lunedì 27 maggio 2019

I vincitori del torneo amatoriale di Calcio a 5 "Minervello"

Chieti - La sera di venerdì 24 maggio 2019 si è svolta presso il centro sportivo "Minervello" in località Colle dell'Ara di Chieti, la finalissima del torneo amatoriale di Calcio a 5 organizzato da Stefano Grossi (39 anni titolare di una pasticceria insieme alla moglie), Francesco Grossi (32 anni assicuratore) e Lorenzo D'Alessio (28 anni programmatore), diventato ormai un evento "cult" per gli amanti e appassionati di Calcio a 5 di Chieti e dintorni..
I trofei messi in palio per le squadra, oltre a una somma in denaro, sono due coppe riproduzione della Champion League e dell'Europa League.
Dopo l'iscrizione delle 16 squadre a 100 euro per ognuna e la stipula di una polizza assicurativa necessaria per poter scendere in campo, il torneo ha esordito con  una fase preliminare servita a stabilire le otto squadre vincenti che hanno partecipato alla Champions League e quelle perdenti che hanno partecipato alla Europa League".
A tal proposito le finali sono state: per l'Europa League Barcellona [vs] Sporting Gijon e ha vinto il Barcellona ai rigori per 3 a 2, mentre per la Champion League la finale Leicester. -Huddersfield è stata vinta dal Leicester per wrestling5 a 1. Di.seguito le foto della premiazione.













.

lunedì 13 maggio 2019

Chieti: dopo il successo degli eventi storici dell'11 maggio realizzare in città un cartellone di manifestazioni come già avviene per il Mastrogiurato di Lanciano



La città di Chieti può tornare ad avere un futuro degno del suo glorioso passato anche in un'ottica di più larga area urbana se riuscirà ad utilizzare per il meglio il suo pregiato ed elevato patrimonio storico - culturale che la rende una delle città più antiche d'Italia e d'Europa.
A dimostrazione di ciò l'11 maggio si sono tenuti a Chieti i festeggiamenti per i 3200 anni della fondazione della città, a cui hanno risposto migliaia di persone fra divertimento, storia e leggenda. 
A tal proposito, si è svolto in mattinata, procedendo da Piazza San Giustino fino alla Villa Comunale, il corteo storico che ho avuto l'onore di coordinare, organizzato da Ugo Iezzi e Mario D'Alessandro, con la collaborazione dell'Associazione Teate Nostra.
La sfilata ha visto la partecipazione di figuranti in maschera col Pelide Achille e la Ninfa Teti che erano al mio fianco alla testa del corteo, seguivano guerrieri Mirmidoni, legionari romani e  nobiluomini e nobildonne in costumi medievali. Chiudeva la sfilata la Banda Musicale di Chieti, diretta dal Maestro Marco Vignali.
All'arrivo del corteo, in Piazza Mazzini, nel cuore della Villa Comunale, è stata fatta la posa simbolica di un busto d'Achille, simile a quello che nel Cinquecento il Duca d'Alcalà sottrasse alla città, in attesa che le autorità concedano l'autorizzazione per la posa definitiva della statua realizzata dal maestro Tonino Santeusanio. A seguire è stato offerto un buffet a cura dello chef Santino Strizzi con prodotti di alcune aziende enogastronomiche locali. 
Nel pomeriggio si è tenuto "Lu Recchiappe", una antica gara lungo le vie del centro storico cittadino che non si faceva più dall'inizio del Novecento, riuscita a portare sul colle di Chieti migliaia di persone, grazie alla volontà e all'impegno di un gruppo di Teatini.
Il successo delle manifestazioni cittadine dell'11 maggio, legate alle tradizioni e al mito della fondazione del Pelide Achille della città di Chieti, l'Antica Teate Marrucinorum, dimostra quello da me più volte scritto, cioè che il rilancio di Chieti passa fortemente sulla promozione del marketing del suo nome e delle sue nobili origini che affondano nel mito di Achille con i suoi guerrieri mirmidoni, e per i luoghi, le iniziative storiche e i personaggi del passato e del presente che hanno portato e portano in alto il nome di Chieti.
A tal proposito, con la consapevolezza che una rondine non fa primavera, e che c'è bisogno di dare continuità a iniziative del genere, ho proposto l'anno scorso in tempi non sospetti, un mese fra primavera ed estate in cui si possano realizzare nella città di Chieti una serie di eventi rievocativi storici, culturali e ludici che coinvolgano anche i siti archeologici della città, prendendo esempio dal Mastrogiurato di Lanciano, ma non in chiave medievale come nel capoluogo frentano, bensì greco - romano - italica. 
Solo realizzando iniziative che valorizzino a pieno la storia, la tradizione, il mito di Teate, Chieti potrà  far sentire partecipi alle sorti della città le nuove generazioni, aprendosi alle nuove sfide del Terzo millennio.
(Nella foto di Sergio d'Andrea il sottoscritto alla.guida del corteo storico nella mattina dell'11 maggio per il Corso Marrucino di Chieti) 

Cristiano Vignali - Storico Teatino

martedì 30 aprile 2019

Il rilancio di Chieti passa attraverso la promozione del mito, dei luoghi identitari e dei personaggi che hanno dato lustro alla città

Passate le festività pasquali in cui si svolge a Chieti l'antico rito della Processione del Venerdì Santo dal IX secolo, a cui è legata la protezione divina della città che dall'802 d.C. non subisce rovinosi saccheggi e distruzioni, sembra che l'identità teatina venga accantonata in soffitta per il successivo Venerdì Santo.
Ma, il rilancio di Chieti deve invece puntare molto su un nuovo impulso del marketing del suo nome e delle sue nobili origini che affondano nel mito del Pelide Achille con i suoi guerrieri mirmidoni, della città che risorge dalle ceneri come l' "Araba Fenice" nei momenti di difficoltà di cui parlava lo storico Ludovico Gatto, concetto da me ripreso nei miei libri sulla storia della città: "Chieti Medievale" (2013), "Chieti nella Tarda Antichità" (2015) e "Chieti e l'Araba Fenice" (2018).
 Del mito della città devono far parte oltre ai luoghi simbolo nel tempo della vita teatina da preservare, valorizzare e riqualificare, come ovviamente il centro storico e l'area industriale di Chieti Scalo, in primis i suoi importanti personaggi del passato come Asinio Herio, magistrato teatino nella "Guerra Sociale" fra Romani e Italici, il letterato e condottiero Gaio Asinio Pollione a cui viene concesso il trionfo per la vittoria sui Dalmati, Asinio Gallo che sarà uno dei pretendenti alla porpora imperiale dopo Ottaviano Augusto, San Giustino che sembra aver avuto un ruolo importante durante il sacco dei Goti nei primi anni del V secolo,  il Conte Roselmo gastaldo longobardo di Teate che resisterà all'esercito carolingio di Carlo Magno, il Conte di Chieti e Duca di Spoleto Trasmondo degli Attonidi che sarà il primo ad unificare sotto un potere politico - militare - religioso il territorio che poi formerà la provincia di Chieti, il cavaliere Simone da Chieti compagno d'arme di Federico II di Svevia, Il Valignano, grande esploratore teatino in Asia e l'altro esploratore in Africa Giovanni Chiarini, Papa Paolo IV Carafa che oltre all'Inquisizione istituì l'ordine religioso dei Teatini in onore della nostra città di cui fu Vescovo, Mons.Giuseppe Venturi di "Chieti Città Aperta" durante la Seconda Guerra Mondiale, il Sindaco Nicola Cucullo e Giovanni Pace per aver rimesso in sesto la città che dopo Tangentopoli era in forte dissesto, il General Manager Fiat Sergio Marchionne, ma anche teatini che si sono distinti negli ultimi anni nello sport portando in alto il nome della città come ad esempio Giuseppe Marcuccitti nel Calcio a 5, la ginnasta Fabrizia D'Ottavio, il cestista Stefano Mancinelli, il pugile Emanuele Cavallucci, e tutti coloro che nel loro piccolo portano con orgoglio il nome della città, lottando per essa come mirmidoni.
 A tal proposito, i miei libri su Chieti hanno sempre avuto la finalità di far conoscere la storia della città, con un linguaggio semplice e fruibile a tutti, sdoganando la sua identità da certi comportamenti snob ed elitari di parte dell'opinione pubblica cittadina che anziché portare avanti politiche inclusive ha sempre avuto tendenze lobbystiche. La strada giusta, invece, ritengo sia quella di cercare di far apprezzare e sentire partecipi soprattutto le nuove generazioni alle sorti della città.
 In merito, ritengo molto importante aver finalmente riproposto dopo decenni la corsa de "Lu Recchiappe", e altre interessanti iniziative, grazie all'impegno di cittadini animati da virtus civica teatina.  (Nella foto il Trionfo di Gaio Asinio Pollione sul sipario del Teatro Marrucino di Chieti, dipinto dal Ponticelli).

Cristiano Vignali Storico Teatino 

mercoledì 17 aprile 2019

Cristiano Vignali curerà la divisione storico – culturale sull’Abruzzo di “Editalia Arte & Storia”


Cristiano Vignali con Nicodemo Maggiulli

Chieti – L’Associazione Abruzzo Tourism esprime le migliori congratulazioni al nostro presidente Cristiano Vignali per il prestigioso incarico ricevuto nella mattinata di mercoledì 17 aprile 2019 da Nicodemo Maggiulli, editore della Casa Editrice “EdItaliaMedica”, di curare la sezione storico – culturale sull’Abruzzo di “Editalia Arte & Storia”.Cristiano Vignali, giornalista pubblicista, collaboratore di Agenzia Stampa Italia, autore di diverse pubblicazioni storiche presenti nel sistema bibliotecario nazionale (nell’OPAC catalogo SBN)  e già collaboratore di cattedre universitarie, a tal proposito ha dichiarato: “vorrei dedicare una parte del mio tempo alla ricerca e creare un gruppo di lavoro per la pubblicazione di saggi e quaderni sull’Abruzzo a partire dall’Età del Ferro, senza tralasciare ovviamente la promozione del territorio regionale con pubblicazioni inerenti eccellenze e particolarità dell’Abruzzo. L’Appennino è la “spina dorsale” della nazione italiana, al cui centro c’è l’Abruzzo, territorio eterogeneo sia dal punto di vista geografico, sia culturale in cui permangono nel XXI secolo residuati di usi e costumi, credenze e  tradizioni, antichi mestieri ed attività che affondano le radici nella notte dei tempi. Chi fosse interessato a proporre delle pubblicazioni o a collaborare alle ricerche e agli studi, può contattarmi al 3888931953″.
Comunicato Stampa

giovedì 7 marzo 2019

Incendio nella notte a Piazzale Sant'Anna. Intervento dei Vigili del Fuoco.

İntervento nel cuore della notte dei Vigili del Fuoco di Chieti per spegnere un incendio divampato, per ragioni ancora sconosciute, nel casotto annesso ai bagni pubblici di Piazzale Sant'Anna, già in passato lavanderia e ancora prima, fino agli anni Cinquanta, sede della scuola elementare della zona.
Non si conoscono ancora le cause esatte del fuoco che è divampato sicuramente dopo l'1.30 di notte, perché quando un nostro collaboratore stava transitando nella zona intorno a quell'ora, le fiamme non erano ancora divampate.
Le foto scattate alle 3.20 ad incendio ormai domato dai pompieri che documentano lo stato dei danni alla struttura. 







sabato 23 febbraio 2019

Bisogna sventare il progetto della politica abruzzese di "cancellare" Chieti


Quella della città di Chieti era una "nave" che fino a qualche decennio fa sembrava inaffondabile, forte sia del potere politico che la tutelava e la potenziava, sia dell'indotto economico dei servizi e degli uffici che secoli di tradizione amministrativa avevano lasciato in dote al capoluogo marrucino. 

Di esempi di tutela da parte della politica delle risorse della città di Chieti se ne potrebbero citare molti, come l'intervento dell'On. Remo Gaspari nello sventare nel 1981 il maldestro tentativo di trasferire da Chieti a Pescara alcune cliniche specialistiche dell'Università "G.D'Annunzio", su segnalazione del pericolo di un consigliere comunale della lista civica "Riscatto, Giustizia e Libertà"; oppure l'intervento nel 1988 (anno del centenario della stazione ferroviaria di Chieti) da parte della politica teatina presso il Ministro Santuz e il Dirigente delle Ferrovie dello Stato Ligato (con una delegazione formata dall'On. Anna Nenna D'Antonio, dall'allora Sindaco Andrea Buracchio e da Manlio Madrigale), affinché il treno diretto Pescara - Roma facesse tappa anche a Chieti (diventando il Pescara - Chieti - Roma); infine il riconoscimento del nome Aeroporto d'Abruzzo allo scalo aereo regionale e tanti altri, ottenuto dal Sindaco Nicola Cucullo.

Ma, negli ultimi anni, la "barca" teatina è stata lasciata alla deriva e oggi la città di Chieti  naviga ormai a vista in mezzo alla nebbia come il Titanic nell'Atlantico Settentrionale fra gli iceberg, subendo danni, rischiando di andare in avaria o addirittura di affondare in ogni momento.

Proprio in questi giorni sono arrivate le catastrofiche notizie di nuovi tagli ed accorpamenti di uffici che come sempre penalizzano la città di Chieti con irrazionali, e clamorose decisioni prese dall'alto. 

Questa volta sarà svuotata dei dipendenti la storica sede della Camera di Commercio in Piazza Vico, si trasferirà a Pescara l' Ufficio dei Monopoli di Stato e delle Dogane e andrà a l'Aquila il servizio telecomunicazioni dei Vigili del Fuoco. 

Evidentemente, nei salotti della politica di tutti i colori (nessuno escluso) hanno aspettato l'esito delle elezioni regionali per portare a termine l'ennesima manovra del diabolico progetto in atto, da parte di consorterie di interessi e lobby economiche, di saccheggio della città di Chieti, con il silenzio dei politici e dei notabili locali, infangando 3000 anni di storia e distruggendo un capoluogo scomodo ai "giochini" dell'asse politico e di potere che decide negli ultimi anni le sorti della regione, quello pescarese - aquilano.  

I risultati negativi della politica teatina sono sotto gli occhi di tutti, il "mea culpa" deve avvenire da parte di tutti coloro che hanno rivestito un ruolo di responsabilità politico - amministrativa almeno negli ultimi dieci anni.

A poco valgono le attenuanti generiche, inerenti un vero e proprio cambiamento epocale che con le nuove tecnologie della comunicazione digitale, con la crisi economica del "Sistema Italia" e la riduzione delle risorse economiche dal centro dello Stato alle periferie, ha portato allo stravolgimento della forma di governo italiana che ha cancellato le risorse e le funzioni delle province (senza riassegnarle esattamente ad altro organo territoriale), la riduzione del 70% delle risorse finanziarie centrali ai Comuni, perché sono problematiche con cui devono competere pressoché tutte le amministrazioni pubbliche in Italia.

Discorso a parte il progetto pescarese della nascita di una città metropolitane che funga da centro direttivo di macroregioni, accentrando su di sé tutte le risorse economiche, le funzioni e i servizi, idea a cui la città di Chieti, mal governata da una classe dirigente (che del Pelide Achille dimostra di avere sempre più solo il punto debole, ossia il tallone), non ha saputo proporre una valida alternativa di sviluppo e oggi ne patisce supinamente le conseguenze, incassando pugni all'angolo del ring come un pugile suonato. 

Una città che con la mancata assimilazione alla vita cittadina di intere fasce della popolazione giovanile rischia di perdere definitivamente la sua identità, a tal punto che il centro città, con tutte le sue carenze di viabilità, é stato offuscato nel suo ruolo di agorà pubblica dai centri commerciali, caso più unico che raro in Italia.

Gli effetti devastanti sono sotto gli occhi di tutti, ridimensionamento dei servizi, lavori su strade, palazzi ed infrastrutture pubbliche che procedono a rilento, iniziano ma non si sa quanto finiscono, suppellettili e arredi urbani che una volta danneggiati non vengono più costantemente sostituiti e riparati.

La situazione tragicomica è che Chieti, é stata "diroccata" non da guerre o calamità naturali, ma dall'incuria; la crisi incipiente del centro urbano é rappresentata dalla perdita di quasi diecimila abitanti negli ultimi venti anni. I numeri impietosi parlano chiaro.

La crisi economica e il clamoroso ridimensionamento subito dalla città che é stata declassata, ha finito a fiaccare una popolazione che é più stata abituata a subire le decisioni dall'alto piuttosto che imporle e/o determinarle dal basso.

Così, tutti quegli uffici che con un sussulto di orgoglio noi cittadini di Chieti, col sottoscritto in testa ai cortei col megafono, aveva difeso con le unghie e con i denti nel 2012 quando il governo Monti voleva accorpare le Province, in una manciata di anni molti sono stati svuotati o accorpati secondo il principio della cosiddetta "spending review" sempre a senso unico ai danni di Chieti..

Come negli anni Sessanta, i vecchi partigiani reggiani parlavano di "Resistenza tradita" nelle cantine e nelle osterie della Bassa Padana, gli artefici della lotta del 2012, possono oggi ben dire che i principi di quella battaglia (in difesa del capoluogo teatino, della sua provincia e di tutti gli uffici che ne derivavano) sono stati traditi dagli stessi amministratori pubblici, molti dei quali partecipavano ai cortei, alle assemblee e alle delegazioni, forse solo per motivi folkloristici od elettoralistici.

Negli ultimi anni si è parlato più volte di riqualificare e di riconvertire il ruolo di Chieti per permettere alla città del "Pelide Achille" di affrontare in modo competitivo le sfide del Terzo Millennio ma al di là delle promesse e delle azioni di facciata non é stato ancora pressoché fatto nulla di concreto nemmeno per risolvere il vitale problema dei parcheggi nel centro storico (oltre a quello del collegamento veloce dal Colle allo Scalo e viceversa). Si diceva che si stanno aspettando dei soldi dalla Regione per dotare la città di un nuovo ampio parcheggio e di una infrastruttura moderna che colleghi la stazione, l"università e l'ospedale al cuore dell'antica Teate (ad esempio come una cabinovia o una metropolitana rialzata come c'è a Perugia), ma, purtroppo ancora tutto resta pressoché sulla carta, solo chiacchiere e proclami, ma di fatti concreti quasi nulla. Gli unici passi in avanti sono stati forse fatti nella riorganizzazione di alcuni orari di certe Ztl che non penalizzano più di tanto il commercio e gli autobus anche la notte dal Colle allo Scalo.

Recentemente, c'è stata anche la partenza dei lavori della cittadella amministrativa nella dismessa Caserma Berardi, dunque un timido tentativo di arginare l'emorragia di risorse e servizi dalla città di Chieti, ma è stato seguito da un trittico di micidiali colpi da K.O. che la politica abruzzese ha riservato alla città di Chieti con il prossimo trasferimento degli uffici suddetti. Un atto che è l'ennesimo affronto di una guerra "fredda" regionale che vede Chieti attualmente perdente.
Pertanto, solo l'intervento forte e attivo di quella parte della popolazione che vuole ancora bene a questa città (la parte immune dalla sindrome  dell'orchestra che suona sul pontile del Titanic che affonda, sorseggiando una tazza di "camomilla teatina"), unita dal Colle allo Scalo in un' unica realtà, può cambiare la storia, e ridare a Chieti un futuro degno del suo glorioso passato. Come scrivo nel mio ultimo saggio "Chieti e l'Araba Fenice", un manualetto storico di scienza politica teatina, la città ha già vissuto in passato un periodo simile nella cosiddetta Tarda Antichità per poi risorgere dalle ceneri come un "Araba Fenice" (principio espresso in linea generale per la prima volta dallo.storico Ludovico Gatto).

Cristiano Vignali - Storico e Politologo Teatino
Fondatore de "Il Censorino Teatino"  

sabato 9 febbraio 2019

Scomparso Vito Moretti, uno dei più importanti letterati abruzzesi degli ultimi decenni

Chieti - Lutto per la città di Chieti e per tutto l'Abruzzo. E' scomparso improvvisamente la mattina di sabato 9 febbraio 2019 il Prof Vito Moretti, docente universitario, scrittore e poeta di fama nazionale e internazionale, originario di San Vito Chietino, ma residente a Chieti nel quartiere Levante. 
Aveva da poco celebrato i Cinquant'anni di carriera letteraria. Moretti, nel corso della sua prestigiosa carriera, ha pubblicato, tra l'altro, numerosi studi sulla letteratura dal Settecento al Novecento, con particolare attenzione al Verismo, al Decadentismo e alla figura di Gabriele D'Annunzio. 
Scompare sicuramente uno dei più importanti letterati abruzzesi degli ultimi decenni. Ci mancherà, oltre alla sua grande cultura, la sua squisita cortesia e affabile e simpatia.  I funerali del Prof. Vito Moretti si terranno lunedì 11 febbraio 2019 a Chieti, nella chiesa di Sant’Anna, alle ore 10. La camera ardente è stata allestita presso l’Ospedale Clinicizzato di Chieti.