martedì 30 giugno 2015

DI PRIMIO: "NULLA POTEVAMO FARE SU UN'AREA SEQUESTRATA"




Pubblichiamo il comunicato diffuso su Facebook dal Sindaco di Chieti, l'Avv Umberto Di Primio sulle accuse che gli sono state rivolte dalle opposizioni in Consiglio Comunale sull'inerzia della sua Amministrazione per quanto riguarda la vicenda della discarica fuorilegge in località Colle Marconi e Colle S.Antonio che nella notte fra il 27 e il 28 giugno ha preso fuoco:

"Il M5S usa solo l’arma delle piazze urlanti. I pentastellati, se hanno coraggio, piuttosto che fare un esposto per finire sui giornali, e se ritengono vi siano responsabilità da parte del sottoscritto, facciano una bella denuncia nei miei confronti così potrò meglio difendermi da chi, incapace di fare politica, usa solo l’arma dell’esposto e delle piazze urlanti. Chiedano ai neo eletti Consiglieri Comunali, Argenio e D’Arcangelo, che cosa abbiano fatto e cosa stiano facendo, ma soprattutto, certo bisogna saper leggere le carte per farlo, cosa si sarebbe potuto fare nella condizione data. Non mi presterò ad essere il capro espiatorio di una opposizione che dimostra già di partire con il piede sbagliato e pensa ad andare sui giornali con uscite populiste mentre io affronto l’emergenza. Se questi signori avessero meglio letto e magari compreso le carte, si sarebbero resi conto che io e l’Amministrazione Comunale, per il periodo che mi riguarda, ovvero dal marzo 2012 in poi, data di notifica all’Ente della sentenza n. 18/12 del Tribunale di Chieti, nulla potevano fare. Infatti, come ormai credo sia noto, il provvedimento del giudice di Chieti è stato impugnato innanzi alla Corte d’Appello di L’Aquila e successivamente, alla Suprema Corte. Da ciò discende che nulla poteva essere fatto su un sito del quale era stata disposta la riduzione in pristino ma che non è mai stato realmente disponibile per due principali ragioni. La prima, la sospensione degli effetti della sentenza, per il giudizio di gravame. La seconda, una mancata effettiva e formale esecuzione dello stesso dissequestro. Pertanto, piuttosto che giocare con i telefonini a fare riprese o a fare esposti, vi prego: denunciatemi, i pentastellati facciano proposte se ne hanno, originali però, e non copiando e scopiazzando di qua e di là".

Intervista all'uomo che fa "tremare" le Istituzioni per la discarica bruciata

Tratto da www.agenzia stampa Italia.it

(A.S.I.) - Chieti - Abbiamo intervistato il cittadino Gianni Aceto, residente a Bucchianico (CH), località Colle Sant'Antonio che ha inviato a gennaio 2014 l'esposto che fa "tremare" le Istituzioni per le eventuali responsabilità connesse con la discarica bruciata.

Ecco il video dell'intervista:https://m.youtube.com/watch?v=aJ89EEOZBVc


https://www.youtube.com/watch?v=aJ89EEOZBVc

Intervista di Cristiano Vignali per ASI, cameraman Luigi Buracchio
Articolo inserito sul Censorino dal vice-direttore Daniele Ciacci

RAIMONDI CHIEDE LE DIMISSIONI DEL SINDACO DI CHIETI



Riceviamo e pubblichiamo  un intervento del Consigliere Comunale Enrico Raimondi, candidato come Sindaco al Comune di Chieti con la Sinistra "L'Altra Chieti" e SEL:




I CITTADINI DI CHIETI HANNO IL DIRITTO DI SAPERE


L’incendio della discarica sottoposta sotto sequestro giudiziario in località Colle Marcone ha disvelato, con tutta la sua drammaticità per le conseguenze ambientali e sulla salute dei cittadini che potranno derivare, quanto le associazioni ambientaliste e determinate forze politiche hanno avuto modo di denunciare da tempo: la presenza nel nostro territorio comunale di vere e proprie bombe ecologiche. Penso alla situazione che ha determinato la costituzione del comitato di Villa Bloch, così come la situazione in cui, da anni, vivono i residenti di via Penne; allo stesso modo, penso alle note vicende che coinvolgono la realizzazione di Megalò 3. I cittadini di Chieti hanno diritto di sapere quali sono i siti inquinati, quali iniziative sono state messe in campo in questi anni per la bonifica dei siti, quali sono le misure di emergenza che l’amministrazione comunale ha predisposto in caso di calamità come quelle accadute l’altro giorno a Colle Marcone. Ma, soprattutto, i cittadini hanno diritto di sapere se la terra su cui hanno costruito le loro case e l’acqua che bevono possono provocare danni alla salute. Per tali motivi, mi farò promotore, in Consiglio comunale, dell’istituzione di una commissione speciale, ai sensi dell’art. 34 del Regolamento del Consiglio comunale, composta da consiglieri comunali e da esperti, finalizzata a condurre una inchiesta sui siti inquinati del nostro territorio comunale ed uno studio sulle misure da adottare e le risorse da impegnare per la bonifica dei siti e la prevenzione della salute dei cittadini.


A seguire un ulteriore precisazione del Consigliere Raimondi:



"La Asl, il 20.3.2014, ha provveduto a invitare il Sindaco di Bucchianico a
verificare la possibilità di procedere alla messa in sicurezza della

discarica di Colle Marcone, sulla base di un esposto presentato da un
cittadino che ha descritto lo stato di abbandono della discarica, il pessimo
stato di manutenzione della strada, l'assenza di segnaletica e di
cartellonistica. Nell'esposto è stata anche denunciata la presenza di balle
di plastica, batterie esauste, plastica, gomma e medicinali. Il Prefetto,
inoltre, il successivo 24.4.2014, ha segnalato l'esposto al Comune di
Chieti, ritenendo incompetente per territorio il Comune di Bucchianico.
Dal 24 aprile 2014 all'incendio, nulla è stato fatto per mettere in
sicurezza la discarica incendiata. Di Primio deve dimettersi!"

Avv. Enrico Raimondi





La nota del Prefetto al Comune sulla discarica incendiata

(ASI) - Chieti - Come denunciato dalle opposizioni fuori e dentro al Consiglio Comunale di Chieti, esiste una lettera del Prefetto, inviata al Sindaco di Chieti per attivarsi alla messa in sicurezza dell'area, ovviamente anche alla luce di un possibile rischio incendio
 Siamo andati ad indagare e abbiamo scoperto che effettivamente questa richiesta del Prefetto esiste: la nota prefettizia numero di protocollo n.0013283/9 A-3/ Gab., (con ben 19 pagine allegate), datata 24 aprile 2014, indirizzata al Sindaco di Chieti e per conoscenza al Sindaco di Bucchianico e al signor Gianni Aceto, avente come oggetto "Segnalazione del Signor Aceto Gianni, specificato in indirizzo informatico, circa presenza di discarica abusiva in Località Colle S.Antonio" il Prefetto avrebbe chiesto al Comune di Chieti di Attivarsi.
A tal proposito, si legge nella suddetta nota prefettizia: "In relazione al problema - inizialmente attribuito alla competenza territoriale del Comune di Bucchianico - segnalato nell'esposto in oggetto, del quale si acclude copia, corredata dell'unita documentazione fotografica e dai riscontri pervenuti dagli Enti in proposito interpellati, si prega di far tenere, con ogni cortese sollecitudine, per la parte di competenza, notizie al riguardo".
Dunque, tutto sarebbe partito dalla segnalazione in Prefettura da parte di un privato cittadino, Gianni Aceto, nel febbraio 2014. La Prefettura si è subito attivata scrivendo a sua volta alla ASL che ha fatto un sopralluogo. Gli esiti delle indagini sono stati comunicati all'Arta e alla stessa Prefettura. Di qui la richiesta al Comune, di ASL e Prefetto, di attivarsi, che secondo quanto sostenuto dalle opposizioni in Consiglio Comunale, sarebbe stata inevasa.
Pertanto, ora la cittadinanza si chiede: chi pagherà per gli eventuali danni  ecologici e alla salute che si sono verificati a seguito dell'incendio?

Tratto da www.agenzia stampa Italia.it

Il Sindaco di Casale: noi coinvolti solo per la salute pubblica


Il Sindaco di Casalincontrada Vincenzo Mammarella


Tratto da www.agenziastampaitalia.it
(ASI) - Chieti - Vincenzo Mammarella, Sindaco di Casalincontrada, partecipante anche lui, ieri, alla riunione sulla sicurezza a Chieti presso la sede comunale di Corso Marrucino, ci spiega i provvedimenti presi dalla sua amministrazione contro l'inquinamento e per la tutela della salute pubblica.
Inoltre, il Sindaco di Casale, ci tiene a precisare che il Comune che amministra è coinvolto non per la gestione della discarica, ma, bensì solo perché i fumi tossici hanno colpito alcune zone del centro urbano in Provincia di Chieti.
L'intervista al Sindaco di Casalincontrada: https://m.youtube.com/watch?v=ll0hlHagVvQ


lunedì 29 giugno 2015

D'Aloisio: la Prefettura aveva detto al Comune di intervenire sulla discarica



Riceviamo e pubblichiamo questa clamorosa dichiarazione bomba dell'Avv.Antonello D'Aloisio, giá candidato Sindaco per la lista "Noi con Salvini":
" Ormai è certo: il Comune di Chieti sapeva ed aveva ricevuto indicazioni dalla Prefettura, nel 2014, di provvedere a mettere in sicurezza il sito inquinato.
Ma il Comune di Chieti nulla ha fatto. Ora sappiamo, e sopratutto lo sanno gli abitanti di Colle Marcone, chi non ha mosso un dito per salvaguardare la salute dei cittadini. Attendiamo nuove ed ulteriori rivelazioni sul caso. Al prossimo aggiornamento".

Sarà vero quanto dichiarato da D'Aloisio? Sicuramente queste dichiarazioni scuoteranno dalle fondamenta i palazzi del potere teatino.

Il Sindaco di Bucchianico:" Chieti è competente sulla discarica"



Tratto da www.Agenzia stampa Italia.it

(ASI) - Chieti - Il Sindaco di Bucchianico, De Leonardis, parlando dei provvedimenti presi dal suo Comune per tutelare i cittadini di Colle Sant'Antonio e della parte di Colle Marconi bucchianichese, ci svela un importante particolare che ai più era sfuggito: la discarica fuorilegge che ha preso fuoco cade completamente sul Comune di Chieti, come attesterebbero anche le mappe.
Pertanto, ora i cittadini si chiedono: a chi spetta la bonifica della discarica e il risarcimento del possibile danno ecologico e alla salute nel caso in cui non verranno individuati i responsabili dell'inquinamento derivante anche dall'incendio?

L'intervista a De Leonardis: https://m.youtube.com/watch?v=mimV9WGzS8Q


IL SINDACO DI CHIETI SULL'INQUINAMENTO IN CITTÀ




Tratto da www.agenziastampaitalia.it


(ASI) - Chieti - Abbiamo scambiato due battute col Sindaco di Chieti, l'Avv. Umberto Di Primio, a seguito del tavolo di sicurezza per la salute pubblica che si è tenuto nella sede comunale teatina di Corso Marrucino alla presenza dei Sindaci del Capoluogo Marrucino, di Casalincontrada e  di Bucchianico, del rappresentante della Prefettura, di tecnici comunali ed esperti del settore; grandi assenti gli esperti dell'Arta che stanno ancora elaborando i dati registrati per vedere la quantità esatta delle sostanze tossiche che si sono liberate in ambiente, ovvero se esse sono nocive o meno per la salute umana.
Il Sindaco di Chieti, però, si sente già di tranquillizare la cittadinanza. Sentiamo  a tal proposito cosa ha dichiarato ai nostri microfoni: https://www.youtube.com/watch?v=Sx3dUK8-61c


Residenti di Colle Marconi "incazzati" in attesa al Comune di Chieti





Alcuni rappresentanti delle famiglie di Colle Marconi, sia di Chieti che di Bucchianico, in tutto una decina, sono in questo momento al piano terra del Comune di Chieti ad aspettare i risultati dei dati Arta sui danni provocati dall'inquinamento a seguito del rovinoso incendio della discarica fuorilegge scoppiato nella notte fra sabato 27 e domenica 28 giugno 2015.
Infatti, proprio in questo momento, è in corso una riunione sulla sicurezza fra i Sindaci di Chieti e Bucchianico, il Prefetto di Chieti, e i responsabili dell'Arta che tardano ad arrivare perché starebbero ancora elaborando i dati raccolti.
I cittadini residenti a Colle Marconi sono preoccupati per la situazione e vorrebbero avere delle risposte positive dalle istituzioni. 
Hanno le case completamente invase dai fumi tossici e la notte dormono in macchina all'aperto e vorrebbero sapere che fare e dove andare a vivere in questo periodo di emergenza.
Una signora ha ironicamente annunciato che se il Sindaco non gli dirà che fare, si piazzeranno a dormire dentro il Comune di Chieti.

domenica 28 giugno 2015

Riparare crepe nel manto stradale in Via Rossini al Levante

Crepe nel manto stradale in Via Rossini nel Centro Residenziale Levante, ci sono state segnalate dal signor Ruggero, probabilmente dovute al dissesto idrogeologico della zona.
Pertanto si chiede alle autorità comunali competenti, in primis all'Ufficio Tecnico Comunale di intervenire per rimettere in sesto il manto stradale.





Quello che non si ha il coraggio di dire sul rogo della discarica abusiva

Il fumo che si alza dall'incendio della discarica domata (foto D'Orazio)

Articolo tratto da www.agenzia stampa Italia.it

(ASI) - Abruzzo - La discarica fuorilegge incendiata vicino Chieti con montagne di rifiuti speciali pericolosissimi per la salute umana di tipo edile, metallico, plastico, chimico e ospedaliero, sita nel Comune di Bucchianico (CH), non era sconosciuta alle autoritá.
Infatti, nel 2009 venne sequestrata dalla Guardia di Finanza di Pescara che la scoprì sorvolando la zona con un elicottero. Ma dopo sei anni nessuno l’ha mai bonificata. Anzi, è stata incredibilmente dimenticata. 
Così gli ecocriminali hanno potuto continuare a compiere i loro loschi affari omicidi, scaricando impuniti rifiuti di ogni sorta, risparmiando i tanti soldi necessari per smaltirli, ricavando altissime plusvalenze dal business della monnezza che in Italia negli ultimi venti anni è diventato probabilmente il più lucroso in mano il più delle volte alla malavita organizzata.
A onor del vero c'è da dire che spesso le ditte che si occupano dello smaltimento, lavoro per cui prendono fondi pubblici, per risparmiare i costi di gestione, non trattano bene i rifiuti e così si mettono in tasca quei soldi. Oppure, le ditte che devono smaltire rifiuti speciali scarto della lavorazione, invece di smaltirli, li abbandonano in discariche abusive per risparmiare sui costi esosi.
A tal proposito, uno Stato lungimirante per ridurre i costi e i rischi per la popolazione, potrebbe riprendere la gestione diretta dello smaltimento dei rifiuti e investire in fondi anche europei in nuove tecnologie per abbassare il costo.
Comunque sia, tornando alla nostra storia, c'è da dire che solo in questi giorni, dopo l'inchiesta mediatica di Lorenzo Colantonio de "Il Centro" di Chieti che ha girato finanche un inquietante video nel sito inquinato della discarica, la Procura della Repubblica ha deciso di sequestrare la ecodiscarica abusiva.
A questo punto,venuta alla luce del sole una situazione probabilmente compromettente per le istituzioni e per il potere economico, la notte fra sabato 27 e domenica 28 giugno, qualcuno ha avuto la brillante idea di andare ad appiccare il fuoco alla discarica con tonnellate di rifiuti bruciati che ci hanno fatto respirare sostanze tossiche micidiali per la vita umana e portatrici di gravissime malattie oncologiche. 
Le nubi tossiche della discarica in fiamme sono arrivate almeno a una ventina di chilometri di distanza dal sito inquinato e solo nella prima mattinata i Vigili del Fuoco hanno potuto domare le fiamme che stavano per mettere in pericolo le abitazioni circostanti.
Nei prossimi giorni sapremo con esattezza cosa stiamo respirando e conosceremo gli esatti danni provocati all'ecosistema da questo incendio che sicuramente non saranno roba da poco. Intanto, a causa dell'incendio scoppiato probabilmente non scopriremo mai i responsabili materiali di questo crimine contro l'umanità, perché le prove sono state incenerite.
Ciò che è certo è che  qualcuno nelle istituzioni non ha fatto abbastanza, si è limitato al massimo a fare il minimo indispensabile, forse per superficialitá, forse per complicitá, senza ostacolare questo scempio che con azioni forti e incisive si sarebbe potuto evitare. Pertanto, la popolazione si chiede: perché le istituzioni sapevano e non sono intervenute prima? Perché sono stati lasciati gli eco criminali compiere impuniti i loro delitti? Quali controlli e misure di sicurezza aveva predisposto l'autorità giudiziaria per evitare la distruzione di prove che poi è avvenuta? Cosa c'è sotto questo business criminale: Mafia Capitale? Perché lo stato non toglie la gestione dei rifiuti dalle mani di privati (spesso di incerta competenza e moralità) investendo nel contempo nella tecnologia per trattare più efficacemente l'immondizia, abbassando il costo dello smaltimento? 

L'ALTRA CHIETI SULL'INCENDIO DELLA DISCARICA FUORILEGGE



Riceviamo e pubblichiamo il Comunicato Stampa de L'Altra Chieti e Sinistra Ecologia e Libertà Chieti sull'incendio della discarica fuorilegge.

"Ogni grammo di plastica (e non solo) si trasforma in un imponente quantità di veleni, che il fumo disperde su tutta la città. 
Era un atto prevedibile perché la notizia era sulle prime pagine dei giornali. Ciò dimostra come gli amministratori non hanno fatto abbastanza e si sono limitati agli atti dovuti. Non c'è stata un'azione incisiva per sconfiggere i legami tra ecomafie e criminalità locale. C'è bisogno di un'inchiesta seria e delle dimissioni del sindaco Di Primio, custode del nostro territorio e della nostra salute".

Sventato furto al Centauro di Via Masci


Tentativo di furto nella notte fra il 27 e il 28 giugno nel Centro Commerciale Centauro in Via Masci.
L'Abruzzo è sempre più terra di Mafia e criminalità. Nella stessa notte in cui hanno dato fuoco alla discarica fuorilegge più grande d'Abruzzo con gravi danni all'ecosistema e alla saluta umana, dei malintenzionati sono entrati con un veicolo nel centro commerciale sfondando la saracinesca dell'ingresso principale, ma gli è andata male.
Secondo le prime ricostruzioni, degli uomini a volto coperto, dopo aver rubato nelle vicinanze una automobile e un fiorino, sono entrati nel Centro Commerciale con un veicolo, forzando l'ingresso, mentre gli altri erano fuori a fare il palo nell'altro veicolo.
A questo punto, sarebbe intervenuta la vigilanza che era in ronda che ha subito chiamato la Polizia e messo in fuga i ladri che non sono stati catturati.
I malintenzionati, entrati nel Centro Commerciale, avvertiti dai pali esterni, vista la malaparata, hanno risfondato la saracinesca e sono scappati via.
Le immagini delle telecamere a circuito chiuso del Centauro sono ora al vaglio degli inquirenti.

sabato 27 giugno 2015

Incendio criminale e omicida nella discarica fuorilegge ?



 Tratto da www.agenziastampaitalia.it

(ASI) -Abruzzo - Chieti e più in generale la Val Pescara, stanno diventando sempre più la Terra dei Fuochi d'Abruzzo. Infatti, una nube di fumo denso si alza questo sabato sera nella vallata, insolitamente illuminata dalle fiamme. Un mega incendio tra Chieti e Casalincontrada, nella zona della Provinciale che dal Theate Center porta al Casale e a Brecciarola.
Secondo le prime ricostruzioni, l'incendio, le cui cause sono ancora ignote, sarebbe scoppiato nella mega discarica fuorilegge, denunciata nei giorni scorsi,con immagini shock,dal quotidiano Il Centro, che sarebbe la più grande d'Abruzzo con tonnellate di ecoballe, pile e bidoni ospedalieri accatastati.
Dopo l'inchiesta mediatica de Il Centro, la discarica era stata sequestrata dall'autorità giudiziaria e la Procura aveva deciso di aprire una inchiesta.
Pertanto, a tal proposito, sorge spontaneo chiedersi: come è potuto scoppiare questo incendio? E se fosse stato dolosamente appiccato per cancellare tracce compromettenti per qualcuno, sfruttando il fattore sorpresa del sabato sera?
Tra l'altro, come denunciato su Facebook da alcuni residenti della zona, piove anche sul bagnato,ci sarebbero problemi per l'intervento dei mezzi di soccorso, perché la discarica in fiamme si troverebbe proprio nei pressi della strada interrotta e per intervenire bisognerebbe riparare almeno alla meno peggio la strada.
L'ennesimo atto criminale, la cui verità e i moventi probabilmente non si conosceranno mai, sommersi da tonnellate di monnezza e dalla diossina. Ecco così a voi servita la Gomorra d'Abruzzo.

Pericolo sanitario piccioni in Via Olivieri e Via 123 Fanteria



In diversi anni, sono state fatte, dai residenti di Santa Maria, di Via Silvino Olivieri e di Via 123 Fanteria, diverse denunce alle autorità tra cui Sindaco, Vigili del Fuoco e ASL per risolvere il problema dell'igiene di una vecchia casa pressoché abbandonata che, dovrebbe essere di proprietà dell'Ater,  dove una volta c'era a piano terra  la sede degli scout e che oggi è ridotta a piccionaia del quartiere. Infatti, nella struttura hanno nidificato tantissimi piccioni che come si alzano in volo, lasciano numerosi escrementi maleodoranti sulle finestre, sui balconi e sui panni stesi, con tutti gli annessi e connessi problemi igienici che ne derivano.
Infatti, è noto che il piccione, insieme al ratto, è uno degli animali più antigenici che esistano nelle città.
Pertanto, raccogliamo il grido di disperazione dei residenti della zona che chiedono, per l'ennesima volta alle autorità, di sollecitare chi di dovere, affinchè risani lo stabile  che non sia più l'habitat naturale per il soggiorno degli uccelli.


venerdì 26 giugno 2015

Tagliare le erbacce tra il Vallone Fagnano e l'imbocco dell'Asse Attrezzato



Cinzia ci segnala la presenza di lussureggianti erbacce nel tratto di Vallone Fagnano che va, dall'incrocio con Via Nasone, nei pressi del Centro Sportivo, e l'ingresso dell'Asse Attrezzato in direzione autostrade.
La signora, residente al Tricalle, a tal proposito si chiede di chi è la competenza dello sfalcio delle erbacce: del Comune? Della Provincia? Di un privato? 
L'importante è, comunque sia, che chi di dovere intervenga per risolvere il problema prima che la vegetazione si trasformi nella foresta equatoriale.








L'Antropologa Maria Concetta Nicolai sulla notte di S.Giovanni

Tratto da www.agenzia stampa Italia.it

Nella foto in alto gli organizzatori dell'evento

(ASI) - Abruzzo - L'antropologa Maria Concetta Nicolai, originaria di Spoltore, ospite presso il suo paese natale in contrada Case Borgo Troiani, in occasione della rievocazione storica in costume dei riti della tradizione contadina della notte di San Giovanni del 23 giugno (in cui ricorre il solstizio d'estate)ci spiega il significato simbolico e rituale della festa che affonda le sue origini nella notte dei tempi. L'evento è stato organizzato dall'associazione Fonte vecchia con la collaborazione della Compagnia della Tradizione Teatina e del Prof Francesco Giovanni Maria Stoppa, Direttore del centro di Antropologia Territoriale per il Turismo dell'Università D'Annunzio di Chieti.
Inoltre, durante l'intervista la studiosa ci parla anche della sua ultima opera sul linguaggio simbolico dei cibi per i popoli mediterranei dell'antichità, presentata all'Expo di Milano : https://m.youtube.com/watch?v=TzgbXNFl8yY



giovedì 25 giugno 2015

Vogliamo l'acqua nelle case dello Scalo anche la notte


Ciao,
volevo solo informare che in molte zone di Chieti scalo dall' una e un quarto fino all' alba viene a mancare l acqua...non é possibile che in una città come Chieti venga a mancare un bene primario.
Devo tornare sempre prima dell'una, altrimenti non posso farmi nemmeno una doccia....MO BASTAAAA!!!!....fate qualcosa.....avvisate chi di dovere perché non siamo in Africa che ci dobbiamo lavare con le bacinelle..... Attendo una vostra risposta e spero che qualcuno dell'amministrazione comunale prenda in carico questo grave problema che sussiste ormai da tanti anni....grazie. Davide

Il posto dei disabili occupato dai secchi della spazzatura

Leonardo segnala in Via Pescasseroli 62 un posto per diversamente abili occupato ed inutilizzabile, perché occupato, udite, udite, da secchi della spazzatura.
La zona è vicino la Chiesa di Pio X, i palazzi gialli nuovi e l'Accademia di Ballo.
Pertanto si chiede alla ditta Formula Ambiente di liberare il posto a strisce gialle e rimettere i secchi nell'area più idonea a loro assegnata, e di prendere ogni dovuto provvedimento.


mercoledì 24 giugno 2015

Sia fatta luce in Via dei Sabelli

Avevamo chiesto, tra le altre cose, il potenziamento della illuminazione comunale in Via dei Sabelli e insieme all'asfalto che è stato rifatto sono stati posizionati anche dei nuovi lampioni della luce pubblica, così il Sindaco ha mantenuto la parola. 
Ma, attualmente, come ci ha segnalato il signor Antonio, queste nuove luci non funzionano ancora. 
Pertanto che sia fatta luce in Via dei Sabelli!!! Vengano messi in funzione anche i nuovi pali. Toc, toc Sindaco Di Primio se ci sei batti un colpo.

Intervenire sulla viabilitá all'incrocio tra Via Nasone e Via dei Pentri al Tricalle



I residenti del Tricalle chiedono all'amministrazione Comunale di intervenire sulla viabilità all'incrocio tra Via Nasone e Via dei Pentri. Via dei Pentri è una strada che passa in mezzo alle palazzine della zona e che collega l'area residenziale dietro la polizia stradale con Via Nasone, la lunga strada in pendenza che passando per i palazzi, collega Via dei Frentani con Viadotto Fagnano. 
Via dei Pentri e Via Nasone si intersecano nei pressi di una rotatoria che regola la viabilità: coloro che provengono dall'accesso laterale di Via dei Pentri devono dare la precedenza a coloro che scendeno da Via Nasone e sono diretti a Viadotto Fagnano. Ma a loro volta, coloro che salgono da Via Nasone verso Via dei Frentani devono dare la precedenza ai veicoli provenienti da Via dei Pentri che impegnano già la carreggiata, ma questo costantemente non avviene.
Inoltre, la forte velocità dei veicoli che scendono da Via dei Frentani su Via Nasone è pericolosissima, perciò la zona è perennemente a rischio di possibili incidenti e i dissuasori di velocità (dossi) non servono pressoché a nulla.
Pertanto si chiedono i seguenti interventi all'ufficio Traffico e Viabilità del Comune di Chieti:
- Ridisegnare la segnaletica orizzontale in Via Nasone, ed in particolare il dare la precedenza per le macchine che salgono e che si intersecano con la rotatoria.
- Togliere gli inutili dossi e mettere un autovelox su Via Nasone;
- Ridisegnare la segnaletica orizzontale di Via dei Pentri, e in particolare il dare la precedenza orizzontale all'intersezione con Via Nasone.
- Mettere uno spartitraffico a scendere anche oltre la rotatoria per evitare che i furbi taglino la rotatoria invadendo l'altra corsia con grave pericolo per l'incolumità propria e altrui.

lunedì 22 giugno 2015

La Magica notte di San Giovanni del 23 giugno rivive a Borgo Case Troiano di Spoltore



Tratto da www.agenzia stampa Italia.it


(ASI) - Abruzzo - Domani sera a partire dalle 18.00 rivivrá a Borgo Case Troiano di Spoltore (PE) la notte di San Giovanni. L'evento è organizzato dall'Associazione Fontevecchia con la collaborazione della Compagnia della Tradizione Teatina.
Ma cosa avviene in quella notte? La notte del 23 Giugno è la notte magica per eccellenza, il cosiddetto solstizio d'estate, legata, secondo antichissime tradizioni popolari, a profondi significati esoterici e religiosi.
 Infatti, in concomitanza con il solstizio estivo, il sole raggiunge la sua massima declinazione positiva per poi riprendere il cammino invernale, e ha inizio l'estate.
Dunque, San Giovanni, è la festa solare per eccellenza, festeggiata sia in antichitá dagli antichi culti solari pagani, sia dal Cattolicesimo che ne ha ripreso il culto e in cui vede la vittoria schiacciante della luce sulle tenebre, del bene sul male. 
La notte di San Giovanni è magica, poiché proprio il 23 giugno i pianeti ed i segni zodiacali concorrono a caricare di virtù le pietre e le erbe. 
La notte di San Giovanni, è definita anche "notte delle streghe" che la tradizione vuole vedere danzare sotto un noce e raccogliere quella notte le erbe per le pozioni. 
Secondo la tradizione esoterica, quella notte, la terra si imbeve di strani influssi, le erbe medicinali, bagnate di rugiada, acquistano maggiore efficacia. Il Felce maschio, ad esempio, nella notte di San Giovanni fiorisce e sfiorisce per il fatto che a mezzanotte lascia cadere il proprio seme e, chi lo trova, sarà fortunato e rinverrà, un prezioso talismano. Il Prezzemolo bollito e messo in infusione preserverà dall'invidia, dalla stregoneria e dal malocchio. Le ragazze, per trovare l'amore, dovevano, sempre nella notte solstiziale, strofinare sulla Mentuccia dei campi, la parte più intima del corpo. I Contadini, dal canto loro, erano fermamente convinti che inumidendosi il viso con le foglie di Tarassaco, imbevute di rugiada, avrebberero combattuto i malanni. 
E' la notte in cui gli agricoltori di una volta accendevano dei faló per purificare la natura, scacciando i demoni e le forze occulte con aglio nei punti più bui e nascosti della casa, dove la benedizione del prete non arrivava, mentre si udivano i rintocchi delle campane e compiendo così anche un rito propiziatorio per la fertilitá della terra che dopo il raccolto aveva la necessità di essere purificata dalla rugiada per essere pronta a ricevere la nuova semina. 
Il contadino, sempre nel corso della magica notte di giugno, usava interpretare il volo delle lucciole. A seconda della danza degli insetti, si tentava di indovinare l'andamento e quindi le fortune o le sfortune dell'anno agricolo affidandosi alla cabala della natura. Se le lucciole volavano rasentando i fossi si sarebbe trattato di un'estate torrida e siccitosa; se, invece, volavano lambendo i rami delle siepi e delle piante, portandosi verso l'alto, l'estate sarebbe stata fresca e piovosa. Un altro modo  particolare per conoscere l'andamento meteorologico si otteneva esponendo dodici fette di cipolla, corrispondenti ai dodici mesi dell'anno. Nella mattinata del 24 giugno, le fette nelle quali la rugiada risultava più abbondante, indicavano i mesi più piovosi.
L'usanza e la pratica di raccogliere erbe e frutti nella notte di San Giovanni è ancor oggi in uso in molte zone della provincia italiana, ciascuna con una propria tradizione. Tradizioni misteriose e senza etá, usanze che si sono tramandate nel tempo che domani in terra d'Abruzzo rivivranno.



L'Orchestra giovanile "C.Monteverdi" commemora il terremoto di Avezzano del 1915




Domenica 21 giugno 2015 alle ore 19.30 si è tenuto il concerto dell'Orchestra Giovanile "C. Monteverdi" di Ripa Teatina nella piazza antistante la Parrocchia di San Pelino ad Avezzano per la giornata in ricordo del tragico terremoto accaduto nel 1915.
Grande entusiasmo e approvazione da parte dei cittadini della ridente San Pelino per l'eccelsa esibizione dei ragazzi dell'orchestra, guidati dall'eccellente Maestro Fausto Esposito che hanno eseguito diversi brani di musica classica, alternati a quella moderna.

sabato 20 giugno 2015

Massimo Pamio:"Rettificare la lapide di Asinio Pollione"

Abbiamo sempre parlato della necessitá di dare a Chieti un futuro degno del suo glorioso passato. A tal proposito pubblichiamo le dichiarazioni del poeta, letterato ed editore teatino, Massimo Pamio, che fa su Facebook una segnalazione, per una modifica alla lapide di Asinio Pollione, al rieletto Sindaco di Chieti, Avv. Umberto Di Primio:
"A Chieti bisognerebbe rettificare l'odonimo inciso nella lapide a Piazza Vittorio Emanuele in cui si riporta che Asinio Pollione nacque a Chieti, quando invece nacque a Teate, oggi Chieti. Aggiungendo anche il praenomen Gaio. Sarebbe bello se il Sindaco appena confermato volesse scegliere questo come primo provvedimento. Se si vuole promuovere la rinascita di Chieti, bisogna ripartire dal passato e dal rispetto della cultura storica di questa bellissima Città".




Servizio di Luigi Buracchio

venerdì 19 giugno 2015

DAVIDE ROSCI AL CENTRO DELLA NUOVA GUERRA FREDDA TRA U.S.A. E RUSSIA?

Il caso che riportiamo oggi è alquanto particolare, perchè unisce le sorti di un ragazzo di Teramo di 32 anni, giudicato penalmente per le sue attività nel gruppo politico di estrema sinistra, gli ANTIFA', agli scenari di "nuova guerra fredda" che soffiano nella regione del Donbass, nella Ucraina orientale, tra la NATO e la Russia di Putin.
Il ragazzo in questione è Davide Rosci, condannato penalmente non in via definitiva, per atti di guerriglia avvenuti nell'autunno del 2011 a Roma da parte delle forze dei Black Block, in cui il Rosci, secondo la pubblica accusa, faceva parte della squadriglia degli ANTIFA' di Teramo, accusata di aver messo a  fuoco una camionetta delle forze dell'ordine.
Al che si potrebbe dire: "nulla di anomalo per quanto riguarda la vicenda personale del Rosci." Il fatto è che la persona in questione, in data 19/06/2015 è stata al centro di una foto postata su Facebook, da parte di un guerrigliero italiano, autoarruolatosi nelle milizie separatiste filo-russe della Novorossiya, specificatamente nella brigata internazionale "Prizrak" (in cui sono arruolati tutti i volontari stranieri che vogliono servire la causa dei separatisti filo-russi dal volersi distaccare dal governo centrale di Kiev, figlio delle rivolte di Euromajdan nell'inverno 2013-2014 filo-occidentali, atlantiste ed europeiste) al centro della guerra in atto in Ucraina orientale tra esse e l'esercito di Kiev.
La foto in questione ritrae questo milite italiano della provincia di Venezia, in muta mimetica, con in mano un cartellone con su scritto: "DAVIDE RESISTI!" e come sfondo la bandiera della brigata internazionale della Novorossiya.

Il nome del guerrigliero italiano, in foto, è Edy Ongaro, nome di battaglia "Mozambo" (qui il suo video di presentazione sul canale YouTube "VoxComm"), ed è a questo punto che ci si dovrebbe porre il quesito di come mai un "muratore" della provincia veneta porti un cartellone con quella scritta, nel teatro di guerra del Donbass, ove si confrontano  le armate contrarie portatrici di due mondi differenti quello occidentale e quello russo (e forse si decideranno i nuovi assetti europei e mondiali fra Russia e Stati Uniti d'America)?
La risposta che mi do (come vice direttore e come studioso di politica internazionale) e che ci diamo come redazione è che la foto in questione apparsa su una pagina Facebook sostenitrice delle forze filo-russe, dal nome italiano di "Comitato per Donbass anti-nazista" sia un tentativo di guerra d'informazione e di lieve psy-ops, ovvero di "psycological operations" - operazione psicologica.
Se il nome di un ragazzo, pressochè sconosciuto a livello nazionale, natio di una città di provincia italiana come lo è Teramo, sia andato a finire fin negli sconfinati spazi di Russia ed Ucraina, potrebbe significare che il ragazzo in questione è al centro di una manovra di guerra informativa tra i due blocchi, russo-americano, che non si vedeva dai tempi della Guerra Fredda.
I conoscitori della storia di propaganda politica e degli apparati informativi dei servizi segreti dell'epoca della Guerra Fredda, sapranno che i due blocchi si confrontavano, oltre che sul piano militare con la corsa agli armamenti, anche e soprattutto con armi quali la  "propaganda", della quale ne esistevano varie versioni (bianca, grigia e nera) e la costante oliatura dei meccanismi di pubblicità dei due modelli politici e del finanziamento ai rispettivi Partiti d'influenza.
Non troppo lontani sono i tempi in cui nei due blocchi di nascosto si sentiva Radio Mosca (per chi era comunista in terra d'Occidente) e Radio Free Europe (per i dissidenti o "semplici" curiosi del blocco sovietico).
La differenza, a nostro modesto avviso preoccupante, fra le due epoche, è che gli scenari di scontro politico si sono spostati dalla ufficialità dei mezzi di propaganda ad un livello più strisciante e pericoloso quale il sommovimento di personaggi e bande politiche avverse contro l'ordine costituito. Noti sono i tentativi di ambedue le parti di movimentare bande e fazioni estremiste, cosa che negli anni più cupi della guerra fredda non si sarebbe sognato di fare nessuno dei due blocchi, almeno in Europa e che vanno contro l'ordine pubblico al fine di sommuovere tumulti contro i governi dell'uno e dell'altro fronte.
Una nuova strategia che riprende in pieno quella delle "Primavere Arabe" e che la rende particolarmente pericolosa quando si parla di un paese come il nostro o come quelli del Sud Europa, al centro della crisi finanziaria e politica con i vertici e le politiche dell'Unione Europea.
Noti sono i tentativi di Putin, di finanziare movimenti e partiti politici radicali, di estrema destra ed estrema sinistra, contro le politiche e sanzioni anti russe dell'oligarchia finanziaria europea-atlantista (Vedasi i rapporti di Salvini con Mosca e dall'altro lato il nascente legame del capo di governo greco Tsipras con il presidente Putin), come sono noti i fenomeni alquanto preoccupanti di armamento, addestramento e finanziamento di brigate di chiara matrice Nazi-fascista sponsorizzate dagli alti gradi del Pentagono e della C.I.A. guidati dall'amministrazione Obama con l'avvallo del Congresso americano (Vedasi la storia del "Battaglione Azov", battaglione di cui è tristemente nota la fama per i crudeli assassinii compiuti tra la popolazione civile di tutta l'Ucraina da Donetsk a Odessa.)
Foto del Battaglione Azov, con la bandiera nazista, quella ucraina e della NATO
Cosa ci dobbiamo aspettare in Italia da questo nuovo vento di guerra che spira in Europa, tanto più quando nello scenario di questa "Guerra Fredda 2.0", al posto dell'ordine costituito e della stabilità si preferisce spostare la lotta su terreni insidiosi, quali l'estremismo politico e la destabilizzazione?
Questo è tutto da vedere...

Articolo del Vice-direttore del Censorino Teatino Daniele Ciacci

PERICOLI CADUTA SASSI DA VIA CIAMPOLI SU VIALE GRAN SASSO

I detriti caduti da Via Ciampoli su Viale Gran Sasso

Luca Micomonaco, ci segnala che, mentre si recava verso casa sua nei pressi del Terminal, ha  notato, procedendo dalla Scala Mobile verso Viale Gran Sasso, che "è crollato il muro di Via Ciampoli finendo sul sottostante marciapiede di Viale Gran Sasso, dove solitamente sono parcheggiate automobili e passano sul marciapiede anche pedoni".
Siamo andati ad effettuare una verifica tramite un sopralluogo ed effettivamente abbiamo costatato che il Comune ha transennato il marciapiede di Viale Gran Sasso al di sotto di Via Ciampoli.
Pertanto, invitiamo i cittadini a prestare massima attenzione quando transitano in quella zona  e al Comune di rimettere in sesto la sovrastante ringhiera di Via Ciampoli e nel frattempo di transennare meglio l'area con delle balaustre.

ALTRE FOTOGRAFIE

Nella foto affianco il marciapiede di Viale Gran Sasso transennato

Nella foto in mezzo, la ringhiera di pietra danneggaita in Via Ciampoli  da cui cadono i detriti


Nell'ultima foto, invece, il transennamento del Comune visto da vicino.













giovedì 18 giugno 2015

MELIDEO: "CHIETI FRA I COMUNI CON LA TASSAZIONE PIU' BASSA D'ITALIA"


 Tratto da www.agenziastampaitalia.it
(ASI) - Chieti - L'Assessore alle Finanze Roberto Melideo, evidenzia l'ottimo risultato a beneficio della comunità Teatina reso noto dalla testata giornalistica "Il Centro".
Nello specifico: il Comune di Chieti sarebbe risultato l'Ente che ha applicato la tassazione locale più bassa a livello regionale, contrapposta al Comune di Pescara con la più alta.
A livello nazionale, inoltre, i dati mostrerebbero come addirittura la città risulti nel gruppo delle prime trenta con le aliquote più basse in assoluto.
"Questa  - ha commentato l'Assessore Melideo - è senza dubbio un ulteriore conferma e certificazione del buon lavoro svolto dall'amministrazione del Sindaco Di Primio. La quale, nonostante i tagli ai trasferimenti e le criticità di bilancio che si è trovata a gestire, ha centrato il suo focus sulle tante agevolazioni ed esenzioni fiscali a favore delle famiglie e delle attività economiche".
"Obbiettivo anche per il prossimo futuro  - ha concluso l'Ass. Melideo -  che vedrà le famiglie e le imprese al centro di una oculata gestione fiscale"

Riparare la perdita d'acqua in Via Campobasso allo Scalo



A Chieti Scalo, in Via Campobasso, sempre nella zona del Villaggio Celdit, c'è stata segnalata da Edoardo un'altra perdita d'acqua, probabilmente potabile, che permane da tempo senza che venga riparata.
Pertanto, onde evitare ulteriore ed inutile spreco d'acqua buona, chiediamo un pronto intervento degli uffici comunali competenti.



mercoledì 17 giugno 2015

Perdite a Piazza San Pio X e Via Bosio al Villaggio Celdit

Nel Villaggio Celdit, dopo la riparazione della perdita in Via Pescasseroli, ci sono state segnalate da Barbara altre due perdite d'acqua, persistenti nel tempo, presumibilmente potabile.
La prima è nella Piazzetta S. Pio X nel cuore delle palazzine Ater. Mentre la seconda è sita in via Bosio, di fronte la scuola materna.
Chiediamo, pertanto, agli uffici comunali competenti (Acquedotto e/o Ufficio Tecnico ) di intervenire affinché siano riparate le perdite d'acqua sia in Via Bosio, sia nella piazzetta San Pio X.

Foto della perdita di Piazza San Pio X















Foto della perdita di Via Bosio


S.O.S. VIA AVENTINO A BRECCIAROLA

Siamo stati contattati la prima volta ad Ottobre 2014 dai residenti "sul piede di guerra" di Via Aventino a Brecciarola, per raccogliere e pubblicizzare e segnalare a chi di dovere la situazione di disagio in cui vivono gli abitanti della suddetta strada cittadina che fra ritardi, scarsità delle risorse economiche e confusione di competenze fra enti, si trascina da anni :

"In Via Aventino - hanno attaccato a raccontarci i rappresentanti dei residentiè stato aperto nel 2014 un cantiere dei lavori pubblici senza una tabella visibile dei lavori in corso, iniziati senza nessun preannuncio, di cui avevamo chiesto la messa in sicurezza. Dopo che il cantiere è stato chiuso, beffa delle beffe, non è stato rifatto nemmeno l'asfalto e non sono stati messi i dossi richiesti per ridurre la velocità, poiché in quel caso la competenza è del Comune".

"I nostri figli - hanno continuato i portavoce dei residenti - giocano fra siringhe, preservativi e cocci di bottiglie, mimetizzate fra lussureggianti erbacce al ciglio della strada. La vegetazione è sempre più alta e folta, costante ricettacolo di insetti, roditori e serpenti, soprattutto nei pressi di un canale di scolo delle acque, ma, nonostante questo  nessuno si decide a intervenire con le idonee opere di bonifica. Siamo cittadini di Chieti come tutti gli altri, stufi di  assistere al classico scarica barile fra gli enti, vogliamo che qualcuno intervenga".
Fatta questa premessa, i residenti "arrabbiati", intendono riproporre per quanto di competenza, le seguenti domande al  Sindaco, al Prefetto di Chieti, alla Provincia di Chieti, al Consorzio e all'opinione pubblica, affinché finalmente si faccia qualcosa di concreto e si  passi dalle parole ai fatti per risolvere le problematiche di Via Aventino:
"Qual'è l'ente pubblico competente per la bonifica ( taglio erbacce, spurgamento dai detriti e disinfestazione) del canale di scolo in Via Aventino?"
"Cosa aspettano gli enti competenti ad intervenire affinché venga ripulito il suddetto canale di Via Aventino?"
"Perché, nonostante l'evidente abbandono e le nostre sollecitazioni, nessuno viene a pulire le lussureggianti erbacce al ciglio della strada? Quando interverranno gli enti competenti?"
"Quando il Comune si deciderà a rifare l'asfalto della strada o per lo meno a coprire le buche e le parti sbrecciate che deturpano il manto stradale?"
"Considerato che la notte ci sono delle "gare" di corsa fra autoveicoli e ciclomotori che sfrecciano a tutta velocità, perché non vengono ancora installati dei dossi e\o dei dissuasori di velocità? "

 FOTO SULLA SITUAZIONE DI VIA AVENTINO A BRECCIAROLA




















martedì 16 giugno 2015

Riparata la perdita d'acqua in Via Pescasseroli al Villaggio Celdit

Avevamo segnalato una perdita d'acqua al Villaggio Celdit in Via Pescasseroli.
La segnalazione è avvenuta su sollecitazione di diversi cittadini stufi di quel torrente d'acqua potabile che sgorgava dal terreno.
A tal proposito, ci siamo interessati presso l'ufficio Comunale competente, contattando telefonicamente l'Ing. Franceschini che ci aveva garantito la riparazione della perdita che perdurava da due mesi, indicativamente entro la fine della scorsa settimana. 
La riparazione è avvenuta lunedì di questa settimana, ma va bene lo stesso. L'importante è che questo problema si sia risolto. Invitiamo i cittadini a continuare a segnalare, segnalare, segnalare alla nostra redazione ciò che non va.



lunedì 15 giugno 2015

La vittoria di Di Primio e il gesto cavalleresco di Febo che ridà dignità alla politica


Foto di Camiscia de "Il Centro"

La notte fra il 14 e il 15 giugno 2015, finalmente la città di Chieti ha saputo il nome del suo "nuovo" primo cittadino per il quinquennio 2015 - 2020, che sarà il riconfermato Avv.Umberto Di Primio, appoggiato da una coalizione di centrodestra.
Il verdetto che ha visto l'affermazione di Di Primio al ballottaggio con circa 10 punti percentuali di vantaggio sul candidato del centrosinistra, l'Arch. Luigi Febo (55% a 45%), è arrivato dopo una campagna, combattuta senza esclusioni di colpi. Una contesa elettorale avvelenata che forse può considearsi il punto più basso mai raggiunto dalla politica cittadina, specchio della attuale poca fiducia da parte dei cittadini verso la politica in Italia. 
A testimonianza di questo, sia lo scarso entusiamo dei Teatini nella scelta dei candidati Sindaci, a tal punto che molti hanno affermato di aver votato "non il meglio", ma "il meno peggio" che il panorama elettorale della partitocrazia locale offrisse, sia la inaccettabile caccia alla denigrazione sistematica dell'avversario politico che è diventato il nemico da  demolire e che ha preso purtroppo il posto del confronto politico basato sui programmi. 
Tattica che è stata usata indistintamente e disinvoltamente (chi più e chi meno), sia dal centrodestra, sia dal centrosinistra: i primi facendo passare il candidato democratico come un "nemico della città" (paradossalmente però ricordo invece un Luigi Febo che partecipò in prima fila a tutti i cortei in difesa del Capoluogo nel 2012) e i secondi attaccando meschinamente il Sindaco Di Primio su vicende personali imbarazzanti e spiacevoli che spesso non avevano nulla a che vedere direttamente con la sua attività politica (però vedo attualmente un Di Primio dotato di una forte onestà intellettuale e integrità morale, in grado di non illudere con chimeriche promesse il cittadino, dote molto importante in un politico, soprattutto in quest'epoca di "vacche magre").
Elezioni amministrative che saranno ricordate anche per il forte astensionismo che ha raggiunto quasi il 50% al ballottaggio, con una amministrazione comunale che di fatto governerà avendo il consenso di meno della metà degli elettori attivi della città. Una elezione amministrativa cittadina infarcita di liste e di candidati, quasi 700, molti dei quali con meno di 30 voti, frammentando il consenso, e ciò nonostante la riduzione dei seggi da conquistare in Consiglio Comunale,  favorendo spesso i soliti volti noti che con questa manovra hanno potuto far abbassare il quorum di voti necessari per sedersi ancora una volta sugli scranni del Comune.
Unica consolazione un leggero aumento della presenza in Consiglio Comunale delle donne, grazie alle quote rosa e al voto incrociato, e la presenza ancora di rappresentanti di forze politiche non collocate all'interno dei due schiaramenti pressoché speculari di centrodestra e di centrosinistra.
Il teatrino è andato avanti fra false promesse, ipocriti sorrisi e avvicinamenti col solo fine di ottenre voti, fino alla fatidica mezzanotte del 14 giugno, quando con i primi dati reali scrutinati, si è capito che la forchetta fra Febo e Di Primio era ampia e che per il candidato del Partito Democratico non c'era più scampo. Di Primio aveva vinto ed era stato riconfermato Sindaco di Chieti.
A questo punto fra balli, canti, scene di giubilo ed euforia, talvolta condita anche da gesti e parole estreme, scoppia la festa dei supporter di Di Primio che viene accolto da trionfatore in Piazza Valignani.
Ma, è proprio la fine della contesa elettorale che ci concede probabilmente il gesto più bello, che fa ancora emozionare e credere in una politica che, negli ultimi anni, da mix fra interessi e passioni (come definita dal mio Professore di Storia Contemporanea e di Storia dei Partiti e Movimenti Politici Adolfo Pepe), ha dimenticato sempre più la passione a favore degli interessi di parte.
 Il nobile gesto, di cui sono stato testimone diretto, avvicinatomi alla sede del centrosinistra per le interviste di rito, è compiuto, proprio quando meno te lo aspetti, dal candidato del centrosinistra Luigi Febo, chiuso nella sede al secondo piano di Palazzo Baldassarre in Piazza Valignani (proprio sopra il quartier generale di Di Primio). E Luigi Febo ha il coraggio di compierlo, assediato dai supporter del centrodestra, abbandonato nella sconfitta dagli altisonanti nomi della nomenclatura regionale del Pd che erano venuti solo ad animare le platee di Chieti durante i comizi,  ma circondato dagli amici di Partito più stretti, tra cui Filippo Di Giovanni e Alessio Di Iorio, alcuni attivisti di lungo corso, e dai  ragazzi del Movimento dei Giovani Democratici, capeggiati da Alessandro Marzoli.
Ad un certo punto, resosi conto della sconfitta inevitabile, Luigi Febo, compie un atto di grande cavalleria e per certi versi anche dignitoso e coraggioso; decide di scendere in Piazza Valignani e di andare cavallerescamente a complimentarsi con Di Primio per la vittoria.
 Lo fa camminando a testa alta, accompagnato da Filippo Di Giovanni e da pochi altri, circondato dalla folla del centrodestra che gli fa largo e che un attimo prima festeggiava, ma che in quel momento resta attonita in silenzio, stupita da tanta dignità,  mentre i ragazzi dei Giovani Democratici guardano amareggiati la scena con gli occhi un pò lucidi, ma con la consapevolezza di aver dato tutto per la loro causa,nonostante la sconfitta. Ed ecco scoppiare il composto abbraccio liberatorio fra i due che dovrebbe smorzare definitivamente i toni e far pensare finalmente ai reali problemi di questa città da amministrare che barcolla, ma non molla. 
Un gesto che ridà dignità alla vera politica fino a quel momento bistratata e violentata. A questo punto, Luigi Febo, sfugge a microfoni e taccuini e va via e a me non resta che intervistare il più votato dei candidati Consiglieri, Alessandro Marzoli che non si sottrae a questo amaro compito.
L'abbandono della scena da parte di Febo potrebbe essere simbolicamente come un passaggio di consegne fra una vecchia e una nuova classe dirigente politica cittadina, visto che nella prossima tornata elettorale del 2020 nemmeno Di Primio potrà ricandidarsi Sindaco. Intanto, ci sono cinque anni di amministrazione e di politica cittadina, in cui Chieti dovrà ridarsi un nuovo assetto e ritagliarsi un nuovo ruolo all'interno del tessuto economico - sociale in cui è inserita. Ora, pertanto, chi ci governerà, dovrà passare dalle parole ai fatti, con la speranza di ridare a Chieti un futuro degno del suo glorioso passato.


Dott. Cristiano Vignali
 Cronista Storico e Politologo teatino

domenica 14 giugno 2015