sabato 20 giugno 2015

Massimo Pamio:"Rettificare la lapide di Asinio Pollione"

Abbiamo sempre parlato della necessitá di dare a Chieti un futuro degno del suo glorioso passato. A tal proposito pubblichiamo le dichiarazioni del poeta, letterato ed editore teatino, Massimo Pamio, che fa su Facebook una segnalazione, per una modifica alla lapide di Asinio Pollione, al rieletto Sindaco di Chieti, Avv. Umberto Di Primio:
"A Chieti bisognerebbe rettificare l'odonimo inciso nella lapide a Piazza Vittorio Emanuele in cui si riporta che Asinio Pollione nacque a Chieti, quando invece nacque a Teate, oggi Chieti. Aggiungendo anche il praenomen Gaio. Sarebbe bello se il Sindaco appena confermato volesse scegliere questo come primo provvedimento. Se si vuole promuovere la rinascita di Chieti, bisogna ripartire dal passato e dal rispetto della cultura storica di questa bellissima Città".




Servizio di Luigi Buracchio

venerdì 19 giugno 2015

DAVIDE ROSCI AL CENTRO DELLA NUOVA GUERRA FREDDA TRA U.S.A. E RUSSIA?

Il caso che riportiamo oggi è alquanto particolare, perchè unisce le sorti di un ragazzo di Teramo di 32 anni, giudicato penalmente per le sue attività nel gruppo politico di estrema sinistra, gli ANTIFA', agli scenari di "nuova guerra fredda" che soffiano nella regione del Donbass, nella Ucraina orientale, tra la NATO e la Russia di Putin.
Il ragazzo in questione è Davide Rosci, condannato penalmente non in via definitiva, per atti di guerriglia avvenuti nell'autunno del 2011 a Roma da parte delle forze dei Black Block, in cui il Rosci, secondo la pubblica accusa, faceva parte della squadriglia degli ANTIFA' di Teramo, accusata di aver messo a  fuoco una camionetta delle forze dell'ordine.
Al che si potrebbe dire: "nulla di anomalo per quanto riguarda la vicenda personale del Rosci." Il fatto è che la persona in questione, in data 19/06/2015 è stata al centro di una foto postata su Facebook, da parte di un guerrigliero italiano, autoarruolatosi nelle milizie separatiste filo-russe della Novorossiya, specificatamente nella brigata internazionale "Prizrak" (in cui sono arruolati tutti i volontari stranieri che vogliono servire la causa dei separatisti filo-russi dal volersi distaccare dal governo centrale di Kiev, figlio delle rivolte di Euromajdan nell'inverno 2013-2014 filo-occidentali, atlantiste ed europeiste) al centro della guerra in atto in Ucraina orientale tra esse e l'esercito di Kiev.
La foto in questione ritrae questo milite italiano della provincia di Venezia, in muta mimetica, con in mano un cartellone con su scritto: "DAVIDE RESISTI!" e come sfondo la bandiera della brigata internazionale della Novorossiya.

Il nome del guerrigliero italiano, in foto, è Edy Ongaro, nome di battaglia "Mozambo" (qui il suo video di presentazione sul canale YouTube "VoxComm"), ed è a questo punto che ci si dovrebbe porre il quesito di come mai un "muratore" della provincia veneta porti un cartellone con quella scritta, nel teatro di guerra del Donbass, ove si confrontano  le armate contrarie portatrici di due mondi differenti quello occidentale e quello russo (e forse si decideranno i nuovi assetti europei e mondiali fra Russia e Stati Uniti d'America)?
La risposta che mi do (come vice direttore e come studioso di politica internazionale) e che ci diamo come redazione è che la foto in questione apparsa su una pagina Facebook sostenitrice delle forze filo-russe, dal nome italiano di "Comitato per Donbass anti-nazista" sia un tentativo di guerra d'informazione e di lieve psy-ops, ovvero di "psycological operations" - operazione psicologica.
Se il nome di un ragazzo, pressochè sconosciuto a livello nazionale, natio di una città di provincia italiana come lo è Teramo, sia andato a finire fin negli sconfinati spazi di Russia ed Ucraina, potrebbe significare che il ragazzo in questione è al centro di una manovra di guerra informativa tra i due blocchi, russo-americano, che non si vedeva dai tempi della Guerra Fredda.
I conoscitori della storia di propaganda politica e degli apparati informativi dei servizi segreti dell'epoca della Guerra Fredda, sapranno che i due blocchi si confrontavano, oltre che sul piano militare con la corsa agli armamenti, anche e soprattutto con armi quali la  "propaganda", della quale ne esistevano varie versioni (bianca, grigia e nera) e la costante oliatura dei meccanismi di pubblicità dei due modelli politici e del finanziamento ai rispettivi Partiti d'influenza.
Non troppo lontani sono i tempi in cui nei due blocchi di nascosto si sentiva Radio Mosca (per chi era comunista in terra d'Occidente) e Radio Free Europe (per i dissidenti o "semplici" curiosi del blocco sovietico).
La differenza, a nostro modesto avviso preoccupante, fra le due epoche, è che gli scenari di scontro politico si sono spostati dalla ufficialità dei mezzi di propaganda ad un livello più strisciante e pericoloso quale il sommovimento di personaggi e bande politiche avverse contro l'ordine costituito. Noti sono i tentativi di ambedue le parti di movimentare bande e fazioni estremiste, cosa che negli anni più cupi della guerra fredda non si sarebbe sognato di fare nessuno dei due blocchi, almeno in Europa e che vanno contro l'ordine pubblico al fine di sommuovere tumulti contro i governi dell'uno e dell'altro fronte.
Una nuova strategia che riprende in pieno quella delle "Primavere Arabe" e che la rende particolarmente pericolosa quando si parla di un paese come il nostro o come quelli del Sud Europa, al centro della crisi finanziaria e politica con i vertici e le politiche dell'Unione Europea.
Noti sono i tentativi di Putin, di finanziare movimenti e partiti politici radicali, di estrema destra ed estrema sinistra, contro le politiche e sanzioni anti russe dell'oligarchia finanziaria europea-atlantista (Vedasi i rapporti di Salvini con Mosca e dall'altro lato il nascente legame del capo di governo greco Tsipras con il presidente Putin), come sono noti i fenomeni alquanto preoccupanti di armamento, addestramento e finanziamento di brigate di chiara matrice Nazi-fascista sponsorizzate dagli alti gradi del Pentagono e della C.I.A. guidati dall'amministrazione Obama con l'avvallo del Congresso americano (Vedasi la storia del "Battaglione Azov", battaglione di cui è tristemente nota la fama per i crudeli assassinii compiuti tra la popolazione civile di tutta l'Ucraina da Donetsk a Odessa.)
Foto del Battaglione Azov, con la bandiera nazista, quella ucraina e della NATO
Cosa ci dobbiamo aspettare in Italia da questo nuovo vento di guerra che spira in Europa, tanto più quando nello scenario di questa "Guerra Fredda 2.0", al posto dell'ordine costituito e della stabilità si preferisce spostare la lotta su terreni insidiosi, quali l'estremismo politico e la destabilizzazione?
Questo è tutto da vedere...

Articolo del Vice-direttore del Censorino Teatino Daniele Ciacci

PERICOLI CADUTA SASSI DA VIA CIAMPOLI SU VIALE GRAN SASSO

I detriti caduti da Via Ciampoli su Viale Gran Sasso

Luca Micomonaco, ci segnala che, mentre si recava verso casa sua nei pressi del Terminal, ha  notato, procedendo dalla Scala Mobile verso Viale Gran Sasso, che "è crollato il muro di Via Ciampoli finendo sul sottostante marciapiede di Viale Gran Sasso, dove solitamente sono parcheggiate automobili e passano sul marciapiede anche pedoni".
Siamo andati ad effettuare una verifica tramite un sopralluogo ed effettivamente abbiamo costatato che il Comune ha transennato il marciapiede di Viale Gran Sasso al di sotto di Via Ciampoli.
Pertanto, invitiamo i cittadini a prestare massima attenzione quando transitano in quella zona  e al Comune di rimettere in sesto la sovrastante ringhiera di Via Ciampoli e nel frattempo di transennare meglio l'area con delle balaustre.

ALTRE FOTOGRAFIE

Nella foto affianco il marciapiede di Viale Gran Sasso transennato

Nella foto in mezzo, la ringhiera di pietra danneggaita in Via Ciampoli  da cui cadono i detriti


Nell'ultima foto, invece, il transennamento del Comune visto da vicino.













giovedì 18 giugno 2015

MELIDEO: "CHIETI FRA I COMUNI CON LA TASSAZIONE PIU' BASSA D'ITALIA"


 Tratto da www.agenziastampaitalia.it
(ASI) - Chieti - L'Assessore alle Finanze Roberto Melideo, evidenzia l'ottimo risultato a beneficio della comunità Teatina reso noto dalla testata giornalistica "Il Centro".
Nello specifico: il Comune di Chieti sarebbe risultato l'Ente che ha applicato la tassazione locale più bassa a livello regionale, contrapposta al Comune di Pescara con la più alta.
A livello nazionale, inoltre, i dati mostrerebbero come addirittura la città risulti nel gruppo delle prime trenta con le aliquote più basse in assoluto.
"Questa  - ha commentato l'Assessore Melideo - è senza dubbio un ulteriore conferma e certificazione del buon lavoro svolto dall'amministrazione del Sindaco Di Primio. La quale, nonostante i tagli ai trasferimenti e le criticità di bilancio che si è trovata a gestire, ha centrato il suo focus sulle tante agevolazioni ed esenzioni fiscali a favore delle famiglie e delle attività economiche".
"Obbiettivo anche per il prossimo futuro  - ha concluso l'Ass. Melideo -  che vedrà le famiglie e le imprese al centro di una oculata gestione fiscale"

Riparare la perdita d'acqua in Via Campobasso allo Scalo



A Chieti Scalo, in Via Campobasso, sempre nella zona del Villaggio Celdit, c'è stata segnalata da Edoardo un'altra perdita d'acqua, probabilmente potabile, che permane da tempo senza che venga riparata.
Pertanto, onde evitare ulteriore ed inutile spreco d'acqua buona, chiediamo un pronto intervento degli uffici comunali competenti.



mercoledì 17 giugno 2015

Perdite a Piazza San Pio X e Via Bosio al Villaggio Celdit

Nel Villaggio Celdit, dopo la riparazione della perdita in Via Pescasseroli, ci sono state segnalate da Barbara altre due perdite d'acqua, persistenti nel tempo, presumibilmente potabile.
La prima è nella Piazzetta S. Pio X nel cuore delle palazzine Ater. Mentre la seconda è sita in via Bosio, di fronte la scuola materna.
Chiediamo, pertanto, agli uffici comunali competenti (Acquedotto e/o Ufficio Tecnico ) di intervenire affinché siano riparate le perdite d'acqua sia in Via Bosio, sia nella piazzetta San Pio X.

Foto della perdita di Piazza San Pio X















Foto della perdita di Via Bosio


S.O.S. VIA AVENTINO A BRECCIAROLA

Siamo stati contattati la prima volta ad Ottobre 2014 dai residenti "sul piede di guerra" di Via Aventino a Brecciarola, per raccogliere e pubblicizzare e segnalare a chi di dovere la situazione di disagio in cui vivono gli abitanti della suddetta strada cittadina che fra ritardi, scarsità delle risorse economiche e confusione di competenze fra enti, si trascina da anni :

"In Via Aventino - hanno attaccato a raccontarci i rappresentanti dei residentiè stato aperto nel 2014 un cantiere dei lavori pubblici senza una tabella visibile dei lavori in corso, iniziati senza nessun preannuncio, di cui avevamo chiesto la messa in sicurezza. Dopo che il cantiere è stato chiuso, beffa delle beffe, non è stato rifatto nemmeno l'asfalto e non sono stati messi i dossi richiesti per ridurre la velocità, poiché in quel caso la competenza è del Comune".

"I nostri figli - hanno continuato i portavoce dei residenti - giocano fra siringhe, preservativi e cocci di bottiglie, mimetizzate fra lussureggianti erbacce al ciglio della strada. La vegetazione è sempre più alta e folta, costante ricettacolo di insetti, roditori e serpenti, soprattutto nei pressi di un canale di scolo delle acque, ma, nonostante questo  nessuno si decide a intervenire con le idonee opere di bonifica. Siamo cittadini di Chieti come tutti gli altri, stufi di  assistere al classico scarica barile fra gli enti, vogliamo che qualcuno intervenga".
Fatta questa premessa, i residenti "arrabbiati", intendono riproporre per quanto di competenza, le seguenti domande al  Sindaco, al Prefetto di Chieti, alla Provincia di Chieti, al Consorzio e all'opinione pubblica, affinché finalmente si faccia qualcosa di concreto e si  passi dalle parole ai fatti per risolvere le problematiche di Via Aventino:
"Qual'è l'ente pubblico competente per la bonifica ( taglio erbacce, spurgamento dai detriti e disinfestazione) del canale di scolo in Via Aventino?"
"Cosa aspettano gli enti competenti ad intervenire affinché venga ripulito il suddetto canale di Via Aventino?"
"Perché, nonostante l'evidente abbandono e le nostre sollecitazioni, nessuno viene a pulire le lussureggianti erbacce al ciglio della strada? Quando interverranno gli enti competenti?"
"Quando il Comune si deciderà a rifare l'asfalto della strada o per lo meno a coprire le buche e le parti sbrecciate che deturpano il manto stradale?"
"Considerato che la notte ci sono delle "gare" di corsa fra autoveicoli e ciclomotori che sfrecciano a tutta velocità, perché non vengono ancora installati dei dossi e\o dei dissuasori di velocità? "

 FOTO SULLA SITUAZIONE DI VIA AVENTINO A BRECCIAROLA