venerdì 6 dicembre 2013

CHE IMPATTO AMBIENTALE AVRANNO I RIFIUTI DEL FIUME SULL'ECOSISTEMA DELLA VAL PESCARA?

Come abbiamo più volte documentato e denunciato con i nostri servizi, la Val Pescara, lungo il fiume è sparsa da decine e decine di siti inquinati con discariche abusive con rifiuti di ogni sorta  e tipo alcuni anche pericolosi per la salute umana. Inoltre, nelle acque del Fiume Aterno - Pescara vengono scaricati direttamente gli scarichi delle reti fognarie non solo delle abitazioni ma, sopratutto di industrie che producono anche scarti tossici.

In questi giorni c'è stata l'alluvione e il fiume ha rotto gli argini e, come si vede dalle immagini che ci ha mandato il nostro lettore Andrea Pompilio, molti rifiuti dal fiume si sono riversati nelle zone alluvionate anche abitate.

Pertanto, in molti ora si chiedono, come avevamo fatto anche noi nei giorni in cui abbiamo documentato l'alluvione: che impatto ambientale avranno i rifiuti del fiume sull'ecosistema della Val Pescara?




martedì 3 dicembre 2013

RIPENSARE IL MODO DI CONCEPIRE LO SVILUPPO DELL'ABRUZZO

In questi giorni l'incontro di area fredda polare proveniente dall'artico e di correnti più calde - umidi provenienti dall'Atlantico hanno causato l'arrivo della tempesta "Nettuno" sulla Penisola italiana, che è stata una vera e propria calamità per l'Abruzzo e ancora si riesce a fare una stima precisa dei danni. Il territorio abruzzese, dopo essere stato la scorsa settimana colpito dalla neve sui rilievi montani e collinari, in questi giorni ha avuto un vero e proprio nubifragio che ha allagato la costa. I fiumi, ingrossati a monte dallo scioglimenti delle nevi con una pioggia continua, fortissima ed ininterrotta per tre giorni hanno tracimato, rompendo gli argini,allagando le infrastrutture e i centri abitati che si trovavano in prossimità. Le valli dei fiumi Alento e Pescara sono state completamente inondate e centri come Pescara, Montesilvano, Francavilla che si trovano in prossimità delle foci sono finiti in certi punti sotto oltre un metro di acqua. Intere famiglie rovinate e centinaia di milioni di danni. L'acqua si è canalizzata fra le strade con palazzi costruiti probabilmente frettolosamente, senza idonee misure di sicurezza, tutti addossati con fogne inadeguate.Città paralizzate con uffici fermi per causa di forza maggiore e scuole che oggi sulla costa saranno chiuse con ordinanza sindacale. Anche un morto, una signora di 57 anni che è annegata passando con la macchina sotto un sottopasso inondato fra Sambuceto (Ch) e Pescara. A Chieti, problemi allo Scalo per il Centro Commerciale Megalò che è stato evacuato per ragioni di sicurezza poiché il fiume è arrivato a pochi metri e con l'annunciata apertura delle dighe di Bussi e di Penne si rischia che il Centro Commerciale venga inondato dall'acqua. Anche la fondovalle Alento non se la passa meglio, ieri il fiume Alento aveva tracimato e sommerso i ponti, interrompendo i collegamenti. Chieti Alta, Atri, Penne e altri centri collinari, invece,sono scampati alla furia delle acque, poiché costruiti con criteri e in epoche antiche in cui ci si difendeva non solo dai nemici, ma anche dalla furia della natura. Di certo ora andranno ripensati il modo ed i criteri che sono stati utilizzati per costruire negli ultimi sessant'anni almeno. Ora con la tragedia e un morto in casa ci si chiede: Perché sono state costruite infrastrutture industriali e impianti e centri commerciali come il Megalò in zone con forte pericolo di inondazione? Perché centri costieri come Pescara e Montesilvano ,si sono sviluppati così tanto con la speculazione edilizia in siti acquitrinosi dove probabilmente non c'era l'idoneità alla costruzione? Di chi è la responsabilità di tutto questo? Che effetti avranno sull'ecosistema le sostanze inquinanti diffuse in varie discariche abusive nella Val Pescara? Il business sfrenato senza limiti e la fiducia illimitata per il progresso tecnico e per le capacità dell'uomo hanno già causato immani tragedie in nome del Capitalismo: guerre globali, inquinamento delle falde acquifere e dell'aria che si surriscalda sciogliendo i ghiacci perenni, sviluppo di cancro e di mutazioni genetiche fra la popolazione a causa di sostanze altamente tossiche lasciate libere nell'ambiente, ma questo dramma tutto abruzzese poteva evitarsi se non avessimo avuto una classe dirigente politico - imprenditoriale che ha svenduto la nostra terra "forte" e "gentile" facendola colonizzare da speculatori finanziari senza scrupoli. Dopo il terremoto de L'Aquila, il nubifragio di Pescara. La storia si ripete e la politica regionale continua a penalizzare centri come Chieti e Teramo, di antica tradizione e antica urbanizzazione che per la loro posizione geografica, in realtà, sono un'isola felice, lontano dai pericoli e intanto abbiamo le sedi della regione in due città di nuova creazione come L'Aquila e Pescara che non sono forse idonee ad ospitarli, l'una perché sorge su una faglia altamente sismica, l'altra perché sorge su un terreno acquitrinoso vicino la foce di un fiume. Uno dei fallimenti della politica abruzzese è per esempio proprio aver favorito lo spostamento verso la costa di importanti uffici e attività economiche, sottraendoli a centri come Chieti ( ma anche Teramo) che storicamente hanno avuto non a caso questo ruolo, bollando con una mentalità ultra provinciale che fa paura tutto ciò che mirava alla tutela della identità dei popoli aprutini. In altre regioni del centro Italia come l'Umbria e le Marche questo non avviene, anzi, proprio la conservazione e la valorizzazione delle risorse naturali e culturali rappresenta il punto di forza dell'economia. L'Abruzzo è rimasto indietro e in questo si è dimostrato una regione ancora ancorata al Mezzogiorno meno sviluppato. Dobbiamo pertanto metterci una mano sulla coscienza e ripensare uno sviluppo più sostenibile per il nostro territorio. Gustatevi ora questo simpatico video con il nostro super eroe Italyman in ronda per difendere la città dall'alluvione.


VIDEO SULL'ALLUVIONE IN ABRUZZO

lunedì 2 dicembre 2013

TEATE DOMINA DALL'ALTO LA VAL PESCARA ALLAGATA DA MONTESILVANO AL MEGALO'




Teate Marrucinorum

Anche una donna morta a Pescara in un sottopassaggio allagato dalla furia delle acque. Una vera calamità naturale quella che sta patendo in queste ore l'Abruzzo a causa dell'incontro di area fredda artica con area più caldo - umida proveniente dall'Atlantico che dopo aver provocato cospicue nevicate sui monti e sulle colline la scorsa settimana, ha esordito questo lunedì con un nubifragio che ha causato lo straripamento dei Fiumi Alento e Aterno - Pescara che hanno inondato la vallata. A peggiorare la situazione anche la precauzionale apertura delle dighe di Penne e di Bussi. 
Questa è sicuramente la risposta della natura alla speculazione edilizia, all'industrializzazione selvaggia che sta surriscaldando l'ambiente rischiando addirittura di far estinguere le nevi perenni del ghiacciaio del Calderone sulle vette del Gran Sasso d'Italia, all'inquinamento dei siti, tutte problematiche  legate al business a tutti i costi che ha portato a costruire e a installare impianti anche in zone non idonee come gran parte della vallata del fiume che solo dal secondo dopoguerra è stata bonificata dalle paludi e se prima non era edificata o edificabile un motivo ci sarà.
Pescara, Montesilvano,Francavilla, Sambuceto, Villa Raspa di Spoltore sono completamente allagate con l'acqua che addirittura in certe zone ha superato il metro d'altezza. Proprio per questo domani saranno chiuse in queste città anche le scuole e oggi molte persone non sono potute andare a lavorare. A Francavilla al Mare è franato anche il canile - rifugio con centinaia di amici a quattro zampe da spostare in altre strutture.
A Chieti a causa dell'allagamento della Val Pescara e della Fondovalle Alento, interrotti molti collegamenti con altri centri. Evacuato per precauzione anche il Centro Commerciale Megalò con l'acqua che è arrivata a pochi metri dalla struttura commerciale più grande d'Abruzzo, invadendo il Parco Fluviale e il parcheggio più esterno dell'area. Noi ci siamo intrufolati dentro a piedi e abbiamo potuto riprendere la situazione del Centro Commerciale.
A tal proposito, appare doveroso chiedersi:  che effetti devastanti avranno sull'ecosistema le sostanze tossiche che in questi anni sono state scaricate nei fiumi e nella vallata in decine e decine di discariche abusive? Cosa faranno ora coloro che hanno avuto gli impianti, i beni materiali e le abitazioni danneggiate dall'acqua? Cosa dire ora a questa famiglia che ha perso per un tragico incidente un proprio caro a causa della stupidità umana ?
  Come si giustificherà questa volta la classe dirigente politico - imprenditoriale che in nome di uno sfrenato progresso, ha trattato l'Abruzzo come una terra solo da colonizzare e sfruttare, attentando seriamente all'integrità del nostro patrimonio naturale,artistico e storico, diffondendo ad arte una mentalità ultra provinciale tesa a dipingere la tutela dell'identità delle varie realtà  e identità abruzzesi come qualcosa di retrogrado e meramente campanilistico. 
Noi, intanto cerchiamo di alleviare il dolore e l'amarezza ammirando la foto di Chieti, con cui abbiamo aperto questa pagina, l'antica Teate del Pelide Achille, risparmiata dalla furia della natura per la sua posizione geografica, il cui campanile di S.Giustino domina dall'alto le vallate del Pescara e dell'Alento. La città degli avi e degli antichi eroi achei e maruccini che da lassù sembrano guardarci solennemente con gli occhi di chi ne ha viste tante, conservando la memoria storica della gente d'Abruzzo veramente "forte" e "gentile".

 L'acqua nell'area più esterna del Megalò dove doveva sorgere il Parco Fluviale altra incompiuta.
 Il Centro Commerciale Megalò  desolatamente abbandonato
Pescara: ecco a che livello è arrivata l'acqua

STRARIPAMENTO FIUMI: ALLAGATE LA FONDOVALLE ALENTO E LA VAL PESCARA




Sembra che la natura si sia ribellata contro l'uomo e la terra d'Abruzzo, una volta "forte" e "gentile", oggi meno, preda delle ecomafie e degli speculatori edilizi che stanno allargando i loro "tentacoli" su questo angolo di "paradiso terrestre" in certe parti ancora pressoché incontaminato.
 Tutto ciò, forse perché "madre natura" stanca dei selvaggi disboscamenti dovuti all'edilizia selvaggia anche in aree non idonee a costruire, dell'inquinamento delle acque a causa di agenti chimici e dell'inquinamento atmosferico che ha fatto surriscaldare l'area a deciso di presentare il suo salato conto; così, dopo l'inconsueta nevicata novembrina di alcuni giorni fa, probabile preludio di un inverno che dovrebbe essere il più freddo degli ultimi cento anni,  nel fine settimana appena trascorso, un vero e proprio nubifragio si è abbattuto sulla costa abruzzese ed in particolare nella conurbazione Chieti - Pescara, provocando lo straripamento dei fiumi Alento e Pescara con conseguente allagamento della Val Pescara e della Fondovalle Alento.
La copiosa acqua caduta dal cielo ha causato seri problemi alla costa dove centri urbani come Pescara, Montesilvano, Francavilla, Spoltore, Silvi e Pineto sono paralizzati perché completamente allagati, mentre i centri collinari come  Chieti, Atri,  Penne, Bucchianico, Ripa, Torrevecchia sono al sicuro dalla forza dell'acqua ma a possibile rischio frane a causa della terra allentata prima dalla neve e ora dalla pioggia.
A tal proposito, questa mattina,  i nostri intrepidi reporter, anche a rischio della propria incolumità, si sono avvicinati ai fiumi Pescara e Alento e hanno documentato con un set fotografico lo stato delle acque fluviali che continuano pericolosamente  a salire.
In particolare, abbiamo immortalato con immagini che si commentano da sole la situazione della Fondovalle Alento, dove il fiume ha inondato il ponte ( sotto Via Fieramosca e il Cimitero di Sant'Anna per intenderci) che collega Chieti con il bivio di Villamagna, Francavilla e Bucchianico, rendendo impossibile il transito; e la situazione della Val Pescara,al confine fra Chieti e Villareaia di Cepagatti dove il fume Aterno ha straripato, andando a minacciare finanche alcune infrastrutture e impianti come il distributore di gas e metano vicino al Parco Fluviale di cui abbiamo intervistato il gestore:
 "Per ora il distributore è al sicuro - ci ha detto il titolare - ma se l'acqua salirà ancora un metro potrebbe toccare la centralina elettrica. Il problema serio - ha proseguito il titolare del distributore - è sapere quando potremo tornare a lavorare, perché se anche l'acqua si ritirerà, saremo invasi dai detriti e dal fango. Fortunatamente siamo assicurati". 
I danni del nubifragio alle infrastrutture non sono ancora quantificati, ma si spera ora che smetta di cadere acqua dal cielo,intanto i tecnici, i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile sono a lavoro affinché non tracimino le dighe di Bussi e di Penne, altrimenti il disastro potrebbe essere molto più grave. 
Le autorità, per ragioni di sicurezza, chiedono ai cittadini di non spostarsi nelle aree colpite dalle inondazioni se non strettamente necessario.
Notizia dell'ultimo minuto: pare che si stiano portando avanti procedure di evaquazione anche del Centro Commerciale Megalò per motivi di sicurezza.

FONDOVALLE ALENTO

Via Alento, raggiungibile da Via Fieramosca (sotto il Cimitero di Sant'Anna per intenderci), allagata con le acque del fiume che hanno invaso il ponte che collega Chieti con il bivio di Villamagna, Bucchianico e Francavilla.  


I nostri reporter sono riusciti a guadare il Fiume Alento entrando quasi nel territorio di Ripa Teatina, dove abbiamo trovato questo segnale di Divieto di Accesso nei pressi del cartello pubblicitario di un noto mobilificio.

VAL PESCARA

Passando il Centro Commerciale Megalò, siamo stati nei pressi del Parco Fluviale, al confine fra Chieti e Villareia di Cepagatti, dove, come si evince dalle immagini le acque del fiume hanno invaso alcuni impianti e infrastrutture presenti nella vallata come  il distributore di gas e di metano nella foto qui sotto che rischia di essere sommerso dall'acqua e dai detriti del fiume Aterno.





PARCO FLUVIALE MEGALO' ALLAGATO CON RISCHIO SGOMBERO
DEL CENTRO COMMERCIALE

mercoledì 27 novembre 2013

ISOLATE FINO A STAMATTINA LE FRAZIONI DI CHIETI A CAUSA DELLA NEVE

Quest'anno il piano neve del Comune di Chieti ha funzionato almeno per quanto riguarda le arterie principali che sono state liberate pressoché subito e su cui è stata garantita la viabilità,ma situazione ben diversa nelle frazioni più popolose di Chieti Alta,dove la viabilità è ancora  per certi versi critica e solo in queste ore, che non scende più la neve, sta lentamente migliorando.
A tal proposito, abbiamo ricevuto segnalazioni da diversi quartieri della città dove i nostri reporter, anche a rischio della loro incolumità, sono andati a fare dei sopralluoghi nelle zone innevate più critiche con un servizio fotografico per documentare lo stato dei luoghi dopo la nevicata di questi giorni che ha toccato sopratutto la zona alta di Chieti.
In particolare siamo andati a fare sopralluoghi al Levante, Tricalle, Filippone, Femminella, Santa Barbara, Viale Gran Sasso, Madonna della Misericordia e Madonna della Misericordia e Viale Europa dove abbiamo potuto constatare la presenza di diverse situazioni critiche: quartieri parzialmente isolati  e circolazione critica con strade piene di neve e ghiaccio, alberi caduti per strada, auto abbandonate ai margini che restringevano ancora di più la carreggiata già ristretta dai cumuli di neve, difficoltosa circolazione per gli autobus  e per i mezzi di soccorso come le ambulanze.
Tra l'altro, proprio stamattina,il nostro reporter Cristiano Vignali, che, ha fiannche istituito un servizio di pronto intervento per la pulizia della neve e per i trasporti su neve, ha dovuto soccorrere in via Nicola da Guardiagrele una ambulanza che non poteva caricare un malato poiché la neve accumulata dallo spazzaneve aveva ostruito l'accesso dell'abitazione dell'anziano che doveva essere trasportato in ospedale con blocco di tutta la circolazione per alcuni lunghi minuti. 
Grave situazione di viabilità a Filippone dove tutte le strade laterali sono bloccate dalla neve e dove Via S.Camillo de Lellis, già con una viabilità critica in condizioni normali, è rimasta paralizzata dal traffico per molto tempo a causa delle macchine parcheggiate ai lati della strada che ostruivano il passaggio degli autobus.

Comunque, situazioni critiche in ogni quartiere della città e che andremo ad analizzare singolarmente una per una:



ZONA LEVANTE

Difficoltà ad uscire dal quartiere per le macchine e per il passaggio del bus n.7. Molte aree solo nelle ultime ore sono state toccate dagli spazzaneve e molti cittadini si sono dovuti arrangiare come potevano per liberare le macchine e gli ingressi dei palazzi, molti dei quali, ricadendo su proprietà private sono ancora bloccati.

Ecco come stamattina era innevata  e ghiacciata la rotatoria del Centro "Levante" dove passa ogni giorni l'autobus n.7


Ecco in zona Levante Via Cilea dove tutti gli ingressi dei palazzi sono in queste condizioni, come in tutte le altre strade del centro residenziale (sopra)

Ecco in zona Levante Via Maiano questa mattina verso mezzogiorno: una lastra di ghiaccio (a lato)


TRICALLE
Le palazzine hanno tutti gli accessi bloccati dalla neve che rende difficoltoso il transito.



La discesa della Madonna delle Grazie il cui transito è vietato in discesa a causa del ghiaccio
Sopra  parcheggio dietro la caserma della Polizia Stradale con le macchine sommerse dalla neve in Via dei Frentani

Strade bloccata dal ghiaccio in Via dei Pentri, Via Silio Italico e Via Strabone in zona Tricalle


Piazzale del Tricalle davanti la Chiesa di S.Francesco, oggi si presentava così.

FILIPPONE
Come abbiamo già detto la situazione in Via S.Camillo de Lellis è veramente critica con lunghe code a causa delle macchine parcheggiate ai lati della strada, la cui carreggiata si è ridotta ancora di più con i cumuli di neve ai lati. Situazione al limite in Via Agostini, Via Grifone, Via Mucci e Via Natale, entrate laterali di Via De Lellis, dove solo il lavoro dei cittadini spalatori ha evitato l'isolamento totale. Lastre di ghiaccio ovunque.


 Ingresso di Via S.Camillo de Lellis a Filippone
 Cumuli ai lati di Via S.Camillo de Lellis
 Via Mucci

 Via Natale a Filippone
 Via Agostini a Filippone
 Via Grifone a Filippone
 Ingorgo in Via S.Camillo De Lellis

Via Eugenio Bruno

THEATE CENTER IN LOCALITA' FEMMINELLA
Il Theate Center sede dell'Inps, dell'Ispettorato del lavoro e di tanti altri uffici tra cui la sede provvisoria della Biblioteca Provinciale "De Meis" e dell'Alleanza Assicurazioni, oggi era pressoché impraticabile con i parcheggi occupati dalle macchine sommersa dalla neve e ghiaccio ovunque che rendevano difficoltoso il passaggio.




SANTA BARBARA
Questa mattina la Via di Santa Barbara era ancora coperta da una poltiglia di neve e dal ghiaccio e solo i cittadini con le pale stavano cercando di liberare le macchine per tentare di uscire.








VIALE GRAN SASSO
Nella zona di Viale Gran Sasso, che è  una delle più aperte e ventilate di Chieti, quindi più esposta agli agenti atmosferici, sono caduti molti alberi che riducono ulteriormente la carreggiata stradale con le macchine che questa mattina erano costrette a passare a fasi alterne.


Alberi che ostruiscono Viale Gran Sasso con viabilità a fasi alterne



MADONNA DELLA MISERICORDIA e MADONNA DEGLI ANGELI

In Via dei Platani in località Madonna della Misericordia, vicino l'asilo e la sede comunale dell'acquedotto e del settore ecologia e ambiente c'è una situazione incredibile: addirittura, qui praticamente sembra che non ricordano più nemmeno come sia fatto uno spazzaneve, con immagini che si commentano da sole. Anche Piazza Mons.Venturi davanti la Chiesa degli Angeli è impraticabile.

Piazza Mons.Venturi a Madonna delle Grazie, con macchine sommerse dalla neve e parcheggio inutilizzabile

 Via dei Platani





VIALE EUROPA e VIA DELLA LIBERAZIONE


Ghiaccio in Via della Liberazione e neve che blocca le macchine ai lati di Viale Europa con accessi laterali intasati.


Via della liberazione (sopra)

Viale Europa