lunedì 9 dicembre 2013

GLI EFFETTI DEL BILANCIO SULLE TASCHE DEI TEATINI, DESCRITTI DALL'ASSESSORE ROBERTO MELIDEO

In questi giorni siamo andati a video - intervistare in esclusiva l'Assessore al Bilancio del Comune di Chieti, il Dott. Roberto Melideo, che ci ha voluto parlare dei "benefici" effetti del bilancio 2013 sulle tasche dei cittadini. Ricordiamo che il bilancio è stato approvato in un acceso consiglio comunale che si è protratto fino a notte fra il 28 e il 29 novembre.



Quali sono le premesse su cui si basa il Bilancio di Previsione del 2013 del Comune di Chieti?
Nel 2013 c'è stato un ulteriore taglio di risorse statali rispetto a quelli fatti negli anni precedenti che pone l'onere di finanziare i servizi fondamentali erogati a livello locale sempre più sui cittadini, le famiglie e le imprese del territorio.
A tal proposito, nel 2013, il taglio di risorse statali è stato stimato, complessivamente, per il Comune di Chieti, in 2.926.916,70 euro da spending review. Questa riduzione è particolarmente difficile da sopportare perché avviene dopo anni di tagli progressivi e cumulativi.
Quali sono le previsioni per il Bilancio 2013?
Dal lato delle entrate, le previsioni di bilancio evidenziano, oltre il taglio stimato di 2.926.916,70 di risorse statali da spending review, altre minori entrate, imputabili prevalentemente alla riduzione dei trasferimenti e contributi da altri enti, senza dimenticare le difficoltà di riscossione derivanti dalla perdurante e grave crisi economica, che rende in molti casi difficile il recupero delle somme da parte dell'Amministrazione.
Dal lato delle spese, si evidenzia un'impostazione previsionale improntata al rigore finanziario e secondo criteri volti principalmente al contenimento delle spese, tenuto comunque conto: dell'aumento dei costi delle utenze (acqua, luce e gas) degli immobili istituzionali (scuole, uffici giudiziari, musei, biblioteche, altri immobili ad uso istituzionale ed alcuni impianti sportivi) e dei costi dell'illuminazione pubblica, imputabili all'aumento dei costi delle materie prime e dell'Iva; interventi già progammati per potenziare la raccolta differenziata e migliorare la pulizia e la qualità urbana; delle spese di natura straordinaria, come ad esempio quelle collegate al contenzioso e/o ai debiti fuori bilancio che l'Ente deve sostenere.
Fatte queste premesse, quali sono gli obbiettivi che intende raggiungere l'amministrazione comunale?
L'Amministrazione intende difendere i servizi e il decoro della città, consapevole che è necessario salvaguardare la coesione sociale, aumentare il senso di solidarietà, affrontare le nuove povertà e i bisogni che la crisi rende sempre più evidenti e pressanti. Nella riunione di maggioranza tenutasi in data 8 giugno 2013, l'Amministrazione ha ribadito, tra le tante altre cose, l'impegno nel settore delle politiche sociali, dove, nonostante i tagli nazionali e regionali, l'Ente è riuscito a mantenere inalterato l'investimento mettendo in campo fondi del proprio bilancio.
A che punto siete con l'attuazione dei programmi?
Per quanto attiene l'attuazione dei programmi, le opere son in corso di completamento in linea con quanto previsto dagli Accordi di programma e dai Patti Territoriali a cui l'Ente ha aderito. Per le opere finanziate con contributi pubblici e / o privati è da evidenziare che l'andamento dei lavori risultano limitati dall'erogazione delle risorse. Quali sintesi conclusiva della programmazione si rileva la coerenza tra i programmi dell'Ente e i piani programmatici della Regione. In fin dei conti, si può affermare che, pur con i forti tagli che ci sono stati dal governo centrale, siamo riusciti ad assicurare i servizi ai cittadini con le politiche sociali, il mondo della scuola e dei ragazzi, organizzando manifestazioni per far vivere la città al teatino, avendo un occhio al risparmio, garantendo nel contempo guadagni per il commercio cittadino.

RIASSUNTO DELLA RELAZIONE SUL BILANCIO A CURA DELL'ASSESSORE MELIDEO













venerdì 6 dicembre 2013

RIMETTERE GLI ALBERI IN VIA DELLA LIBERAZIONE A CHIETI


Negli ultimi anni, a Chieti, in Via della Liberazione, la strada che dalla Piazza Trento e Trieste (la Trinità) arriva fino all'incrocio della Clinica Spatocco, da cui nella Seconda Guerra Mondiale entrarono gli Alleati "liberatori" in città, sia per le calamità naturali che per le opere di manutenzione viaria sono stati abbattuti diversi alberi senza che siano stati sostituiti e sono rimasti attualmente soltanto i buchi in mezzo alla strada, come ci segnala il nostro lettore Carlo che ci ha chiesto di fare una segnalazione al Comune.


Tre alberi sono stati tagliati proprio negli ultimi giorni a causa di un intervento dei vigili del fuoco per la neve che è caduta nel cuore di Teate.
Pertanto, si chiede all'Assessore al Verde Pubblico del Comune di Chieti, Alessandro Bevilacqua di intervenire per quanto di sua competenza affinché siano ripiantati gli alberi in Via della Liberazione.



SBAGLIATA PROGRAMMAZIONE EDILIZIA DELLA VAL PESCARA NEGLI ULTIMI CINQUANT'ANNI



Cosa sta succedendo in Italia ed in particolare in Abruzzo? Come è possibile che in una quindicina di giorni ci sono state due emergenze: la neve e poi la pioggia con l'alluvione e l’emergenza fiumi? Vogliamo continuare ancora così per quanto tempo? 
A tal proposito, si comincia a comprendere che è proprio l'opera della classe dirigente politico -imprenditoriale la responsabile di quanto è avvenuto, poiché deputata alla selezione  e alla programmazione delle opere da affrontare.

Oggi si alza il dito contro il problema della  “cementificazione”  poiché negli ultimi cinquant' anni e soprattutto nella Prima Repubblica, si è fatto scempio dell'ambiente  senza alcuno scrupolo con sfrenate speculazioni edilizie, per esempio, con i consorzi di bonifica che alla luce dei fatti sembrano avere  avuto il primario obiettivo di spendere miliardi di vecchie lire, ma come poi venivano impiegati i giganteschi fiumi di denaro non aveva importanza; così pressoché tutti i fiumi abruzzesi sono stati cementificati e “arginati” per fare in modo che i terreni circostanti divenissero edificabili, senza porsi il problema di come quelle opere siano state concepite, di quali danni avrebbero potuto creare. Si restringono gli argini e l’acqua non passa con la stessa facilità: in caso di piena sono guai.
Quei guai che abbiamo visto in questi giorni  sulla costa abruzzese sopratutto  a Pescara, Montesilvano e Francavilla al Mare (patrie della speculazione edilizia selvaggia), dopo l'ultima alluvione del 1992. In fin dei conti qualcuno potrebbe dire che dopo 20 anni una emergenza ci può stare ma non è così: di disastri annunciati è piena l’Italia e l’Abruzzo eccelle in questa specialità. 
Si è sempre solo pensato ad accontentare questo o quella lobby economica e si sono adattati progetti non in base alle esigenze del territorio o dell’interesse pubblico ma a quelli del desiderio dei privati amici del detentore del potere di turno con numerose opere pubbliche imposte al territorio e alla popolazione perché volute dai poteri forti. 
In questi giorni con lo sgombero e la chiusura per due giorni del  Centro Commerciale Megalò, costruito in piena area di esondazione, così come mostrano le mappe della Regione, si è tornato a parlare dell'utilità e della convenienza di questa opera, il cui sgombero voluto dal sindaco Di Primio è stata forse una super precauzione visto che il fiume che è esondato non ha superato i maxi argini di 11 metri di altezza costruiti proprio per difendere il centro commerciale. Eppure la costruzione di quel centro superò tutti i controlli tecnici e burocratici spinti dalla politica che aveva deciso che quella iniziativa privata doveva essere realizzata proprio in quella zona.  Ma, in realtà, la costruzione del Centro Commerciale Megalò, è solo la punta di un iceberg e non può essere usata come "capro espiatorio" di una situazione che "fa acqua da tutte le parti" in questo caso veramente in tutti i sensi e rappresenta probabilmente il fallimento delle scelte dell'intera classe politica degli ultimi decenni.

Viene alla mente ad esempio il rapidissimo e scriteriato sviluppo urbano di Pescara  eMontesilvano sulla costa, a pochi passi dal mare, con case addossate senza un sistema fognario e servizi adeguati o lo sviluppo edilizio nei pressi del porto canale dove sorgono diversi uffici pubblici come la Regione, la Prefettura, la Questura, la Provincia e tanti altri, oppure il guaio della diga foranea che ha di fatto tappato il fiume che in casi di piena non defluisce come dovrebbe e che oggi ha bisogno di almeno 200mln di euro per essere “aggiustato”. Tutte aree che con la pioggia si allagano sistematicamente e che con l'alluvione sono diventate dei fiumi in piena. E’ vero la pioggia di questi giorni è stata eccezionale ma ad esempio Porta Nuova a Pescara si allaga anche se fanno quattro gocce.  
Tutte opera realizzata con la superbia del potere che non ascolta chi è più in basso ma ha ragione ed oggi siamo a raccontare una tragedia.
In nome della fiducia infinita nel progresso e del business economico senza limiti si è preferito  costruire, realizzare infrastrutture e servizi sulla costa, penalizzando ad esempio aree di antica urbanizzazione come Chieti  alta che negli ultimi decenni è stata inspiegabilmente umiliata e svuotata di molti uffici e servizi solo per ragioni politiche e interessi di parte diversi da quelli della collettività e che in questi giorni ha dimostrato tutta la sua importanza e utilità. Se centri di potere e uffici amministrativi sono stati concentrati per millenni sul colle teatino, qualche ragione ci sarà. Il problema delle frane è un falso problema, perché comunque è un fenomeno che se ben controllato non porta seri danni anche perché a Chieti alta non c'è stata saggiamente quella concentrazione edilizia che c'è stata in altre aree costiere. Tral'altro, finanche Chieti Scalo che si trova nel cuore della Val Pescara in un sito ben difeso, non ha subito di certo i devastanti danni che ci sono stati sopratutto a Pescara, dove si è costruita la città su un sito probabilmente non idoneo, vicino la foce di un fiume, area che per gli ambientalisti e anch'essa "zona rossa" a rischio continui allagamenti. Il pericolo neve è un altro falso problema perchè avviene un paio di volte all'anno e comunque non crea pressoché alcun disagio ai pubblici servizi quando si riesce ad organizzare un adeguato piano neve.
Dunque, l'antica Polis di Teate, nell'ottica di una conurbazione locale,  oltre a rappresentare la memoria storica e il polo culturale, potrebbe, sia per ragioni economiche ( palazzi maestosi e signorili vuoti già pronti ad essere utilizzati per svolgere funzioni di pubblici servizi e affitti a costi più bassi), sia per ragioni di sicurezza (zona non altamente sismica perché vuota nel sottosuolo e salva dal pericolo inondazioni perché sita in collina), essere utilizzata per creare una vera e propria cittadella amministrativa che fornisca l'intera Valle del Pescara. 




CHE IMPATTO AMBIENTALE AVRANNO I RIFIUTI DEL FIUME SULL'ECOSISTEMA DELLA VAL PESCARA?

Come abbiamo più volte documentato e denunciato con i nostri servizi, la Val Pescara, lungo il fiume è sparsa da decine e decine di siti inquinati con discariche abusive con rifiuti di ogni sorta  e tipo alcuni anche pericolosi per la salute umana. Inoltre, nelle acque del Fiume Aterno - Pescara vengono scaricati direttamente gli scarichi delle reti fognarie non solo delle abitazioni ma, sopratutto di industrie che producono anche scarti tossici.

In questi giorni c'è stata l'alluvione e il fiume ha rotto gli argini e, come si vede dalle immagini che ci ha mandato il nostro lettore Andrea Pompilio, molti rifiuti dal fiume si sono riversati nelle zone alluvionate anche abitate.

Pertanto, in molti ora si chiedono, come avevamo fatto anche noi nei giorni in cui abbiamo documentato l'alluvione: che impatto ambientale avranno i rifiuti del fiume sull'ecosistema della Val Pescara?




martedì 3 dicembre 2013

RIPENSARE IL MODO DI CONCEPIRE LO SVILUPPO DELL'ABRUZZO

In questi giorni l'incontro di area fredda polare proveniente dall'artico e di correnti più calde - umidi provenienti dall'Atlantico hanno causato l'arrivo della tempesta "Nettuno" sulla Penisola italiana, che è stata una vera e propria calamità per l'Abruzzo e ancora si riesce a fare una stima precisa dei danni. Il territorio abruzzese, dopo essere stato la scorsa settimana colpito dalla neve sui rilievi montani e collinari, in questi giorni ha avuto un vero e proprio nubifragio che ha allagato la costa. I fiumi, ingrossati a monte dallo scioglimenti delle nevi con una pioggia continua, fortissima ed ininterrotta per tre giorni hanno tracimato, rompendo gli argini,allagando le infrastrutture e i centri abitati che si trovavano in prossimità. Le valli dei fiumi Alento e Pescara sono state completamente inondate e centri come Pescara, Montesilvano, Francavilla che si trovano in prossimità delle foci sono finiti in certi punti sotto oltre un metro di acqua. Intere famiglie rovinate e centinaia di milioni di danni. L'acqua si è canalizzata fra le strade con palazzi costruiti probabilmente frettolosamente, senza idonee misure di sicurezza, tutti addossati con fogne inadeguate.Città paralizzate con uffici fermi per causa di forza maggiore e scuole che oggi sulla costa saranno chiuse con ordinanza sindacale. Anche un morto, una signora di 57 anni che è annegata passando con la macchina sotto un sottopasso inondato fra Sambuceto (Ch) e Pescara. A Chieti, problemi allo Scalo per il Centro Commerciale Megalò che è stato evacuato per ragioni di sicurezza poiché il fiume è arrivato a pochi metri e con l'annunciata apertura delle dighe di Bussi e di Penne si rischia che il Centro Commerciale venga inondato dall'acqua. Anche la fondovalle Alento non se la passa meglio, ieri il fiume Alento aveva tracimato e sommerso i ponti, interrompendo i collegamenti. Chieti Alta, Atri, Penne e altri centri collinari, invece,sono scampati alla furia delle acque, poiché costruiti con criteri e in epoche antiche in cui ci si difendeva non solo dai nemici, ma anche dalla furia della natura. Di certo ora andranno ripensati il modo ed i criteri che sono stati utilizzati per costruire negli ultimi sessant'anni almeno. Ora con la tragedia e un morto in casa ci si chiede: Perché sono state costruite infrastrutture industriali e impianti e centri commerciali come il Megalò in zone con forte pericolo di inondazione? Perché centri costieri come Pescara e Montesilvano ,si sono sviluppati così tanto con la speculazione edilizia in siti acquitrinosi dove probabilmente non c'era l'idoneità alla costruzione? Di chi è la responsabilità di tutto questo? Che effetti avranno sull'ecosistema le sostanze inquinanti diffuse in varie discariche abusive nella Val Pescara? Il business sfrenato senza limiti e la fiducia illimitata per il progresso tecnico e per le capacità dell'uomo hanno già causato immani tragedie in nome del Capitalismo: guerre globali, inquinamento delle falde acquifere e dell'aria che si surriscalda sciogliendo i ghiacci perenni, sviluppo di cancro e di mutazioni genetiche fra la popolazione a causa di sostanze altamente tossiche lasciate libere nell'ambiente, ma questo dramma tutto abruzzese poteva evitarsi se non avessimo avuto una classe dirigente politico - imprenditoriale che ha svenduto la nostra terra "forte" e "gentile" facendola colonizzare da speculatori finanziari senza scrupoli. Dopo il terremoto de L'Aquila, il nubifragio di Pescara. La storia si ripete e la politica regionale continua a penalizzare centri come Chieti e Teramo, di antica tradizione e antica urbanizzazione che per la loro posizione geografica, in realtà, sono un'isola felice, lontano dai pericoli e intanto abbiamo le sedi della regione in due città di nuova creazione come L'Aquila e Pescara che non sono forse idonee ad ospitarli, l'una perché sorge su una faglia altamente sismica, l'altra perché sorge su un terreno acquitrinoso vicino la foce di un fiume. Uno dei fallimenti della politica abruzzese è per esempio proprio aver favorito lo spostamento verso la costa di importanti uffici e attività economiche, sottraendoli a centri come Chieti ( ma anche Teramo) che storicamente hanno avuto non a caso questo ruolo, bollando con una mentalità ultra provinciale che fa paura tutto ciò che mirava alla tutela della identità dei popoli aprutini. In altre regioni del centro Italia come l'Umbria e le Marche questo non avviene, anzi, proprio la conservazione e la valorizzazione delle risorse naturali e culturali rappresenta il punto di forza dell'economia. L'Abruzzo è rimasto indietro e in questo si è dimostrato una regione ancora ancorata al Mezzogiorno meno sviluppato. Dobbiamo pertanto metterci una mano sulla coscienza e ripensare uno sviluppo più sostenibile per il nostro territorio. Gustatevi ora questo simpatico video con il nostro super eroe Italyman in ronda per difendere la città dall'alluvione.


VIDEO SULL'ALLUVIONE IN ABRUZZO

lunedì 2 dicembre 2013

TEATE DOMINA DALL'ALTO LA VAL PESCARA ALLAGATA DA MONTESILVANO AL MEGALO'




Teate Marrucinorum

Anche una donna morta a Pescara in un sottopassaggio allagato dalla furia delle acque. Una vera calamità naturale quella che sta patendo in queste ore l'Abruzzo a causa dell'incontro di area fredda artica con area più caldo - umida proveniente dall'Atlantico che dopo aver provocato cospicue nevicate sui monti e sulle colline la scorsa settimana, ha esordito questo lunedì con un nubifragio che ha causato lo straripamento dei Fiumi Alento e Aterno - Pescara che hanno inondato la vallata. A peggiorare la situazione anche la precauzionale apertura delle dighe di Penne e di Bussi. 
Questa è sicuramente la risposta della natura alla speculazione edilizia, all'industrializzazione selvaggia che sta surriscaldando l'ambiente rischiando addirittura di far estinguere le nevi perenni del ghiacciaio del Calderone sulle vette del Gran Sasso d'Italia, all'inquinamento dei siti, tutte problematiche  legate al business a tutti i costi che ha portato a costruire e a installare impianti anche in zone non idonee come gran parte della vallata del fiume che solo dal secondo dopoguerra è stata bonificata dalle paludi e se prima non era edificata o edificabile un motivo ci sarà.
Pescara, Montesilvano,Francavilla, Sambuceto, Villa Raspa di Spoltore sono completamente allagate con l'acqua che addirittura in certe zone ha superato il metro d'altezza. Proprio per questo domani saranno chiuse in queste città anche le scuole e oggi molte persone non sono potute andare a lavorare. A Francavilla al Mare è franato anche il canile - rifugio con centinaia di amici a quattro zampe da spostare in altre strutture.
A Chieti a causa dell'allagamento della Val Pescara e della Fondovalle Alento, interrotti molti collegamenti con altri centri. Evacuato per precauzione anche il Centro Commerciale Megalò con l'acqua che è arrivata a pochi metri dalla struttura commerciale più grande d'Abruzzo, invadendo il Parco Fluviale e il parcheggio più esterno dell'area. Noi ci siamo intrufolati dentro a piedi e abbiamo potuto riprendere la situazione del Centro Commerciale.
A tal proposito, appare doveroso chiedersi:  che effetti devastanti avranno sull'ecosistema le sostanze tossiche che in questi anni sono state scaricate nei fiumi e nella vallata in decine e decine di discariche abusive? Cosa faranno ora coloro che hanno avuto gli impianti, i beni materiali e le abitazioni danneggiate dall'acqua? Cosa dire ora a questa famiglia che ha perso per un tragico incidente un proprio caro a causa della stupidità umana ?
  Come si giustificherà questa volta la classe dirigente politico - imprenditoriale che in nome di uno sfrenato progresso, ha trattato l'Abruzzo come una terra solo da colonizzare e sfruttare, attentando seriamente all'integrità del nostro patrimonio naturale,artistico e storico, diffondendo ad arte una mentalità ultra provinciale tesa a dipingere la tutela dell'identità delle varie realtà  e identità abruzzesi come qualcosa di retrogrado e meramente campanilistico. 
Noi, intanto cerchiamo di alleviare il dolore e l'amarezza ammirando la foto di Chieti, con cui abbiamo aperto questa pagina, l'antica Teate del Pelide Achille, risparmiata dalla furia della natura per la sua posizione geografica, il cui campanile di S.Giustino domina dall'alto le vallate del Pescara e dell'Alento. La città degli avi e degli antichi eroi achei e maruccini che da lassù sembrano guardarci solennemente con gli occhi di chi ne ha viste tante, conservando la memoria storica della gente d'Abruzzo veramente "forte" e "gentile".

 L'acqua nell'area più esterna del Megalò dove doveva sorgere il Parco Fluviale altra incompiuta.
 Il Centro Commerciale Megalò  desolatamente abbandonato
Pescara: ecco a che livello è arrivata l'acqua

STRARIPAMENTO FIUMI: ALLAGATE LA FONDOVALLE ALENTO E LA VAL PESCARA




Sembra che la natura si sia ribellata contro l'uomo e la terra d'Abruzzo, una volta "forte" e "gentile", oggi meno, preda delle ecomafie e degli speculatori edilizi che stanno allargando i loro "tentacoli" su questo angolo di "paradiso terrestre" in certe parti ancora pressoché incontaminato.
 Tutto ciò, forse perché "madre natura" stanca dei selvaggi disboscamenti dovuti all'edilizia selvaggia anche in aree non idonee a costruire, dell'inquinamento delle acque a causa di agenti chimici e dell'inquinamento atmosferico che ha fatto surriscaldare l'area a deciso di presentare il suo salato conto; così, dopo l'inconsueta nevicata novembrina di alcuni giorni fa, probabile preludio di un inverno che dovrebbe essere il più freddo degli ultimi cento anni,  nel fine settimana appena trascorso, un vero e proprio nubifragio si è abbattuto sulla costa abruzzese ed in particolare nella conurbazione Chieti - Pescara, provocando lo straripamento dei fiumi Alento e Pescara con conseguente allagamento della Val Pescara e della Fondovalle Alento.
La copiosa acqua caduta dal cielo ha causato seri problemi alla costa dove centri urbani come Pescara, Montesilvano, Francavilla, Spoltore, Silvi e Pineto sono paralizzati perché completamente allagati, mentre i centri collinari come  Chieti, Atri,  Penne, Bucchianico, Ripa, Torrevecchia sono al sicuro dalla forza dell'acqua ma a possibile rischio frane a causa della terra allentata prima dalla neve e ora dalla pioggia.
A tal proposito, questa mattina,  i nostri intrepidi reporter, anche a rischio della propria incolumità, si sono avvicinati ai fiumi Pescara e Alento e hanno documentato con un set fotografico lo stato delle acque fluviali che continuano pericolosamente  a salire.
In particolare, abbiamo immortalato con immagini che si commentano da sole la situazione della Fondovalle Alento, dove il fiume ha inondato il ponte ( sotto Via Fieramosca e il Cimitero di Sant'Anna per intenderci) che collega Chieti con il bivio di Villamagna, Francavilla e Bucchianico, rendendo impossibile il transito; e la situazione della Val Pescara,al confine fra Chieti e Villareaia di Cepagatti dove il fume Aterno ha straripato, andando a minacciare finanche alcune infrastrutture e impianti come il distributore di gas e metano vicino al Parco Fluviale di cui abbiamo intervistato il gestore:
 "Per ora il distributore è al sicuro - ci ha detto il titolare - ma se l'acqua salirà ancora un metro potrebbe toccare la centralina elettrica. Il problema serio - ha proseguito il titolare del distributore - è sapere quando potremo tornare a lavorare, perché se anche l'acqua si ritirerà, saremo invasi dai detriti e dal fango. Fortunatamente siamo assicurati". 
I danni del nubifragio alle infrastrutture non sono ancora quantificati, ma si spera ora che smetta di cadere acqua dal cielo,intanto i tecnici, i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile sono a lavoro affinché non tracimino le dighe di Bussi e di Penne, altrimenti il disastro potrebbe essere molto più grave. 
Le autorità, per ragioni di sicurezza, chiedono ai cittadini di non spostarsi nelle aree colpite dalle inondazioni se non strettamente necessario.
Notizia dell'ultimo minuto: pare che si stiano portando avanti procedure di evaquazione anche del Centro Commerciale Megalò per motivi di sicurezza.

FONDOVALLE ALENTO

Via Alento, raggiungibile da Via Fieramosca (sotto il Cimitero di Sant'Anna per intenderci), allagata con le acque del fiume che hanno invaso il ponte che collega Chieti con il bivio di Villamagna, Bucchianico e Francavilla.  


I nostri reporter sono riusciti a guadare il Fiume Alento entrando quasi nel territorio di Ripa Teatina, dove abbiamo trovato questo segnale di Divieto di Accesso nei pressi del cartello pubblicitario di un noto mobilificio.

VAL PESCARA

Passando il Centro Commerciale Megalò, siamo stati nei pressi del Parco Fluviale, al confine fra Chieti e Villareia di Cepagatti, dove, come si evince dalle immagini le acque del fiume hanno invaso alcuni impianti e infrastrutture presenti nella vallata come  il distributore di gas e di metano nella foto qui sotto che rischia di essere sommerso dall'acqua e dai detriti del fiume Aterno.





PARCO FLUVIALE MEGALO' ALLAGATO CON RISCHIO SGOMBERO
DEL CENTRO COMMERCIALE