giovedì 6 giugno 2013

IL PONTE DI "COLETTI" A CHIETI SCALO

Nella zona industriale  e commerciale di Chieti Scalo, la parte bassa della città di Chieti, c'è un ponte che collega Via "Marino Turchi" con Via "Papa Leone XIII", Via "U. Frasca" cioè per intenderci l'area dove si trovano tra i tanti gli impianti industriali della "Mokambo", della "Dayco" e il Centro "Dama". Questo ponte negli anni passati è stato chiuso per lavori poiché non era agibile ed è stato rifatto grazie all'intervento dell'amministrazione provinciale "Coletti". Non ci sarebbe nulla di strano, considerato che uno dei compiti della Provincia è la manutenzione delle strade, ma questo ponte, come si evince anche dalle immagini, nonostante i lavori di rifacimento, presenta ancora delle problematiche che mettono in seria difficoltà l'incolumità dei veicoli che ci transitano sopra. Infatti, come segnalatoci dai lavoratori che ogni mattina lo attraversano per andare in fabbrica e negli uffici,  il ponte presenta un forte avvallamento in prossimità del punto di congiunzione  con la formazione di un dosso artificiale molto alto che crea pericoli per la stabilità e per gli ammortizzatori dei veicoli. La problematica è indicata anche da un cartello di pericolo generico e da un segnale di limite di velocità. Ma, non si riesce  proprio a capire come si sia potuto inaugurare un ponte che presenta ancora tali problematiche strutturali che  di fatto  non sono mai state risolte: sembrerebbe come se fosse incurvata la struttura del ponte.Per rendersi conto del tenore del problema di viabilità, provate ad immaginare cosa accade quando transita un veicolo pesante, ossia un camion o un autoarticolato sulla struttura. Pertanto, i lavoratori della zona che transitano ogni mattina sulla struttura, vorrebbero sapere dai responsabili dell' Ufficio Tecnico della Provincia di Chieti se erano già a conoscenza del problema e cosa intendono fare per risolverlo e spiegarci come mai sia rimasta, nonostante i lavori effettuati, questa problematica. 

Il segnale di pericolo generico all'ingresso del ponte. Poco più avanti, nell'altro senso di marcia, c'è un segnale di limite di velocità. In lontananza si vede una macchina che scende dal ponte rimanendo per alcuni istanti sospesa per aria a causa dell'alto dosso che si è venuto a formare. 

Il dosso artificiale che si è venuto a creare che mette in serio pericolo la stabilità dei veicoli.

mercoledì 5 giugno 2013

LA CASA "DEGLI ORRORI" IN VIA DELLE ACACIE N.3

Il 22 aprile 2013 la signora Paola Del Grosso, residente nelle case comunali di Via delle Acacie n.3 in località Madonna degli Angeli, ha segnalato la presenza di alcune problematiche riguardanti il suo stabile, messe all'attenzione dei competenti uffici del Comune di Chieti, del Prefetto e della Asl di Chieti. cioè la presenza di "lussureggianti erbacce", manto stradale sbrecciato e rifiuti all'esterno del palazzo, e il degrado di un appartamento abbandonato nel sottoscale della struttura, inabitabile, pieno di immondizia, senza gas, luce e servizi igienici adeguati, ricettacolo di malattie e topi da cui provengono, sopratutto in estate, insopportabili olezzi che pervadono tutta la zona. A tal proposito, si veda la segnalazione fatta giorni fa: IL DEGRADO DELLE CASE POPOLARI DI VIA DELLE ACACIE.
A seguito della segnalazione della signora Paola Del Grosso, portavoce dei residenti di Via delle Acacie n.3, alcune semplici problematiche sono state risolte anche grazie all'interessamento di alcuni esponenti dell'UDC cittadino e degli enti competenti come la Asl: come ad esempio quelle dello sfalcio dell'erba esterna al piazzale e della pulizia dei rifiuti esterni al palazzo,  mentre altre più gravi sono ancora da risolvere,  in primis quella dell'appartamento abbandonato e del manto stradale del piazzale da asfaltare, come si evince dalla documentazione fotografica fornita dalla fotografa Vojtila Lara.

Testo della lettera del Dipartimento di Prevenzione Servizio Igiene, Epidemologia e Sanità Pubblica della Asl  inviata al Direttore del Servizio Casa del Comune di Chieti, all'Assessore comunale al Verde Pubblico e Arredo Urbano, Dott. Alessandro Bevilacqua e per conoscenza al Prefetto, al Sindaco e alla signora Paola Del Grosso, affinché gli uffici responsabili intervengano per quanto di competenza.

 Il piazzale esterno è stato liberato dalle "lussureggianti erbacce", ma permane ancora il problema del manto stradale sbrecciato da asfaltare.
L'esterno del palazzo di Via delle Acacie n.3 ripulito con la porta del contattore del gas non più ostruita dai detriti, ma libera e facilmente accessibile.

Ma, particolare ribrezzo ed orrore suscitano sicuramente le foto scattate tramite la finestra aperta della casa abbandonata che ridà sul piazzale esterno con immagini che si commentano da sole.




Mucchi di rifiuti organici, sanitari e scarti di ogni genere e tipo nell'appartamento abbandonato nel sottoscale di Via delle Acacie n.3, ricettacolo di topi e malattie  e fonte di nauseabondi olezzi.




Vestiti e attrezzi quotidiani abbandonati nell'appartamento di Via delle Acacie n.3. Visibile assenza di una vera e propria pavimentazione.


 La porta dell'appartamento abbandonato nel sottoscale del Palazzo di Via delle Acacie n.3. 
La finestra da cui sono state scattate le fotografie dei locali interni dell'appartamento abbandonato.

Pertanto, i residenti, rappresentati dalla signora Paola Del Grosso, al fine di risolvere definitivamente i problemi del loro stabile, chiedono ancora: al Sindaco di Chieti di dichiarare ufficialmente inabitabile la casa degli "orrori" nel sottoscale di Via delle Acacie n.3, all'Ufficio Casa del Comune di Chieti di provvedere alla bonifica dei locali e all'Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Chieti di far asfaltare il piazzale esterno al condominio. 





venerdì 31 maggio 2013

GUERRA "INFINITA" DEI TASSISTI FRA CHIETI E PESCARA: LA REGIONE ABRUZZO NON PUO' LAVARSENE LE MANI COME "PONZIO PILATO" SENNO' SARA IL CAOS

Sono ormai più di tre anni che va avanti fra corsi, ricorsi, minacce, atti vandalici, ripicche, riunioni terminate con un nulla di fatto, scioperi e querele, la guerra "infinita" fra i tassisti di Chieti e di Pescara. 
L'oggetto è la regolamentazione dell'accesso all'aeroporto regionale d'Abruzzo dei tassisti: in particolare quelli di Pescara ritengono illegale che i colleghi teatini lavorino in aeroporto, poiché, secondo loro, senza diverso accordo fra le parti, sono autorizzati a farlo solo quelli dei Comuni su cui ricade lo scalo aeroportuale ( ossia Pescara e San Giovanni Teatino), mentre quelli teatini rispondono che sono legittimati a farlo anche loro in virtù della normativa nazionale che glielo permetterebbe.

Tutta la questione pare che si basi sulla diversa interpretazione dell'articolo 14 comma 8 della legge 422/97: 

Per i collegamenti con gli aeroporti aperti al traffico aereo civile, ferme restando le competenze degli enti gestori, sono autorizzati ad effettuare servizio di piazza i titolari di licenze per servizio di taxi rilasciate dai comuni capoluogo di regione e di provincia, nonché dal comune o dai comuni nel cui ambito territoriale l'aeroporto ricade. I comuni interessati, d'intesa, disciplinano le tariffe, le condizioni di trasporto e di svolgimento del servizio, ivi compresa la fissazione del numero massimo di licenze che ciascun comune può rilasciare proporzionalmente al bacino di utenza aeroportuale. Nel caso di mancata intesa tra i comuni, provvede il presidente della regione, sentita la commissione consultiva regionale di cui all'articolo 4 della legge 15 gennaio 1992, n. 21.

Probabilmente se questa legge nazionale fosse applicata come altrove, la vicenda  si risolverebbe, poiché come si evince dal testo normativo, sarebbero autorizzati ad effettuare servizio "di piazza" in aeroporto i titolari di licenze dei comuni capoluogo di regione e di provincia, nonché dei comuni sul cui territorio è sito l'aeroporto; quindi in Abruzzo non solo quelli di Chieti e di Pescara, ma anche quelli di Teramo, di L'Aquila e di San Giovanni Teatino, in proporzione al proprio bacino di utenza aeroportuale; ma da noi non si è trovata l'intesa fra i Comuni come affermato da Antonio Viola, Assessore ai Trasporti del Comune di Chieti a causa delle resistenze del Comune di Pescara che tramite il suo Vice Sindaco, Assessore ai Trasporti Berardino Fiorilli, ci ha negato l'intervista tergiversando, forse perché non vuole mettersi contro i propri tassisti. In ultima istanza sarebbe la regione a dover dirimere la controversia con una sua decisione.

Tra l'altro, in questi giorni i tassisti pescaresi sono scesi in piazza con un sit-in di protesta davanti al Comune di Pescara, intenzionati a non cedere a nessun compromesso, continuando a  voler negare in ogni modo ai tassisti teatini di fare servizio "di piazza" in aeroporto; a tal proposito sentiamo quali sono le ragioni del loro stato di agitazione dalle parole del loro rappresentante Antonio Abagnale: 

INTERVISTA AL RAPPRESENTANTE DEI TASSISTI PESCARESI ANTONIO ABAGNALE
I tassisti teatini, dal canto loro, rappresentati dal Presidente di Confartigianato Taxi, Luigi Colalongo, si difendono, affermando che la legge nazionale 422/97 art.14 comma 8 e le  ordinanze dell'E.N.A.C. (Ente Nazionale Aviazione Civile) permettono loro di poter lavorare liberamente nell'Aeroporto d'Abruzzo.Così proprio per spiegare le proprie ragioni, i tassisti teatini ci hanno chiamato per fare una intervista "simbolicamente" proprio dentro l'aeroporto. Durante l' intervista appare il super eroe Italy Man, l'uomo misterioso di Chieti mascherato che difende la città di Chieti ed i suoi cittadini dalle ingiustizie, "invocato" dai tassisti teatini in loro "difesa". Il rappresentante dei tassisti teatini denuncia degli atti vandalici che sarebbero stati fatti da alcuni colleghi pescaresi ai danni delle loro macchine e chiede l'intervento della regione affinché si risolva questa vicenda con una regolamentazione dell'accesso.  .


IL SUPER EROE "ITALY MAN IN DIFESA DEI TASSISTI TEATINI


A questo punto,dato che legge alla mano l'ultima parola spetterebbe alla Regione Abruzzo ed in particolare al suo presidente siamo andati alla sede del Consiglio Regionale, all'Emiciclo a L'Aquila ad intervistare l'Assessore Regionale ai Trasporti, l'Avvocato Giandonato Morra che auspica che alla fine si trovi un accordo fra il Comune di Chieti  e di Pescara, rimandando ogni decisione definitiva al Governatore Regionale Giovanni Chiodi.


L'ASSESSORE REGIONALE GIANDONATO MORRA SULLA VICENDA DELL'ACCESSO DEI TASSISTI ALL'AEROPORTO D'ABRUZZO.


Sentito l'Assessore Morra, chiamato in causa, abbiamo chiesto una intervista al Governatore Gianni Chiodi che dopo aver tergiversato diversi giorni ci ha negato una sua risposta, forse non volendosi esporre così direttamente sulla questione secondo voci maligne di corridoio per possibili ragioni elettoralistiche dato l'avvicinamento delle elezioni regionali.

FATTO STA CHE QUESTA E' UNA VICENDA MOLTO SPINOSA CHE METTE IN GIOCO NON SOLO IL LAVORO DEI TASSISTI, MA ANCHE IL SERVIZIO OFFERTO AGLI UTENTI LA CUI QUALITA' A LUNGO ANDARE NE STA RISENTENDO COME DIMOSTRANO ANCHE LE LAMENTELE DEI CLIENTI PERVENUTE ALLE COMPAGNIE DEI TASSISTI ED AI COMUNI. DI CERTO, LA REGIONE ABRUZZO ANCORA UNA VOLTA NON DA UNA BELLA IMMAGINE DI SE' IN ITALIA. SE L'AEROPORTO E' REGIONALE E NON DI UNA SOLA CITTA' E GIUSTO CHE IL PRESIDENTE CHIODI, COME STABILISCE LA LEGGE, SI ESPRIMA SU QUESTA VICENDA E METTA FINE A QUESTA GUERRA "INFINITA" TRA I TASSISTI DI CHIETI E DI PESCARA, POICHE' NESSUNO GIOCO DI "CAMPANILE", NE CALCOLO "ELETTORALE" POSSONO METTERE IN SECONDO PIANO IL DIRITTO AL LAVORO E LA QUALITA' DEL SERVIZIO OFFERTO. SE INVECE LA REGIONE PENSA CHE L'AEROPORTO SIA DI COMPETENZA SOLO DEI TASSISTI PESCARESI ED EVENTUALMENTE DI SAN GIOVANNI TEATINO, CHE LO DICA APERTAMENTE. LA POLITICA è CHIAMATA A PRENDERE DELLE DECISIONI, ESISTE PER QUESTO MOTIVO: NON CI SI PUO' LAVARE LE MANI COME "PONZIO PILATO" ALTRIMENTI SARA' IL CAOS PIU' TOTALE COME IN UNA GIUNGLA.







martedì 28 maggio 2013

STRANE CREPE NELLA SCUOLA MATERNA DI VIA SALINE A BRECCIAROLA RECENTEMENTE RIAPERTA

In questi giorni stiamo facendo dei servizi sugli immobili sedi di scuole pubbliche fino all'aprile del 2009, dichiarati inagibili e mai più riapertialmeno fino ad oggi,  a seguito del terremoto abruzzese. Abbiamo già parlato dello stabile dove c'era la  Scuola Media "F.Vicentini" in Via Ferri, della sede  della Scuola Primaria "Cesarii" in Via Paulucci e dello storico palazzo della Scuola  Primaria "Nolli" in Piazza De Laurentiis, dietro la Questura e la Prefettura di Chieti. 
Oggi, invece, tratteremo della situazione della scuola Materna di Via Saline in Contrada Brecciarola di Chieti (vicino al "Casone"), recentemente riaperta dopo il terremoto, ma con strane crepe ancora presenti sulle mura della struttura. 
Brevemente la storia raccontata da alcuni genitori dei bambini che frequentano la scuola che hanno chiesto il nostro intervento: nell'Aprile del 2009, la scuola materna di Via Saline viene dichiarata inagibile a seguito degli eventi sismici di quel periodo e trasferita alle "Antonelli" a Chieti Scalo; successivamente, la suddetta scuola viene trasferita a Casalincontrada dove rimane fino all'anno scorso; ad inizio di quest'anno scolastico la scuola  ritorna finalmente nella sua sede originaria di Brecciarola  che, dopo i lavori di cui necessitava per essere messa in sicurezza,  è stata riaperta anche se la struttura presenta ancora evidenti crepe sulle mura  come si evince dal video che abbiamo girato lungo il perimetro esterno della scuola. Durante il video, invocato con la parola d'ordine "Censorino Teatino" è apparso anche il famoso super eroe Italyman, venuto anche a Brecciarola per difendere da eventuali pericoli i bambini ed i lavoratori della scuola, che ha chiesto l'intervento del Comune di Chieti affinché faccia delle verifiche sulle crepe presenti sui muri, magari quest'estate che la scuola è chiusa. Pertanto, vediamoci ora il video che documenta lo stato dei luoghi.


sabato 25 maggio 2013

VIA PIAGGIO "FORMAGGIO A GROVIERA": DI CHI E' LA COMPETENZA DELLA MANUTENZIONE?

AL SINDACO DI CHIETI
ALL'ASSESSORE AI LAVORI PUBBLICI
AL CONSORZIO PER LO SVILUPPO INDUSTRIALE DELLA VAL PESCARA

Oggetto: Via Piaggio "formaggio a  Groviera": di chi è la competenza della manutenzione? 



Il manto stradale di Via Piaggio, l'arteria stradale della zona industriale della parte bassa della città di Chieti parallela a Viale Abruzzo e Viale Benedetto Croce dove c'è il cuore dell'insediamento industriale della Val Pescara, oggi in declino sia a causa delle diverse scelte programmatiche di sviluppo regionale, sia a causa della crisi del settore secondario in Italia, è attualmente in pessime condizioni, pieno di buche che mettono a dura prova le sospensioni, gli ammortizzatori e le gomme degli autoveicoli, a tal punto che sembra un formaggio a "groviera".  
Questa situazione si trascina ormai da anni senza che sia stato posto rimedio da chi di dovere. A tal proposito, diverse volte i cittadini hanno richiesto l'intervento delle autorità comunali affinché rifacessero il manto stradale, segnalando diverse criticità come ad esempio quella  di una buca particolarmente insidiosa per la profondità in corrispondenza della curva che dalla rotatoria della "Rodrigo" immette in Via Penne. Ma, in realtà, tutto il manto stradale della strada è fortemente deteriorato con buche veramente brutte come si evince dalla documentazione fotografica allegata.
Ma, nonostante le ripetute segnalazioni, nulla è stato fatto per risolvere il problema e molti si chiedono se la competenza della manutenzione della strada sia del Comune di Chieti o del Consorzio per lo sviluppo Industriale della Val Pescara.
Pertanto, si chiede a chi di dovere di intervenire per quanto di competenza, affinché sia rifatto il manto stradale di Via Piaggio, cuore teatino della zona commerciale - industriale della Val Pescara. Nel caso in cui la competenza fosse del Consorzio per lo sviluppo industriale, si chiede comunque al Sindaco di Chieti di sollecitarne l'intervento, anche perché oltretutto proprio dalla riqualificazione della suddetta area passa gran parte del futuro sviluppo della città e un manto stradale in pessime condizioni non è certo un buon biglietto da visita per chi volesse investire nella zona. 









venerdì 17 maggio 2013

LE SCUOLE CHIUSE A CHIETI: CESARII IN VIA "PAULUCCI" E LE NOLLI IN PIAZZA "DE LAURENTIIS"

Nei giorni scorsi abbiamo chiesto all'amministrazione comunale delle delucidazioni inerenti la Scuola Media "F.Vicentini" in Via Ferri che è chiusa dal sisma aquilano del 2009 e, che, secondo quanto risposto dall'amministrazione, ci vogliono troppi soldi per rimetterla a norma, perciò marcisce desolatamente triste e vuota, ormai da oltre quattro anni, in una zona che con la chiusura anche della Caserma "Berardi" sembra diventata una strada fantasma. 

Oggi, invece, ci occuperemo di altre due strutture scolastiche che sono chiuse da anni  probabilmente per essere messe a norma e che  non sono state ancora riaperte:

  •  La scuola primaria "Cesarii" in Via "Paulucci" nei pressi dell'Istituto Tecnico "F.Galliani"


Questa scuola è stata oggetto ripetutamente di atti vandalici con furti e devastazioni che in particolare avrebbero interessato locali come  la palestra e la segreteria dove c'era l'archivio dei documenti. Secondo quanto si evince dal cartellone di cantiere, sarebbero in corso dal settembre 2011 dei lavori di "Ristrutturazione impiantistica" per un importo di 550.000 euro, lavori eseguiti dalla ditta "De Cesare Ulrico Srl" che dovevano essere ultimati entro marzo 2012, ma, che, a quanto pare, non sarebbero ancora finiti dato che la scuola non è stata ancora riaperta . 

Pertanto, si chiede all'Assessore ai Lavori Pubblici, cosa bisogna ancora ultimare affinché la scuola "Cesarii" in Via "Paulucci" venga riaperta? Quando riaprirà la suddetta scuola vicino l'Istituto Tecnico "F.Galliani"?

  •  La scuola primaria "Nolli" in Piazza "De Laurentiis" dietro la Prefettura e la Questura.


 Il tricolore italiano sgualcito e scolorito sulla finestra della scuola "Nolli", è un po' il simbolo del nostro Paese prostrato dai debiti, dove tutto va in rovina nell'incuria.

Anche questa storica scuola di Chieti è chiusa da anni e non è più stata riaperta. Attualmente è desolatamente vuota, abbandonata alla mercé dei teppisti e dei vandali che hanno imbrattato di scritte il pozzo davanti la scuola e hanno bruciato il portone d'ingresso. Ci sono ancora le decorazioni dei bambini alle finestre e la bandiera italiana che sta sugli edifici pubblici, come se il tempo si fosse fermato in quello sciagurato giorno in cui la scuola è stata chiusa. Ora l'area si presenta in uno stato desolante e degradante.
Secondo quanto ci è stato riferito, anche questa scuola  è stata oggetto di atti vandalici che hanno interessato i locali interni. In base alle informazioni avute pare che i teppisti siano penetrati da delle porti laterali a vetro non chiuse bene, difese solo da un cancelletto facilmente valicabile. I danni che sarebbero stati fatti alla struttura pare che non sono ancora stati quantificati esattamente, anche perché i locali sono purtroppo abbandonati. Infine, corre voce che Piazza "De Laurentiis", dietro Piazza "Umberto I" dove sta la Questura e la Prefettura, sia un'altra area della città soggetta allo spaccio di droga. Cosa che se confermata sarebbe proprio inconcepibile dato che si trova in pieno centro storico dietro i palazzi delle autorità governative e giudiziarie.

Pertanto, si chiede alle autorità comunali di riferire su quando e se riapriranno le scuole "Nolli" in Piazza De Laurentiis" e su cosa intende fare il Comune di Chieti di questa struttura. Inoltre, si chiede al Prefetto di Chieti di intensificare i controlli su Piazza "De Laurentiis" affinché eventuali strani movimenti di cui corre voce, non si verifichino più.

La foto documenta le scritte sul pozzo davanti la scuola



Il portone d'ingresso della scuola bruciato dai vandali e ancora scritte presenti sui muri dell'androne delle "Nolli" in Piazza De Laurentiis


 Le porte a vetro da cui sarebbero entrati i vandali, semplicemente aprendole
Il cancello che avrebbero scavalcato i vandali per le loro scorrerie

Piazza "De Laurentiis", l'area dove si svolgerebbe il traffico di sostanze stupefacenti





mercoledì 15 maggio 2013

RICOLLOCARE I SAMPIETRINI DIVELTI DAL MANTO STRADALE DAVANTI L'ISTITUTO TECNICO "F.GALLIANI" IN VIA U.RICCI IN LOCALITA' BORGO MARFISI

Per quanto riguarda la segnalazione alle autorità comunali di ciò che non va in città, degli interventi da eseguire, mal eseguiti e fermi, oggi ci occuperemo della presenza di sampietrini sollevati dal manto stradale e mai riposizionati davanti l'Istituto Tecnico "F.Galliani" di Chieti in Via U.Ricci in località Borgo Marfisi.
Sono ormai diversi anni che sono stati eseguiti dei lavori di riparazione di una condotta difettosa davanti l'Istituto Tecnico "F.Galliani" di Chieti in  località Borgo Marfisi. Per effettuare i suddetti lavori hanno dovuto sollevare i sampietrini dal manto stradale. Non ci sarebbe nulla di strano se, non si sa per quale ragione, forse per la non curanza, forse per distrazione, forse per qualsiasi altro motivo, le pietre non sono mai state riposizionate al loro posto, ma  fanno "brutta mostra" ammucchiate a casaccio; al posto dei sampietrini c'è il manto stradale sbrecciato che oltre a danneggiare l'estetica di uno degli angoli più suggestivi sul belvedere dietro la Villa Comunale di Chieti, tra l'altro restaurato meno di dieci anni fa, potrebbe essere pericoloso anche per l'incolumità dei passanti, considerato che centinaia di studenti percorrono quella strada ogni giorno e malauguratamente qualcuno potrebbe anche cadere.
Anche da queste piccole cose si vede la cura per la città e l'amore per il suo patrimonio storico, artistico, architettonico e urbano; pertanto si chiede all'Assessore ai Lavori pubblici e all'Ufficio Tecnico del Comune di Chieti di intervenire per quanto di propria competenza affinché vengano rimessi i sampietrini divelti dal manto stradale. A tal proposito, vorrei sapere anche cosa ne pensa la dirigente scolastica dell'Istituto "Galliani - De Sterlich" di questa situazione.