sabato 30 marzo 2013

IL VENERDì SANTO A CHIETI

Il più antico rito in Italia della processione del Venerdì Santo è quella  di Chieti, che ha mantenuto nel tempo, sin dalle sue antichissime origini ( secondo alcuni risalenti addirittura all'842 d.c.), grande solennità rituale ed intenso fervore spirituale, divenendo nel corso dei secoli una delle più significative espressioni religiose della Pasqua italiana. Da alcune fonti certe, la nascita della processione  viene fatta risalire contestualmente alla fondazione dell'Arciconfraternità del Sacro Monte dei Morti nel 1603, sul modello "dell'Orazione e Morte di Roma", alla quale il sodalizio teatino era aggregato. Comunque, la processione del Venerdì Santo di Chieti, nella sua forma più semplice, risale ai primi decenni del secolo XVII, incentrata su tre elementi simbolici dominanti: una morte lignea a grandezza naturale, uno stendardo in damasco nero e un catafalco su cui è posto il Cristo morto. Accompagnano questi tre simboli gli iscritti al "Monte dei Morti" con i rituali cappucci ed i vestiti di sacco. Nei primi decenni del Settecento cominciava a prendere parte alla processione anche il coro dei musicisti. La processione fino al XIX secolo si svolgeva la mattina del Venerdì Santo, solo nell'Ottocento venne spostata a sera, assumendo quell'aspetto così suggestivo e pittoresco che ha tutt'oggi. Non essendoci ancora la luce elettrica, fu in quel periodo che vennero adottati, e rimasti in uso fino ai giorni nostri, i lampioni o "fanali" posti alla sommità di lunghe aste di legno portati dai fratelli delle congreghe, di  foggia diversa per ciascuna confraternita. Dopo la  metà dell'Ottocento vennero collocati lungo le strade del percorso della processione i tripodi fissi in ferro battuto, rimasti in uso ancora oggi, su cui ardono i bracieri per illuminare il cammino dalle tenebre. Nel 1855 vennero introdotti nella Processione i "Trofei della Passione": oltre al "Cristo Morto" adagiato sul Catafalco e la statua dell' "Addolorata"; l' "Angelo alato"; le "Lance dei soldati romani"; la "Colonna" alla quale fu legato Gesù sormontata da un gallo che ricorda il tradimento di Pietro; il "Volto Santo" inghirlandato (identico all'effige del santuario di Manoppello); il "Sasso" sul quale sono collocati i dadi, la tunica, lo "scettro", la corona di spine con a fianco un catino e una brocca in memoria del gesto simbolico del lavaggio  delle mani di Pilato; la Scala con le tenaglie,i chiodi e la canna con una spugna imbevuta d'aceto; la Croce ai cui piedi è posto un teschio e un serpente. Questi "trofei" precedono le sacre immagini del Cristo e dell'Addolorata, realizzati dallo scultore teatino Raffaele del Ponte, allievo del grande maestro napoletano Antonio Nicolini. scenografo del teatro S.Carlo. La processione, secondo tradizione, deve uscire ogni anno anche se con un breve tragitto, altrimenti si prevedono gravi sciagure per la città. Non a caso le sue origini si fanno risalire alla prima metà del IX secolo negli anni successivi all'ultimo rovinoso saccheggio di Chieti ad opera dei Franchi di Pipino, figlio dell'Imperatore sacro-romano imperiale Carlo Magno. Dall'epoca la città è sempre miracolosamente scampata ad ogni saccheggio o distruzione dovuta a guerre o a calamità naturali. Infatti, la processione si è sempre svolta, sia pure in forma ridotta. In caso di maltempo o nevicata il rito, sia pure con un percorso brevissimo, ha sempre avuto il suo regolare svolgimento.  A tal proposito ecco cosa dice della processione del "Cristo morto" di Chieti l'Arcivescovo Bruno Forte: " la processione, che da secoli si svolge a Chieti il Venerdì Santo, accompagnata dallo struggente canto del Miserere di Saverio Selecchy, non è solo un singolare evento di pietà popolare, ma testimonia un contenuto teologico di grande profondità, quello della sofferenza di Dio per amore degli uomini e il conseguente appello a far noi compagnia al dolore divino per la salvezza di tutti. Portati per le vie della città, i simboli della passione, e sopratutto l'effigie del Figlio abbandonato alla morte  e della Madre addolorata, dicono quanto ci sia vicino il nostro Dio,  non solo dall'alto della Sua onnipotenza celeste, ma anche nella condivisione della nostra finitudine e perfino della nostra morte. Ed è qui che il canto di Selecchy invita a un ulteriore passo: fare noi compagnia al dolore divino facendoci carico col Figlio del peccato del mondo e invocando pietà per tutti". Pertanto, gustiamoci il video girato venerdì 29 marzo 2013 alle 19.30 con il coro e gli orchestrali che intonano le note del Miserere di Selecchy all'uscita in processione dalla cattedrale di San Giustino.
IL CANTO DEL MISERERE DI SELECCHY                               LA PARTENZA DELLA PROCESSIONE

ALTRE IMMAGINI DELLA PROCESSIONE ALLA PARTENZA DALLA CATTEDRALE DI SAN GIUSTINO








LA CROCE IN LEGNO PESANTE E RUDE PORTATA A SPALLE DALLA CONFRATERNITA DEL SACRO MONTE DEI MORTI

IL CRISTO MORTO SUL CATAFALCO
LA MADONNA ADDOLORATA CHE SCENDE LE SCALE DI SAN GIUSTINO
MONS. BRUNO FORTE IN PROCESSIONE CHE BENEDICE LA FOLLA
IL SIMBOLO DELLA CONFRATERNITA' DEL SACRO MONTE DEI MORTI
 IL SACRO MONTE SCORTA L'ADDOLORATA


CANTORI DEL MISERERE DI SELECCHY 
 CAVALIERI DEL SANTO SEPOLCRO
CAVALIERI DEL SANTO SEPOLCRO 
 
MEMBRI SACRO MONTE DEI MORTI INCAPPUCCIATI 

venerdì 29 marzo 2013

Richiesta riparazione buca tra Via Olivieri e Via Arniense dietro il Tribunale di Chieti

AL SINDACO DI CHIETI
ALL'ASSESSORE AI LAVORI PUBBLICI DEL COMUNE DI CHIETI

Oggetto: Richiesta di riparazione buca sul manto stradale all'incrocio tra Via Silvino Olivieri e Via Arniense nei pressi del parcheggio dietro il Palazzo di Giustizia di Chieti.

Dopo l'effettuazione da parte dell'ufficio tecnico del Comune di Chieti della riparazione della buca sul manto stradale tra il Palazzo di Giustizia e lo stallo del Bus n.7 in Largo Cavallerizza, il blog "Censorino Teatino" a cura del Circolo Culturale "Marco Porcio Catone il Censore" chiede alle autorità comunali competenti in indirizzo di riparare urgentemente la profonda e pericolosa buca sul manto stradale all'incrocio tra Via Silvino Olivieri e Via Arniense nei pressi del parcheggio dietro il Palazzo di Giustizia di Chieti ( vedesi foto allegata).
 
 
 
 

giovedì 28 marzo 2013

RIPARATA LA BUCA IN LARGO CAVALLERIZZA

AGLI ORGANI D'INFORMAZIONE
e per conoscenza e competenza,
AL SINDACO DI CHIETI,
ALL'ASSESSORE AI LAVORI PUBBLICI DEL COMUNE DI CHIETI

Nei giorni scorsi, Mario Colantonio, Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Chieti, a seguito dell'istanza che abbiamo presentato per segnalare una grande buca in "Largo Cavallerizza" (nell'area fra lo stallo dell'autobus n.7 e il Palazzo di Giustizia), profonda come una "voragine", che quando piove si riempie di acqua diventando una pozzanghera, pericolosa sia per l'incolumità delle persone che per gli ammortizzatori dei veicoli, di cui abbiamo richiesto l'urgente chiusura, è venuto incontro alla nostra richiesta, facendo riparare immediatamente con una "pezza" il manto stradale, coprendo la buca che attualmente  non c'è più, come si evince dalla documentazione fotografica "prima" e "dopo" l'intervento dell'ufficio tecnico comunale.
Ringraziamo pertanto l'assessore Colantonio e tutta l'amministrazione comunale per il pronto intervento: IL "CENSORINO TEATINO" FUNZIONA E VIENE ASCOLTATO ! ! ! 

P.S.: Ora si chiede alle autorità comunali competenti in indirizzo di fare, appena possibile, nell'ambito della riqualificazione di Piazza San Giustino e di Largo Cavallerizza, la manutenzione di tutto il manto stradale, affinché sia più sicuro, funzionale e decoroso per un capolinea degli autobus sito in un centro storico di un capoluogo di provincia che purtroppo ha un terreno franoso e sottoposto a continue infiltrazioni di acqua con relative crepe e smottamenti, che necessita pertanto di costanti interventi.
PRIMA
ORA

lunedì 25 marzo 2013

"Le Quattordici Stazioni della Via Crucis" del Maestro Mario Buongrazio nell'androne della Provincia di Chieti


MOSTRA DI PITTURA NELL'ANDRONE DEL PALAZZO DELLA PROVINCIA DI CHIETI
"Le Quattordici Stazioni della Via Crucis"
 del
Maestro Mario Buongrazio
a cura dell'associazione
"THEATE ANTICA"



L'Associazione degli artisti "Theate Antica" di Giuseppe Di Cosmo, che non perde mai l'occasione per organizzare eventi che rendono onore e danno lustro alla cultura e alla storia della città di Chieti, presenta in questa settimana santa pasquale, nell'androne del palazzo della Provincia di Chieti in Corso Marrucino, la mostra pittorica "Le Quattordici stazioni della Via Crucis" del Maestro teatino Mario Buongrazio,già vincitore di molti premi prestigiosi in campo pittorico sia regionali che nazionali. 
A tal proposito,sulla pittura dell'artista teatino, ecco cosa dice il critico d'arte Rolando D'Alonzo, che commenta ad una ad una le opere sacre del Buongrazio, come se percorresse una ideale Via Crucis:"l'originalità dell'opera di Mario Buongrazio risiede nella straordinaria dinamicità delle composizioni e nel concetto che la figura debba assecondare la temperatura del gesto, disponendosi così come lo slancio creativo la sente e non tanto come la ragione e lo studio possano pensarla, ciò fino alla nona stazione".  "Invece -continua il D'Alonzo- nella decima e nell'undicesima, il movimento gestuale viene rallentato dalla figura del Cristo, mentre nelle ultime tre l'insieme predispone l'osservatore ad una più attenta pausa contemplativa. Si stabilisce così, nel corso dell'esposizione un ritmo quasi musicale, in re diciamo, che fa pensare a certi movimenti di Shemberg o Sostakovic".
Le opere rimarranno esposte nell'androne del palazzo della Provincia di Chieti in Corso Marrucino fino a Venerdì Santo. Sicuramente una mostra che vale la pena andare a vedere per gli amanti dell'arte sacra e della pittura in genere, ma anche per tutti coloro che durante la settimana santa desiderano immedesimarsi nel clima pasquale di meditazione e di preghiera. 

DALLA I ALLA IX STAZIONE

DALLA IX ALLA XIV STAZIONE E SALUTO DEL MAESTRO MARIO BUONGRAZIO

martedì 19 marzo 2013

QUANDO RIAPRIRA' L A DELEGAZIONE COMUNALE DI CHIETI SCALO?


AL SINDACO DI CHIETI
ALL'ASSESSORE AI LAVORI PUBBLICI DEL COMUNE DI CHIETI,



Si parla di almeno quasi 500 mila euro dei contribuenti spesi per la sede scalina del Comune di Chieti in Piazza "Carafa" con un restauro che dura quasi un decennio; due amministrazioni comunali, una di sinistra e una di destra, si sono succedute, ma "cambiando gli ordini degli addendi il risultato non cambia": la palazzina comunale sita in quell'area che viene comunemente detta "Il Quadrato", resta una eterna incompiuta teatina.

L'attuale amministrazione aveva promesso che il restauro sarebbe stato ultimato entro dicembre 2012, ma così non è stato e a tutt'oggi la palazzina della delegazione comunale non è ancora pronta, un vero e proprio cantiere a cielo aperto sito in un'area con un forte degrado generale con scritte ovunque sui muri e trascuro dell'arredo urbano. 

Attualmente, la distaccata comunale scalina è sita "provvisoriamente" con l'ufficio anagrafe nello stabile del mercato coperto di Via Ortona, "dove non fa bella mostra di sé", poiché  si trova sicuramente in una sede non idonea per ospitare gli uffici comunali e una biblioteca.

Ma ora basta!!! I teatini dello Scalo di cui ci siamo fatti portavoce chiedono che la palazzina comunale di Piazza "Carafa" venga finalmente riaperta e nel più breve tempo possibile in modo tale da dare all'anagrafe e alla biblioteca comunale una sede più degna e consona.

Nella nuova sede si potrebbe mettere anche una distaccata dei vigili urbani dato che allo Scalo manca. 

A tal proposito una proposta: la biblioteca comunale potrebbe essere trasferita nel vecchio ufficio postale sempre in Piazza "Carafa", attualmente chiuso ed in disuso, che in questo modo verrebbe riutilizzato e riqualificato.

  A queste e ad altre domande dovrà rispondere l'amministrazione comunale

VIDEO SEGNALAZIONE SUI RITARDI DELL'APERTURA DELLA SEDE COMUNALE SCALINA

lunedì 18 marzo 2013

Bonifica e riqualificazione aree abbandonate in Via Amiterno in località Santa Filomena di Chieti.

AL SINDACO DI CHIETI,
ALL'ASSESSORE AI LAVORI PUBBLICI DEL COMUNE DI CHIETI,
ALL'ASSESSORE AL VERDE PUBBLICO DEL COMUNE DI CHIETI,

Oggetto: Bonifica e riqualificazione aree abbandonate in Via Amiterno in località Santa Filomena di Chieti.
Via Amiterno, in località Santa Filomena,zona Stadio "Angelini", di fronte le "Cinque Palazzine" per intenderci, è stata da sempre oggetto di mille polemiche per la sua organizzazione urbana e per il traffico e nonostante notevoli interventi presenta attualmente ancora alcune criticità da risolvere. La strada sita in pieno centro urbano, a causa della sua conformazione larga e rettilinea che invoglia a correre, è stata fino a poco tempo fa oggetto di gare e corse fra gli automobilisti più indisciplinati, e alcune volte ci è scappato anche il morto; poi hanno messo dei "dossi artificiali", dissuasori di velocità e la situazione è migliorata, ma non sono mancate le polemiche poiché i dossi troppo alti rovinavano le scocche delle automobili; così recentemente hanno realizzato una serie di rotatorie, di salvagenti e di cordoli per gestire al meglio il traffico. Negli anni passati non sono mancate le polemiche anche per la pista ciclabile realizzata dall'amministrazione "Cucullo" che per molti era considerata inutile, anche perché toglieva parcheggi alle autovetture. Ora con gli ultimi lavori realizzati la situazione sembrerebbe migliorata, ma ci sono ancora alcune "note dolenti". In particolare, la bonifica e la riqualificazione di due aree presumibilmente pubbliche abbandonate nei pressi della scuola media " V. Antonelli", che sembrano direttamente prese e trasferite a Chieti dalle periferie più degradate delle megalopoli del "Quarto Mondo":

La prima è sita di fronte la scuola ( vedi foto numero 1-2) ed è piena di rifiuti e di resti di una struttura simile ad un prefabricato bruciato ed abbandonato, adornata da lussureggianti erbacce. Nel 2006, l'area pubblica era la sede di una specie di circolo ricreativo che ha aperto e chiuso in poco tempo.
La seconda è sita a lato della scuola ( vedi foto numero 3-4) ed è un area desolata piena di rifiuti e detriti, trasformata in un campo da calcio di fortuna, spesso occupata anche da roulotte di nomadi e sembra una di quelle aree ricreative dei bambini di Dakar o di Benin City nell'Africa Subsahariana.

Pertanto, si chiede alle autorità comunali competenti di intervenire e di bonificare e riqualificare le suddette aree, affinché siano degne della città di Chieti e dell'area di Santa Filomena che si sta trasformando negli ultimi anni sempre più in un centro residenziale.



FOTO1
FOTO 2 
 FOTO 3
 FOTO 4

sabato 16 marzo 2013

LARGO CAVALLERIZZA: BUCA PROFONDA NELL'AREA DI STALLO DEI BUS FRA IL PALAZZO DI GIUSTIZIA E LO STALLO DEL BUS N.7


PUBBLICHIAMO LA RICHIESTA FATTA DA CRISTIANO VIGNALI DEL NOSTRO CIRCOLO "MARCO PORCIO CATONE IL CENSORE" ALL'ASSESSORE AI LAVORI PUBBLICI DEL COMUNE DI CHIETI, MARIO COLANTONIO:

AL SINDACO DEL COMUNE DI CHIETI
ALL'ASSESSORE AI LAVORI PUBBLICI DEL COMUNE DI CHIETI

Oggetto: Richiesta riparazione buca profonda nel manto stradale presso area riservata allo stallo degli autobus in Largo Cavallerizza


Vorrei segnalare a Mario Colantonio, Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Chieti, la presenza di una grossa buca profonda nel manto stradale dell'area riservata allo stallo degli autobus in Largo Cavallerizza e precisamente fra la fermata del bus numero 7 e il Palazzo di Giustizia.

Come si può notare dalla allegata foto, scattata dopo che aveva piovuto, la buca è molto profonda a tal punto che si riempie di acqua piovana ed è pericolosa sia per le sospensioni dei veicoli che per i passanti che attraversano la strada per andare a prendere l'autobus.

Anzi, appare assurdo, che proprio in questo periodo in cui si cerca di curare un po' di piu' la manutenzione del manto stradale in diverse zone della città, proprio in pieno centro storico (in un area riservata al transito e allo stallo dei mezzi pubblici, dove passano migliaia di persone ogni giorno per andare a prendere l'autobus uscendo dal lavoro o dalla scuola) una "voragine" del genere non sia  stata già notata  e riparata dagli uffici comunali competenti.

Pertanto, si chiede all'Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Chieti e agli uffici comunali competenti che la buca nell'asfalto di che trattasi venga prontamente riparata, magari se è possibile anche in orari notturni, considerando che l'area in questione è una zona riservata al transito dei mezzi di trasporto pubblici.

Dott. Cristiano Vignali


Buca profonda da riparare in Largo Cavallerizza fra la fermata del bus  n.7 e il Palazzo di Giustizia. Si nota l'acqua piovana che ha reso la grossa buca una pozzanghera.