evincerebbe che addirittura il Direttore Domenico Recchione nel 2012 ha percepito uno stipendio lordo annuo di 324 mila euro ( poco meno di Obama 400 mila dollari) oltre a 52 mila euro di arretrati. Altri tre dirigenti nel 2012 avrebbero percepito dai 180 mila euro l'anno ai 128 mila. Cifre che hanno fatto saltare sulla sedia i consiglieri regionali d'opposizione Claudio Ruffini, Giuseppe di Pangrazio e Giovanni D'Amico e quello di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo che si sono scagliati contro la Giunta Regionale "Chiodi", rea, a loro dire, di aver fallito l'azione di risanamento. Sugli stipendi dei dirigenti dell'Ater di Chieti non si è fatta attendere la risposta della maggioranza regionale di centrodestra che ha replicato per bocca del Consigliere Riccardo Chiavaroli, il quale ha altresì definito "scandalosi" gli stipendi dei dirigenti dell'Ater di Chieti, ma ha scaricato le responsabilità su altri non ben specificati che potevano agire all'interno degli uffici, senza renderne edotta Giunta e Maggioranza, annunciando nel contempo che l'amministrazione regionale ha già attivato ogni procedura utile a porre fine a questo "cattivo" andazzo.
Ma, il Direttore dell'Ater di Chieti, l'Ing. Domenico Recchione non ci sta a subire un linciaggio del genere e intervistato dal sottoscritto senza però voler essere ripreso dalla nostra video camera, ha cercato di spiegarci la sua versione dei fatti.
L'Ing. Recchione ha iniziato di buon umore accogliendoci nel suo ufficio con una battuta: " Il Presidente degli U.S.A. Obama è venuto in Italia per protestare del fatto che Domenico Recchione prende quasi il suo stipendio", ovviamente è uno scherzo, è ha cominciato subito dopo a parlare seriamente. "Il mio stipendio del 2012 in realtà non è stato veramente di 324 mila euro" ha attaccato l'Ing. Recchione, perché "quella è una cifra lorda, gonfiata a cui vanno tolte molte voci. Innanzitutto il 10% per contributi del lavoratore e il 50% per altre ritenute fra cui l' Irpef. Quindi, almeno il 60% di quella cifra non finisce nelle mie tasche". Inoltre,  ci ha detto l'Ingegnere "su quella cifra grava il premio di incentivazione a cui ho rinunciato nel 2013 e farò la stessa cosa per quest'anno 2014. Quindi, i costi di gestione per gli stipendi dei dirigenti dell'Ater di Chieti si sono notevolmente ridotti negli ultimi due anni". "Oggi - ha continuato il Direttore dell'Ater di Chieti - il mio stipendio è di circa 130 mila euro nette all'anno per 14 mensilità, circa 9000 euro al mese". Per quanto concerne, invece, gli aumenti degli stipendi negli ultimi dieci anni, l'Ing. Domenico Recchione ci ha fatto sapere che:  "sono in linea con quanto prevede la legge per i dirigenti pubblici di I livello. Nel 2004 percepivo circa 5 mila euro netti al mese, ora ne percepisco  circa 9000 mensili con un incremento dell'85%, ma è la legge che ha previsto questo". Comunque sia, l'Ing. Recchione è disposto a fare un sacrificio per la crisi e vuole ridursi lo stipendio se necessario fino a che non ci sarà la riforma delle Ater: "Ci tengo a ribadire che sono un dirigente di I livello, come ce ne sono pochi in Italia e il mio curriculum professionale parla chiaro ed è giusto che prendi uno stipendio in linea con quello che stabilisce la legge. Tuttavia, sono pronto a fare dei sacrifici se è necessario fino alla eventuale riforma delle Ater come ci sta chiedendo anche il nuovo Governo a noi Manager di alto livello. Io guadagno 9 mila euro mensili, ma, in realtà,  in famiglia spendiamo per vivere circa 2 - 3 mila euro al mese perché non ho nessun vizio e mi dedico solo ai miei cari". 
Dal canto nostro noi ringraziamo il Presidente dell'Ater di Chieti, l'Ing. Domenico Recchione, per le delucidazioni e auspichiamo che l'Ater di Chieti proceda nella direzione della riduzione dei costi e sopratutto degli eventuali sperperi di denaro pubblico. Ma, puntiamo, invece, ancora una volta il dito e invitiamo l'opinione pubblica teatina a fare lo stesso, contro coloro che ancora una volta a livello politico - regionale, non perdono occasione di montare un caso politico  - mediatico contro una istituzione della città di Chieti. Non vorremmo che questa polemica sia l'ennesimo pretesto per scippare a Chieti, nell'ambito delle riforme  delle Ater  regionali, la direzione dell'Azienda Territoriale Edilizia Residenziale. Non sarebbe la prima volta che la politica regionale si scaglia contro una istituzione della città di Chieti. Ovviamente, se ci fosse la volontà politica, si potrebbero montare casi in ogni ente pubblico di ogni città abruzzese, perché nessuno è privo di "scheletri negli armadi", ma, guarda caso, sembra diventato lo sport regionale preferito attaccare e criticare tutto ciò che sta a Chieti. Guarda caso, l'attacco contro l'Ater di Chieti è giunto ancora una volta da esponenti regionali non Teatini quali Claudio Ruffini, Giuseppe Di Pangrazio, Giovanni D'Amico, Maurizio Acerbo  e Riccardo Chiavaroli. E' giusto criticare per le spese in eccesso, ma auspichiamo che questi consiglieri regionali abbiano la stessa foga nel puntare il dito ed accusare anche quando si parla di gravi "scandali" nelle altre Province e città abruzzesi.

L'ING. DOMENICO RECCHIONE è UN MANAGER ITALIANO DI ALTO LIVELLO. NATO AD ARIELLI IN PROV. DI CHIETI IL 15 GENNAIO 1947, SI E' LAUREATO IN INGEGNERIA CHIMICA PRESSO L'UNIVERSITA' DI L'AQUILA NEL 1973 CON UNA TESI IN CUI HA IDEATO IL PROGETTO DI UN IMPIANTO DI IDROGENAZIONE E DESOLFORAZIONE UTILIZZATO DA UNA RAFFINERIA DI 8 MILIONI DI TONNELLATE ANNUE IN SVEZIA . E' STATO DAGLI ANNI '70 DEL XX SECOLO DIRIGENTE DI DIVERSI ENTI E AZIENDE PUBBLICHE E PRIVATE. DAL 1 LUGLIO 2004 E' DIRETTORE GENERALE DELL'ATER DI CHIETI.

QUI DI SEGUITO IL  CURRICULUM VITAE DELL'ING. DOMENICO RECCHIONE











giovedì 27 marzo 2014

ABUSO DI UFFICIO DIETRO L'ASSEGNAZIONE DELLE CASE COMUNALI?


Nei giorni scorsi le modalità di assegnazione delle Case Popolari del Comune di Chieti sono finite in Procura a seguito della relazione stilata dalla commissione comunale esaminatrice che avrebbe dimostrato come l'Ufficio Casa del Comune di Chieti non avrebbe agito con correttezza, lealtà e imparzialità nell'assegnazione delle case. L'Ufficio Comunale competente, secondo quanto scritto nella relazione della Commissione Comunale esaminatrice avrebbe compiuto un eccesso di potere per disparità di trattamento e manifesta ingiustizia. A seguito di questa relazione che ha fissato dei criteri oggettivi in base alla legge vigente di assegnazione delle case, ci sono state finanche le denunce di alcuni cittadini che ritengono di aver subito un torto. Denunce contro il Sindaco, gli Assessori competenti e i responsabili comunali dell'Ufficio Casa. A tal proposito, sentiamo cosa ha dichiarato ai nostri microfoni  l'Avv. Prof. Gabriele Salvatore, Consigliere d'opposizione al Comune di Chieti che ha presieduto la commissione costituita per stabilire le modalità di assegnazione delle case popolari comunali.  "La relazione è stata approvata all'unanimità da tutti i membri della commissione ed io ho avuto l'incarico di predisporre a tal proposito due relazioni: la prima completa da presentare all'autorità giudiziaria e agli organi del Comune; l'altra più ridotta per il Consiglio Comunale, senza alcuni cavilli legali e alcune diatribe sorte in seno alla Commissione" ha dichiarato l'Avv. Gabriele Salvatore. In buona sostanza, ha continuato Salvatore "abbiamo cercato di capire, attraverso l'applicazione della legge vigente sulla normativa di assegnazione delle case popolari, la legge 96 del 1996, se l'ufficio "Casa" del Comune di Chieti avesse o meno rispettato tale normativa, che sistema era stato applicato per assegnare le case e se coloro a cui avevano assegnato le case versavano veramente in grave situazione di emergenza. All'uopo abbiamo creato una griglia approvata dalla Commissione e in base a questa griglia abbiamo capito subito, in maniera diciamo epidermica, che,  ad esempio, alcune persone avevano ricevuto l'assegnazione senza aver ricevuto lo sfratto. In precedenza non c'era alcun criterio oggettivo di assegnazione e probabilmente non si può dire che l'ufficio utilizzasse i criteri di correttezza, imparzialità e di lealtà nell'assegnazione degli appartamenti"  "Sono stati esaminate in particolare fino ad ora le domande e le assegnazioni degli  anni 2011 - 2012 - 2013 -  ha precisato il Consigilere Salvatore - e ora abbiamo chiesto tramite il Consiglio Comunale, proprio per fare chiarezza, di prolungare i lavori della Commissione,  per esaminare anche gli anni antecedenti, ma a tal proposito non sappiamo ancora quale sia la volontà dell'amministrazione".  Pertanto"ora spetterà all'autorità giudiziaria stabilire se dall'eccesso di potere, classico vizio degli atti amministrativi, possa scaturire anche la fattispecie criminosa dell'abuso d'ufficio" ha concluso l'Avv. Salvatore.

Intervista al Consigliere l'Avv. Prof. Gabriele Salvatore

PERDITA D'ACQUA NEI PRESSI DI VIA RICCITELLI N.20 AL "LEVANTE"

Un residente di Via Riccitelli ci ha segnalato la presenza di una perdita d'acqua in Via Riccitelli, nei pressi del civico numero 20. 
Siamo andati subito a scattare la fotografia per documentare il problema, anche se con l'asfalto umido la perdita è meno evidente.
Non sappiamo ancora attualmente quali sono le cause di questa perdita e quali potrebbero essere le conseguenze che porterà.
Comunque, chiediamo all'Ufficio Acquedotto del Comune di Chieti e a quello Lavori Pubblici di intervenire per quanto di competenza al fine di riparare la perdita idrica.



RIPARATA LA PERDITA D'ACQUA IN VIA GENERALE SPATOCCO

Domenica scorsa abbiamo segnalato la presenza di una perdita d'acqua in Via Generale Spatocco in località Filippone di Chieti. Abbiamo documentato la sua presenza con una fotografia scattata mentre il nostro reporter Cristiano Vignali stava partecipando come megafonista alla "marcia" dal Theate Center alla Villa Comunale per chiedere lo spostamento nell'ex Ospedale Militare dismesso della Biblioteca "De Meis", attualmente sita in affitto in un capannone industriale presso il Theate Center.
A tal proposito, avevamo chiesto che la perdita d'acqua, con relativa buca e cartello di segnalazione, venisse riparata nel più breve tempo possibile.
Ebbene oggi ci è arrivata la notizia che il problema è stato ancora una volta tempestivamente risolto come si evince dalla documentazione fotografica. Siamo ancora più soddisfatti se pensiamo al fatto che, come ci hanno segnalato alcuni residenti della zona, la suddetta perdita d'acqua poteva essere la causa di eventuali riduzioni del getto idrico di alcune abitazioni.



IN ESCLUSIVA I DOCUMENTI DEL PROCESSO SULL'ACQUA INQUINATA DI BUSSI

Ieri gli organi d'informazione hanno pubblicizzato la notizia sul rapporto "choc" dell'Istituto Superiore della Sanità che ha depositato la relazione sulle analisi del 2007 sull'acqua di Bussi, la falda acquifera da cui deriva l'acqua che entra nelle case dei cittadini della Val Pescara e della conurbazione Chieti - Pescara, con circa 700 - 600 mila persone che ne hanno usufruito senza limitazioni d'uso e di controllo anche per fasce a rischio di popolazione, utenze sensibili come scuole ed ospedali.
E' un vero e proprio macigno la relazione dell'Istituto Superiore della sanità (Iss), 70 pagine in cui per la prima volta i veleni di Bussi, i 25 ettari di terreno contaminati scoperti dalla Forestale nel 2007, vengono esaminati scientificamente per accertarne il grado di pericolosità per la salute umana. 
Sulla base di questa relazione del 2007 è stato stilato il rapporto del 30 gennaio 2014, depositato durante il processo di Bussi in Corte d'Assise a Chieti dall'Avvocatura dello Stato che difende il ministero, parte civile nel processo che il 4 aprile ospiterà la requisitoria dei PM Anna Rita Mantini e  Giuseppe Bellelli, ossia l'atto di accusa per tanti ex vertici e amministratori della Montedison finiti alla sbarra con l'accusa di aver avvelenato le acque.
Dalle analisi compiute, si profila una vera e propria "bomba" ecologica che è piovuta sulla nostra terra e sulla nostra gente, mettendo a serio repentaglio la salute di centinaia di migliaia di persone con sostanze tossiche, pericoli per la salute, senza che questo venisse reso noto per anni ai cittadini che hanno consumato l'acqua di Bussi in buona fede. 
A tal proposito, renderemo pubblici in esclusiva le copie dei documenti della relazione dell'Arta e della Forestale su cui si baserà la requisitoria dell'accusa sul processo dell'acqua inquinata di Bussi.
 I preziosi documenti ci sono stati forniti dal Movimento 5 Stelle di Scafa e dal Teate 5 Stelle di Chieti che sono stati i primi a divulgarli e a cui va l'onore di aver portato avanti fuori e dentro gli organi competenti la battaglia contro questa vera e propria bomba ecologica che ha colpito l'Abruzzo "forte e gentile".

Dall'indagine dell'Arta e della Forestale effettuata sui pozzi Sant'Angelo dalle fontane pubbliche di Torre de' Passeri,in Corso Umberto I a Pescara, a Chieti, a Tocco, a Castiglione e a Popoli, si evince la presenza di acqua inquinata per 700 mila persone, ospedali e scuole. Tutto tenuto pubblicamente celato per anni. Alcuni degli agenti inquinanti ritrovati sono il cloruro di vinile, il Tricloroetilene degli idrocarburi e dei metalli tipo il mercurio e/o il piombo.







mercoledì 26 marzo 2014

LA PROVINCIA E LA DIREZIONE DELLA SCUOLA "F.GALIANI" INTERVENGANO PER BONIFICARE L'AREA CHE SI AFFACCIA SULLA FACCIATA POSTERIORE DELL'ISTITUTO TECNICO

 In questi giorni il quotidiano "Il Centro" in pagina di Chieti ha denunciato la mancata pulizia e bonifica dal degrado dell'area della Villa Comunale dietro l'I.T.C.G. "F.Galiani", per intenderci l'area dove sta il "ponticello" degli innamorati. Ma queste problematiche irrisolte, in realtà, permangono da molto tempo
A tal proposito, il nostro blog il 18 agosto 2013 aveva iniziato un'azione tesa a segnalare le problematiche delle aree più interne della Villa Comunale di Chieti, lontane da occhi indiscreti e dove è meno sostanzioso l'afflusso di visitatori, turisti e semplici passanti. In particolare, con  un video girato insieme al nostro super eroe Italyman (https://www.youtube.com/watch?v=QvZb3ge7C_Y) abbiamo documentato proprio il degrado del mitico "Ponte degli innamorati", imbrattato dai vandali e con possibili problemi di stabilità, e della facciata posteriore dell'Istituto Tecnico "F.Galliani" nei pressi della scala antincendio della scuola, piena di scritte e ridotta a discarica di rifiuti che vengono sistematicamente gettati, sfruttando il fatto che la zona è pressoché isolata. 
Inoltre, abbiamo segnalato anche l'abbandono nel degrado dell'edificio che ospitava la scuola Chiarini, di recente tornato alla Provincia, dopo che la Sovrintendenza Archeologica ne ha detenuto l'uso per anni, trasformato in rifugio di fortuna per vagabondi, l'immobile dovrebbe essere restaurato e reso impenetrabile dal personale competente della Provincia per poi essere riqualificato e riutilizzato.
 Alla fine della video - segnalazione, abbiamo chiesto a chi di dovere, ad esempio alla Provincia ( per la scuola e l'area intorno) e al Comune per il "Ponte degli Innamorati" di intervenire affinché siano cancellate le scritte e venga ripulita la zona, rendendo l'area video sorvegliata con delle telecamere, affinché, una volta bonificata l'area, non si ripetano più  gli spiacevoli atti di vandalismo e di gratuita inciviltà. 
In merito, apprendiamo in questi giorni dalla stampa, che non si è fatta attendere la pronta risposta dell'Assessore ai Lavori Pubblici, Geom. Mario Colantonio, che si è impegnato a ripulire e a bonificare l'area di competenza comunale. 
Pertanto, chiediamo che sia la Provincia di Chieti, sia la direzione della scuola superiore, seguino l'esempio del Comune, intervenendo per pulire le scritte, togliere i rifiuti nelle aree di loro competenza e magari recintare le aree di proprietà e pertinenza, evitando che chiunque possa liberamente entrarci. Il discorso vale ad esempio sia per il perimetro della scuola, sia per l'edificio che è stato per tanto tempo a usufrutto della Sovrintendenza Archeologica. Chi vivrà vedrà cosa succederà.




RICHIUSA LA PERICOLOSA VORAGINE IN VIA TIRO A SEGNO A CHIETI

Nella foto l'Assessore Roberto Melideo che si è interessato per far richiudere la pericolosa voragine lasciata aperta in Via Tiro a Segno probabilmente per lavori di manutenzione fognaria

Il 14 ottobre 2013 la  giovane mamma Alessandra ci  aveva segnalato le difficoltà che incontra quotidianamente in Via Tiro a Segno, dove risiede con la sua famiglia al civico 17, per uscire a fare una passeggiata col suo bimbo in passeggino a causa del deterioramento e delle imperfezioni del manto stradale. 
Alessandra, in una intervista ai nostri microfoni ha  chiesto  al Comune di Chieti che l'asfalto di Via Tiro a Segno venga rifatto e che venga richiusa la pericolosa voragine lasciata aperta probabilmente per lavori di manutenzione delle fogne.
Ebbene, a tal proposito, l'Assessore della zona, il Dott. Roberto Melideo, dopo aver visto il nostro servizio, ci ha fatto sapere che grazie al suo interessamento la pericolosa voragine che c'era in Via Tiro a Segno è stata richiusa. 






martedì 25 marzo 2014

RIMUOVERE LA BARACCA ABBANDONATA DA UN FRUTTIVENDOLO IN VIALE BENEDETTO CROCE

La struttura da rimuovere in Viale Benedetto croce
segnalataci dai residenti  di Madonna delle Piane

Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione dei residenti di Madonna delle Piane a Chieti Scalo che ci segnalano lo "sconcio" a loro dire rappresentato da quella specie di baracca collocata di fronte al Self - Service "Il Gusto" in Viale Benedetto Croce, fino a qualche mese fa occupata da un fruttivendolo che purtroppo per motivi di salute, ha dovuto chiudere bottega.
I residenti, ora chiedono che venga rimossa l'intera struttura esistente per evitare che la stessa diventi ricettacolo di sporcizia di ogni genere, affinché possa essere riutilizzato lo spazio seppur esiguo che si libererebbe.




lunedì 24 marzo 2014

IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI CHIETI SULLO STATO DEI LAVORI AL TRIBUNALE


Il Presidente della Provincia di Chieti e Vice Presidente Nazionale dell'Unione delle Province Italiane (UPI), Enrico Di Giuseppantonio, alla nostra videocamera, ci parla dei lavori di ristrutturazione e ampliamento del Tribunale di Chieti, struttura di proprietà della Provincia, in affitto al Comune di Chieti che riceve le risorse dal Ministero di Grazie e Giustizia per la sua gestione. Mentre il responsabile dei lavori è il Provveditorato Regionale alle Opere Pubbliche.
Come ci conferma anche Enrico Di Giuseppantonio,  la nostra notizia che i lavori al Palazzo di Giustizia di Chieti sono fermi, era fondata. 
Il Presidente Provinciale ci racconta che il Tribunale ha avuto un finanziamento di 6,5 milioni e mezzo per i danni causati dal terremoto del 2009 con cui sono state appaltate tutte le opere necessarie sia per riparare i danni, sia per migliorare la struttura. 
Attualmente, dalle notizie che ha raccolto il Presidente Di Giuseppantonio dal Provveditorato alle opere pubbliche, sarebbero stati già fatti i saggi preliminari e l'impresa Spinosa del Molise, vincitrice dell'appalto, ha predisposto il bilancio esecutivo, perché  la gara d'appalto consisteva nell'offerta economicamente più vantaggiosa e nella presentazione del progetto esecutivo da parte dell'impresa. Per quanto riguarda, invece, la ripresa dei lavori, la Commissione Tecnica Amministrativa il 27 Marzo dovrà procedere alla espressione del parere favorevole sul progetto esecutivo e dopo di che i lavori, da quel che ci ha detto il Presidente Di Giuseppantonio, dovrebbero riprendere. La sua amministrazione, ci ha detto, nel momento in cui si è insediata dal canto suo si è impegnata tenacemente per far ottenere il finanziamento per la ristrutturazione e l'ampliamento del Tribunale di proprietà della Provincia, ma le responsabilità dei lavori sono del Provveditorato Regionale alle Opere Pubbliche. Tra l'altro, a causa dei danni del terremoto al Palazzo di Giustizia, per far funzionare il Tribunale e far rimanere gli uffici giudiziari vicino la sede principale, Di Giuseppantonio ci ha detto che la sua amministrazione ha liberato una palazzina in Via Arniense dove c'erano gli uffici della Provincia e ha preso in fitto un altro immobile, facendo un grande sacrificio pur non avendo nessuna competenza gestionale sugli edifici che ospitano il Tribunale.
Inoltre, il Presidente della Provincia di Chieti, ci tiene a tranquillizzare i cittadini, escludendo a priori, per la situazione che c'è nel nostro Paese, che i lavori del Tribunale possano non essere conclusi per il 2018 e che il Palazzo di Giustizia di Chieti insieme a quelli di Lanciano e di Vasto vengano alla fine accorpati a quello di Pescara,  poiché l'accorpamento dei Tribunali non è assolutamente legato alla riforma delle Province.
Infine, il Presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, ci lascia con un auspicio: che i lavori al Tribunale siano ultimati nel più breve tempo possibile e che quindi né la burocrazia né eventuali conflitti fra imprese possano creare ostacoli all'ultimazione dei lavori.
Ora però la parola passa al Provveditorato Regionale alle Opere Pubbliche, con cui andremo a parlare nei prossimi giorni nel caso in cui non dovessero ripartire i lavori al Tribunale di Chieti entro la prima quindicina di Aprile.

IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI CHIETI SUI LAVORI AL TRIBUNALE TEATINO

domenica 23 marzo 2014

LA BIBLIOTECA REGIONALE FRA LUSSUREGGIANTI ERBACCE E CARTACCE

 Stiamo perorando col nostro blog la causa per creare a Chieti un polo culturale di eccellenza nel Centro Storico della città, immerso nel verde in un parco attrezzatissimo. A tal proposito, è stato individuato il sito della Villa Comunale, come il più idoneo per tale progetto. Qui già ci sono due Musei archelogici ( Villa Frigerj e Civitella) , un museo universitario della Storia delle Scienze Biomediche, la Biblioteca Regionale, e ci si vorrebbe spostare nell'ex ospedale militare la Biblioteca Provinciale "De Meis". Inoltre, noi abbiamo proposto di spostare in sede anche l'Archivio Storico Comunale dato che attualmente necessita di un restyling ed è sito nell'autoparco comunale piuttosto fuori mano, in Via Ianni, la strada che costeggia il Cimitero.


Ma, non è certo tutto oro quello che luccica, anzi non mancano di certo le difficoltà,  in primis quelle per recepire i fondi necessari per mantenere ad esempio dei musei così belli e prestigiosi, ma anche molto costosi come quelli di Villa Frigerj e della Civitella. Ma, anche per avere il nulla osta del Ministero della Difesa per trasferire la Biblioteca ( ed eventualmente noi proponiamo anche l'Archivio Storico Comunale) nell'ex Ospedale Militare alla Villa;  tale operazione non è certo ancora facile, dato che finché non ci sarà l'OK dell'esercito, meglio non cantare vittoria, anche se la Regione avrebbe espresso parere favorevole per quanto riguarda il trasferimento della "De Meis". Per l'Archivio Storico Comunale bisogna vedere cosa ne pensa l'amministrazione comunale teatina.
Comunque, anche le strutture che già ci sono come ad esempio la Biblioteca Regionale hanno bisogno di essere migliorate. A tal proposito, pubblichiamo alcune foto che ci hanno mandato degli studenti che vanno giornalmente a studiare nella sala della biblioteca regionale che documentano come la struttura sia circondata da lussureggianti erbacce "da tagliare" e cartacce "da rimuovere". Le immagini si commentano da sole.
Pertanto chiediamo l'intervento delle autorità competenti affinché vengano tagliate le lussureggianti erbacce e rimosse le cartacce che deturpano la Biblioteca Regionale di Chieti.
Chieti ha delle importanti potenzialità che necessitano solo di essere valorizzate nel modo giusto. Per farlo ovviamente ci vogliono i fondi, tanta buona volontà e capacità.







LA CITTA' DI CHIETI "PERDE" ACQUA DA TUTTE LE PARTI

Il nostro reporter Cristiano Vignali mentre lanciava slogan in prima fila durante la "marcia" dal Theate Center alla Villa per il trasferimento  della Biblioteca "De Meis" nell'ex Ospedale Militare alla Villa Comunale di Chieti, ha fotografato una perdita di acqua segnalata ma non ancora riparata nel rione di Filippone in Via Spatocco. L'acqua fuoriesce dai pertugi delle crepe dell'asfalto.
A tal proposito, alcune settimane fa avevamo segnalato una analoga perdita in Via Arniense che è stata prontamente riparata. Pertanto chiediamo che venga fatto lo stesso con questa in Via Spatocco.


DICIAMO "SI" ALLA BIBLIOTECA "DE MEIS" ALL'EX OSPEDALE MILITARE NELLA VILLA COMUNALE DI CHIETI

Questa mattina si è svolta dal Theate Center, passando per la Trinità, fino alla Villa Comunale di Chieti, la "marcia" per chiedere il trasferimento della Biblioteca "De Meis" in una sede più consona nell'ex ospedale militare. Nel video il nostro Cristiano Vignali lancia slogan.

LA "MARCIA" PER LA BIBLIOTECA "DE MEIS" ALL'EX OSPEDALE MILITARE DI CHIETI



I partecipanti della "marcia" per il trasloco della Biblioteca "De Meis" nell'ex Ospedale Militare all'arrivo davanti la struttura dove si vorrebbe farla ricollocare nella Villa Comunale

Questa mattina si è svolta dal Theate Center, passando per la Trinità, fino alla Villa Comunale di Chieti, la "marcia" per chiedere il trasferimento della Biblioteca "De Meis" in una sede più consona nell'ex ospedale militare.
Sono passati ormai quasi dieci anni da quella notte fra il 2 e il 3 giugno del 2005, quando un boato ha risvegliato la città. La storica Biblioteca Provinciale  "De Meis" di Chieti è venuta giù e da allora non è stata più ricostruita nonostante le tante promesse fatte.
La Biblioteca Provinciale della città di Chieti, l'antica Teate, "Città di Arte e di Cultura" come recitava fino ad alcuni anni fa un cartellone all'ingresso della città, di cui si sono perse le tracce, è stata collocata "provvisoriamente" in un capannone industriale in affitto presso il "Theate Center", ma da allora il "provvisoriamente" sembra diventato pressoché "definitivo", visto che a distanza di tutto questo tempo  la Biblioteca è ancora là.
Per carità, una sede abbastanza funzionale e fornita di parcheggi gratuiti, dove la gentilezza e la disponibilità del personale sopperisce magari a qualche lacuna strutturale dell'edificio, ma di certo non una sede consona al prestigio della città e dell'istituzione culturale che ospita.
Tornando a stamattina, un drappello di una trentina di cittadini in occasione dell'evento nazionale "Corritalia" ha voluto far "traslocare" idealmente la biblioteca dal Theate Center in località Femminella all'ex Ospedale Militare nella Villa Comunale, marciando e lanciando slogan che hanno attirato l'attenzione delle persone alle finestre e dei passanti, invitando la gente ad ingrossare le fila del corteo e a firmare la petizione per lo spostamento della biblioteca in una sede più consona.
Erano presenti fra gli altri in prima linea anche il nostro Cristiano Vignali che ha scandito gli slogan al megafono, i giornalisti Mario D'Alessandro e Ugo Iezzi, l'imprenditore Alberto Chiavaroli e una rappresentanza della Associazione PRO.CU.OR.E. per perorare una causa molto importante per il rilancio del centro storico di Chieti, quale lo spostamento della "De Meis" nel contenitore vuoto dell'ex Ospedale Militare alla Villa Comunale che ha avuto tra l'altro il voto favorevole del Consiglio Regionale. Una proposta quella dello spostamento della biblioteca "De Meis" alla Villa Comunale che ha già avuto diverse migliaia di firme, in aumento di ora in ora, e che se si concretizzasse permetterebbe di creare nel cuore del centro storico di Chieti un polo culturale di grande livello con un suggestivo parco attrezzatissimo in stile "Belle Epoque", immerso nel verde, con il Museo Universitario delle Scienze Biomediche, la Biblioteca Regionale, il Museo Archeologico Abruzzese, la Biblioteca Provinciale "De Meis" e magari anche l'Archivio Storico Comunale che attualmente è in pessime condizioni, fuori mano, in Via Ianni, la strada che percorre il Cimitero di S.Anna. Una occasione sicuramente da non perdere per il rilancio della nostra città che tutti i Teatini e gli amanti della cultura dovrebbero sostenere.

 I partecipanti della "marcia" per il trasloco della Biblioteca "De Meis" nell'ex Ospedale Militare alla partenza davanti l'attuale sede provvisoria al Theate Center


40 PROFUGHI OSPITATI PRESSO IL "VILLAGGIO DELLA SPERANZA" DI BRECCIAROLA

Foto tratta da Skytg24


Alla fine la notizia dell'arrivo di profughi extracomunitari in città provenienti a Lampedusa è stata confermata, ma non si tratta di un numero elevatissimo ma di un gruppetto di una quarantina di persone che verranno ospitate presso il Villaggio della Speranza di Brecciarola presso le Figlie Di Gesù e di Maria. E' stato il Governo che ha avvertito la Prefettura che in accordo con la Curia teatina ha deciso di ospitare i profughi nella struttura del convento di Suor Vera.
Lo Stato dovrebbe dare per l'accoglienza una cifra che secondo alcune voci si stimerebbe a circa 80 euro al giorno a persona.
Fortunatamente, si tratta solo di un piccolo gruppo che non creerà nessun problema per l'ordine pubblico; ma, comunque, da ora in poi, l'opinione pubblica cittadina dovrà mantenere sempre gli occhi e le orecchie vigili,affinché si scongiuri la sciagurata ipotesi che questo gruppetto non sia solo l'avanguardia di una possibile silente e graduale "invasione".

sabato 22 marzo 2014

I SUPER EROI IN MARCIA PER LA BIBLIOTECA "DE MEIS" NELL'EX OSPEDALE MILITARE ALLA VILLA COMUNALE

Pubblichiamo la vignetta col nostro Super Eroe Italyman, insieme a Spiderman, Superman e Batman che marciano anche loro idealmente insieme ai cittadini e alle associazioni di Chieti per portare  la Biblioteca "De Meis"  dal Theate Center in località Femminella  nell'ex Ospedale Militare alla Villa Comunale di Chieti, dove costituirebbe insieme al Museo universitario della Storia delle Scienze Biomediche, alla Biblioteca Regionale e all'eventuale spostamento in sede anche dell'Archivio Storico Comunale, un polo culturale cittadino di tutto rispetto.


IMMINENTE OGGI L'ARRIVO DI GRUPPI DI PROFUGHI EXTRACOMUNITARI A CHIETI?




Immagine tratta da www.culturaitaliana.it


In queste ore in città corre la notizia dell'imminente arrivo di gruppi di profughi extracomunitari a Chieti.
A tal proposito, sarebbero già state mobilitate le forze dell'ordine e la Prefettura avrebbe avvisato anche la Asl per le eventuali precauzioni del caso. 
Tra l'altro, in città, oltre un mese fa impazzava la polemica sulla proposta dell'Arcivescovo di Chieti, Mons. Bruno Forte, di mettere un campo  profughi presso la Caserma Berardi, notizia contestata a furor di popolo e poi smentita dal Sindaco e dalla stessa Curia teatina.
Poi oggi come un fulmine a ciel sereno, la notizia improvvisa dell'arrivo di questi gruppi di extracomunitari in città.
La cittadinanza teatina oggi si pone inquietanti interrogativi sul futuro e non vorrebbe assistere ancora una volta a una decisione presa alle sue spalle e contro gli interessi della città stessa senza che venisse interpellata la popolazione teatina.
Dopo gli scippi degli uffici pubblici avvenuti come fulmini a ciel sereno negli ultimi anni, nati come dicerie maligne che poi si sono dimostrate all'improvviso amare realtà senza che l'opinione pubblica cittadina dormiente potesse mobilitarsi, ora non vorremmo che fosse veramente impiantato un campo profughi in città senza il consenso della popolazione, magari per accordi che sono stati presi alle spalle della comunità. Questo sarebbe un ulteriore attentato all'identità della nostra città e del popolo italiano, ordito da un Governo che succube delle lobby finanziarie internazionali, continua sistematicamente a prendere decisioni contro gli interesse stesso degli italiani. E  la situazione di Chieti, città dello "Stato" svuotata di tutte le sue funzioni e competenze sovrane,ne è l'esempio più lampante
Speriamo che nelle prossime ore qualcuno di autorevole intervenga e ci dica qualcosa di più preciso su quanto sta avvenendo.

venerdì 21 marzo 2014

INTERVISTA AL DIRETTORE DELL'ATER RECCHIONE SUI LAVORI ALLE PALAZZINE DI CHIETI SCALO

Foto tratta dal sito dell'Ater di Chieti

L'altro giorno abbiamo ricevuto in redazione la lettera dei alcuni residenti delle palazzine Ater di Chieti Scalo preoccupati per i forti ritardi nei lavori per la messa in sicurezza delle palazzine a seguito del terremoto del 2009. A tal proposito, va evidenziato che ci sono stati dei lavori che sono iniziati, nel corso dei quali le palazzine  cruentate e crivellate, sembrano più i palazzi della periferia di Baghdad che di Chieti. Però, questi lavori, iniziati alcuni anni fa, non sono stati ultimati e i palazzi purtroppo sono rimasti esattamente nelle condizioni in cui erano nel momento in cui è avvenuta l'interruzione dei lavori. Tutto ciò, nonostante siano stati stanziati dei soldi pubblici che, però, sembrano non essere mai arrivati nelle casse dell'Ater. Ora i cittadini si chiedono quando ripartiranno i lavori e che fine hanno fatto questi soldi destinati a tal fine. Pertanto pubblichiamo l'intervista del Dott. Domenico Recchione, Direttore dell'Ater di Chieti che ci spiega che fine hanno fatto i soldi stanziati e qual'è la situazione  e quando ( si spera) ripartiranno i lavori.


Intervista al Direttore dell'Ater di Chieti, Dott. Domenico Recchione

giovedì 20 marzo 2014

GLI ABBONATI ALLA PALESTRA DEL CUS MINACCIANO AZIONI LEGALI



Abbiamo segnalato il distacco dell'energia elettrica e del gas negli impianti sportivi gestiti dal Centro Universitario Sportivo. 
A tal proposito abbiamo ricevuto un annuncio che qui di seguito pubblichiamo di un gruppo di abbonati della Palestra del Cus "G.D'Annunzio" che hanno invitato gli altri ad iscriversi al nostro blog e a contattare la nostra redazione al fine di valutare se intraprendere un'azione legale contro il Cus per il disservizio patito:

Tutti coloro che hanno pagato l'abbonamento al Cus di 40 euro convenzionati con l'Università e che si sono ritrovati la palestra chiusa al "Cus Gym" compresi coloro che praticano attività sportive diverse dalla palestra ordinaria, sono pregati di iscriversi alla pagina Facebook  del "Censorino Teatino" e di contattare la redazione del blog per decidere se intraprendere un'azione legale contro il Cus.

Questo annuncio fa riferimento sicuramente agli impianti sportivi all'interno del Campus dove era già stata staccata giorni fa la fornitura del gas come già segnalato dalla stampa locale.

Ebbene se vogliono contattarci gli abbonati del Cus per decidere quale forma di protesta intraprendere possono farlo al 388 89 31 953 oppure tramite l'email marcoporciocatone2@gmail.com


CHI PAGHERA' LE FORNITURE DEL GAS E DELLA LUCE DEL CUS DELLA "G.D'ANNUNZIO"?


Il Palazzetto di Colle dell'Ara a cui oggi è stata staccata la luce elettrica e nelle prossime ore si provvederà al distacco anche della fornitura del gas. 

Ieri la stampa locale ha pubblicato la notizia dello  scoppio del caso "Palacus" dove da ieri decine di atleti, soprattutto studenti universitari e, tra questi, anche campioni del basket e del calcio a 5, sono senza doccia calda e riscaldamento. Tutto ciò a causa del fatto che l’azienda che fornisce il gas all’impianto sportivo che si trova all’interno del campus universitario ha interrotto l’erogazione per morosità. Ma a non pagare la bolletta, questa volta, non è il Cus, poiché sulla base di una delibera di alcuni anni fa, l’onere delle spese per la fornitura di gas spetta infatti all’Ateneo. 
 Inoltre, si dava la notizia, oggi smentita dallo stesso titolare della ditta teatina fornitrice del gas e della luce,  che invece era stato scongiurato all’ultim’ora il taglio della fornitura elettrica alle altre due grandi strutture sportive, Colle dell’Ara e Santa Filomena, gestite interamente dal Centro Universitario Sportivo.
Infatti, contattato telefonicamente l'imprenditore teatino fornitore del gas e della luce ai Palazzetti di Colle dell'Ara e di Santa Filomena ci ha fatto sapere piuttosto arrabbiato che ha provveduto a staccare la fornitura dell'energia elettrica ai due impianti sportivi e che sta provvedendo in queste ore a staccare anche la fornitura di gas.
Ovviamente, mentre il distacco della fornitura del gas porta immediate conseguenze, quella dell'energia elettrica è più graduale con alcuni giorni in cui si riduce soltanto la potenza dell'energia prima che avvenga il distacco definitivo.
L'imprenditore teatino si è lamentato del fatto che in 10 mesi di fornitura di energia elettrica con 20 fatture emesse ( una per ogni mese per ciascuno dei due palazzetti), non ha avuto pressoché nessuna fattura pagata e che vanta un credito nei confronti del Cus di oltre 80 mila euro. Soldi che la ditta del gas e della luce ha dovuto comunque pagare al suo fornitore senza ricevere alcun corrispettivo da parte del Cus.
Ora, il titolare della ditta che fornisce il gas e la luce ai due palazzetti si chiede: Quando e chi mi pagherà gli arretrati delle forniture del gas e della luce dei due palazzetti gestiti dal Cus?
Questa è l'ennesima tegola che cade e getta fango sull'Università "G.D'Annunzio" e in particolar modo sul Cus, dopo che i guai erano iniziati nello scorso novembre quando la Guardia di Finanza ha iniziato delle indagini per accertare la liceità delle attività inerenti ai rapporti tra l'Ateneo e il Cus, che negli ultimi anni ha gestito diversi milioni di euro. Diversi esposti alla Procura della Repubblica, anche anonimi, avrebbero dato avvio all'indagine per accertare se vi sia stato sperpero di denaro nelle attività connesse fra il Cus e l'Università.  






L'altro Palazzetto di Santa Filomena a cui oggi è stata staccata la luce elettrica e nelle prossime ore si provvederà al distacco anche della fornitura del gas. 

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE SUI LAVORI AL TRIBUNALE DI CHIETI

Il Palazzo di Giustizia di Chieti in Piazza San Giustino

I Tribunali non sono dei "Pronto Soccorso", non ne serve uno in ogni città, ma diventano un inutile dispendio economico e sottraggono personale ai Tribunali maggiori dei quattro Capoluoghi di Provincia Abruzzesi. Il cittadino vuole risposte immediate che possiamo dare solo razionalizzando il servizio. 
E questo riteniamo sia stato proprio lo spirito che ha  portato il Sen. Azzolina (Ncd) in Commissione Bilancio a sbarrare la strada all'emendamento salva - Tribunali Abruzzesi con cui si chiede la proroga di dieci anni per derogare la riforma delle circoscrizioni giudiziarie nelle province abruzzesi che interessa i Tribunali di Avezzano, Lanciano,Sulmona e Vasto ed evitarne la soppressione. L'emendamento che era stato ritenuto ammissibile dalla Commissione Affari Costituzionali, presieduta dal Sen. Finocchiaro e aveva ricevuto la disponibilità del Governo, in particolare del Ministero di Grazia e Giustizia, è stato bloccato invocando l'articolo 81 della Costituzione sul Pareggio di Bilancio. Dunque, i Tribunali "minori" di Lanciano e Vasto dovrebbero essere accorpati al Tribunale di Chieti se non entro il 2015 per lo meno entro il 2018 se non ci saranno ulteriori colpi di scena. 
E il blocco dell'emendamento salva - Tribunali Abruzzesi era anche l'auspicio dell'Associazione Nazionale magistrati, sezione Abruzzo, come manifestato in tempi non sospetti anche dal suo Presidente, il Dott. Giampiero Di Florio: "Le Procure, le Preture, i Tribunalini, non sono mica dei Pronto Soccorso. Non ne servono uno ogni 10-15 chilometri. E' l'unico modo per risolvere il problema dell'eterna mancanza di fondi e di personale. La riduzione dei Tribunali in Italia (dove non si fanno concorsi per l'assunzione di personale amministrativo da circa 20 anni) e in Abruzzo, consentirebbe di recuperare personale per le sedi principali". Questo perché "in una realtà fatta di crisi, spesa pubblica elevata, l'accorpamento dei tribunalini potrebbe aiutare a far funzionare meglio la macchina amministrativa, Non ci sarà alcun impoverimento dei territori perché ditemi a cosa serve mantenere il Tribunale di Lanciano a 30 chilometri da quello di Chieti", ha precisato il Presidente dell'Anm Abruzzo Giampiero Di Florio.
Con la soppressione dei Tribunali minori provinciali di Lanciano e  Vasto e il conseguente accorpamento  a quello di Chieti, il Tribunale teatino diverrà (diverrebbe) il Tribunale più grande, più importane e più ricco d'Abruzzo, con la concreta opportunità per Chieti di diventare una "cittadella della giustizia", fenomeno che, inevitabilmente, porterà ad una rivitalizzazione del centro storico della città, sotto ogni profilo (non ultimo quello commerciale) e ad una valorizzazione dei tanti immobili attualmente disabitati i quali diverrebbero mete ambite per studi legali. Insomma, c'è la possibilità concreta di rialzare le sorti economiche del centro storico di Chieti. Sembrerebbe però che ci sarebbe una manovra tesa a fare si che il Tribunale di Chieti alla data dell'accorpamento non sia pronto ad accogliere i Tribunali sub-provinciali.
Infatti, fino almeno al luglio scorso i lavori non erano ancora iniziati, pare a causa di un problema burocratico inerente una concezione edilizia o permesso a costruire. Successivamente, i lavori sono partiti a spron battuto. Ma, attualmente sembrerebbe che si siano di nuovo arenati per motivi ai più sconosciuti.
Se questa notizia fosse confermata si correrebbe il serio rischio di non finire in tempo i lavori e di trovarci impreparati ad ospitare i Tribunali di Lanciano e di Vasto.
Così, proprio al fine di vederci chiaro sullo stato dei lavori al Palazzo di Giustizia di Chieti, abbiamo chiesto informazioni ai vari attori in causa, senza aver avuto ancora nessuna risposta.
In particolare, dal Tribunale si preferisce non commentare,suggerendoci di andare ad interpellare i politici.  Il Comune a sua volta chiamato in causa ci ha fatto sapere che la competenza è della Provincia e del Provveditorato. Restiamo infine in attesa dell'intervista che ci ha fissato per la prossima settimana la segreteria del Presidente della Provincia di Chieti che auspichiamo possa far luce su cosa sta veramente succedendo.
Fatto sta che pare ci siano diversi poteri forti che sarebbero contrari all'assorbimento dei Tribunali sub-provinciali di Lanciano e Vasto da parte di quello di Chieti e che vorrebbero invece salvare i Tribunali minori, oppure, addirittura, accorpare tutto a Pescara, dove il nuovo Tribunale ha tanti spazi vuoti.  Sicuramente i ritardi nei lavori favorirebbero il  "gioco" dei "boicottatori".
Di certo i cittadini non vogliono che per ragioni diverse da quelle della collettività, a causa dell'eventuale incompetenza e dell'inerzia (o della "malafede") di alcuni amministratori o burocrati, un'opera così importante per la città e per l'intera Provincia, venga buttata alle ortiche.
Nell'opinione pubblica teatina comincerebbe a prospettarsi la fondatezza del sospetto (confermato anche da qualificati avvocati del Foro di Chieti) che tale situazione di stallo non sia dovuta alla negligenza dei dirigenti dei vari enti locali, ma bensì a un piano strategico studiato a tavolino per evitare che il Palazzo di Giustizia teatino possa assorbire quelli di Lanciano  e di Vasto ed offuscare inevitabilmente quello della vicina Pescara.
Pertanto a scanso di equivoci, vorremmo sapere da chi di dovere: Come procedono i lavori al Tribunale di Chieti? Ce la faranno gli operai a finire in tempo i lavori per accorpare al Tribunale di Chieti quelli di Lanciano e Vasto o finiremo tutti a Pescara? Qual'è la ragione dell'eventuale blocco dei lavori in questione?