venerdì 7 novembre 2014

MOSTRA DEDICATA ALL'ICONOGRAFIA DI S. MICHELE ARCANGELO A ORTONA




Le "Donne dell'Angelo", l'8 novembre alle ore 16.00 presso il Palazzo Corvo di Ortona, inaugurano la mostra dedicata all'iconografia dell'Arcangelo San Michele con una presenza di opere in vari stili e realizzate con tecniche disparate,ispirate all'icona dell'Arcangelo, la cui devozione è molto sentita in Abruzzo specialmente nelle vie della Transumanza. Questo percorso artistico itinerante,tutto al femminile, è stato già presentato a Boville Ernica(Fr) e a Chieti presso il Museo Barbella.
 La mostra ,curata dalle prof.sse Liberata Mizzoni e Angela Rossi e dal critico d'arte Massimo Pasqualone con la Direzione artistica della pittrice Gabriella Cellini, in collaborazione con il rappresentante dell'Amministrazione del Comune di Ortona,Prof.Patrizio Marino, resterà aperta fino al 18 novembre. L'inaugurazione prevede la conferenza della prof.ssa Angela Rossi, che esaminerà la figura di San Michele nel mondo antico e in particolare il passaggio dal culto di Ercole a quello dell'Arcangelo, legato alle vie dei tratturi e alle grotte,rifugio dei pastori e l'intervento dell'attrice Sara Iannetti,che reciterà preghiere in onore di San Michele.
Espongono le artiste:Barbara Arnone, Carla Cerbaso, Concetta Daidone, Dora Fabiano, Francesca Romana Genovesi, Gabriella Cellini, Giuseppina Narducci, Giulia Evangelisti, Liberata Mizzoni, Lucilla Luciani, Luisa Balzano, Paola Spaventa, Roberta Papponetti, Stefania Luciani.



giovedì 6 novembre 2014

UN'ARTISTA TEATINO PER RIPRODURRE LE TELE RUBATE A SANT'AGATA

L'omelia di Mons. Michelangelo Tumini durante l'inaugurazione della Chiesa di Sant'Agata. Sulle pareti laterali sono ancora visibili le "ferite" lasciate dai ladri che hanno rubato degli antichi dipinti su tela.

Grande partecipazione emotiva all'inaugurazione ufficiale della Chiesa di Sant'Agata,alla presenza dell'Arcivescovo Bruno Forte e del Sindaco Umberto Di Primo, splendida chiesa medievale dal portale gotico nello storico quartiere Santa Maria di Trivigliano, riaperta dopo un decennio, in virtù di un consistente intervento di restauro e consolidamento, eseguito dall'impresa "De Cesare Ing. Ulrico" (con un finanziamento di quasi 200 mila euro stanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana e un contributo della parrocchia di Sant'Agostino di Mons. Michelangelo Tumini) e curato personalmente dall'Ingegner Luca Cipollone e dell'Architetto Lorenzo Leombroni, che avevamo già avuto la fortuna eccezionalmente di visitare recentemente, e di cui abbiamo raccontato la storia, in occasione della visita guidata organizzata dall'Aduc Chieti. 
Lasciata all'abbandono, Sant'Agata è stata recentemente, purtroppo, anche vittima di furti da parte di ladri che hanno portato via il preziosissimo Crocifisso ligneo del XVII secolo e alcuni antichi dipinti, la cui assenza sulle pareti laterali della Chiesa non è passata di certo inosservata, come ferita aperta e non rimarginata.
A tal proposito, annunciamo che abbiamo contattato un artista teatino, la pittrice Antonella Di Cristoforo, che si è resa disponibile per realizzare delle copie pressoché uguali agli originali dei dipinti rubati  e a breve invieremo una lettera al parroco di Sant'Agostino (alla cui parrocchia appartiene Sant'Agata), all'Arcivescovo di Chieti  e alla Sovrintendenza ai Beni culturali per sapere cosa ne pensano della nostra proposta.

ANCORA PROBLEMI DI VIABILITA' IN VIA HERIO



Come si evince dalla foto fornitaci dal nostro baby reporter Luigino, la corsia preferenziale dei bus realizzata dall'amministrazione comunale non ha risolto il problema della viabilità in Via Herio, anzi forse, secondo alcuni, ha peggiorato la situazione, per due motivi:
1) Gli studenti che aspettano il bus si accalcano davanti la fermata nei pressi del Grande Albergo, invadendo parte della corsia riservata e costringendo gli autobus ad invadere la corsia delle automobili e dei motocicli;
2) Alcuni autobus che non hanno persone da "caricare" alla fermata nei pressi del Grande Albergo Abruzzo, invece di rimanere incolonnati nella loro corsia gialla dietro gli altri autobus, sorpassano invadendo la corsia degli altri veicoli e ciò crea un ulteriore intasamento del traffico e un restringimento ulteriore dell'area di transito dei veicoli provenienti dal senso opposto.

Secondo alcuni, una soluzione per migliorare la viabilità, potrebbe essere quella di spostare qualche metro più sotto (5-10 metri) la fermata degli autobus, almeno per non creare una sorta di imbuto che va a penalizzare le auto che transitano nel verso opposto dei veicoli che procedono in direzione Chieti Scalo.

Si attendono delle altre proposte da parte dei cittadini per dare spunti all'amministrazione comunale per migliorare la viabilità in questa importante arteria cittadina del centro di Chieti.


domenica 2 novembre 2014

E. DI FRANCESCO: "SMANTELLATE LE ANTENNE DEL BLOCK HOUSE"

Alcune delle antenne sul Block House

(ASI) - Abruzzo - Sabato 1 novembre 2014, siamo stati a fare una spedizione in montagna, sulle vette più alte dell'Appennino Abruzzese, dove l'uomo si sente veramente completamente nelle mani della natura, per fare un reportage sulla problematica dell'inquinamento elettromagnetico causato dalle antenne presenti sulle cime appenniniche.
Ecco in breve il fatto: in località Majelletta, in Provincia di Chieti, a circa 2 mila metri sul livello del mare, sulle vette dell'Appennino abruzzese, in una riserva naturale, ci sono delle grandi antenne che producono inquinamento elettromagnetico. Il fatto venne denunciato quasi dieci anni fa dal maestro di sci, nonché esperto di montagna, Eugenio Di Francesco di Chieti, e a seguito della sua denuncia venne dato un ordine di smantellamento, ma a tutt'oggi, nonostante tutto il tempo trascorso,le antenne sono ancora sulla montagna. Noi a causa della neve e della pressione atmosferica che rende l'area più rarefatta, non siamo arrivati fino alle antenne, ma poco sotto per intervistare Eugenio Di Francesco, tornato in questi giorni alla carica per sollecitarne lo smantellamento. 




GALLERIE DELLE IMMAGINI
(foto di Luigino)

A Passo Lanciano splendeva il sole e non c'era la neve. E' curioso vedere come scendendo di qualche centinaio di metri, la situazione metereologica cambia totalmente 
 Vignali e Eugenio Di Francesco salgono con la macchina sui sentieri appennini fino a dove si può arrivare, neve permettendo, per poi proseguire a piedi.


Paesaggi innevati: siamo a 1800  metri e sabato 1 novembre 2014,nonostante il sole, c'era circa un metro di neve.
 Nella foto a lato, si vede con il cielo sereno  il massiccio del Gran Sasso.
 A lato, l'anfiteatro naturale di roccia delle Murelle.
 Dalla Majelletta nei giorni in cui il tempo è completamente sereno si vedono persino le isole dalmate.


 Vegetazione appenninica
A lato, alcune delle antenne come appaiono in lontananza.
Sotto, invece, delle mucche che pascolano in un prato a quote leggermente più basse.

sabato 1 novembre 2014

IL "CENSORINO" BLOCCATO SULLE VETTE DELLA MAJELLA


La strada innevata che porta al Block House dove il Vignali e il Di Francesco sono rimasti bloccati sulla neve

Con riferimento e seguito all'articolo de "Il Centro" del 1 Novembre 2014 in cronaca di Chieti, intitolato "Ecco i crateri sull'asfalto. Così accogliamo gli sciatori" concernente i problemi di viabilità nella strada che collega Passo Lanciano alla Majelletta, è doveroso segnalare un problema avuto dal nostro reporter Cristiano Vignali, salito a "caccia" di notizie fino alle vette dell'Appennino abruzzese e rimasto bloccato.
La mattina di Giovedì 30 Ottobre 2014, il nostro reporter Cristiano Vignali è salito in cima alla Majella e precisamente in località Majelletta di Chieti, per raggiungere il Block House, dove intervistare il Teatino Eugenio Di Francesco, militante civico di lungo corso, negoziante di articoli sportivi, ma, soprattutto, noto maestro di sci ed esperto della montagna teatina, sul problema delle grandi antenne che producono inquinamento elettromagnetico site sulla vetta di questo paradiso naturale, tra l'altro protetto da vincoli di tutela paesaggistica ed ambientale.
Ma, purtroppo il nostro capo reporter è stato vittima di una disavventura che lo ha costretto  per diverse ore ad aspettare i soccorsi nei pressi dell'albergo - rifugio di Mammarosa. Il Vignali stava salendo al Block House con la sua fidata Panda, insieme al maestro di sci Di Francesco, ma ad un certo punto, improvvisamente, si è trovato con l'automobile ferma in salita, bloccata nella neve a circa 1800 metri di altezza sul livello del mare, col motore che non ne voleva più sapere di accendersi.
La situazione era veramente critica. Solo grazie alla esperienza di Eugenio Di Francesco,abituato a trovarsi in situazioni simili di emergenza in alta montagna, i due sono riusciti  a rigirare con la sola forza delle braccia la macchina in mezzo alla neve e a riscendere in discesa, col motore spento dalla strada del Block House fino a Mammarosa, senza sbandare e finire in qualche dirupo.
Arrivati a Mammarosa, il Vignali ha potuto chiamare i soccorsi che purtroppo hanno impiegato molto tempo ad arrivare a causa della nebbia che c'era più sotto, da Passo Lanciano a Mammarosa.
Arrivati i meccanici soccorritori, il problema si è risolto in due minuti ed il Vignali è potuto ripartire immediatamente con la sua Panda: praticamente era entrato in funzione un dispositivo di sicurezza che blocca l'erogazione del carburante in caso di urto della macchina.
Alla fine, dunque, tutto è finito bene e il nostro Vignali è anche tornato Sabato 1 novembre sul Block House a fare l'intervista a Di Francesco sul problema delle antenne, ma ci si chiede:come è potuto entrare in funzione questo dispositivo di sicurezza dell'autoveicolo se non c'è stato alcun urto?
 Probabilmente, secondo quanto ci hanno riferito anche i meccanici, il problema si potrebbe essere verificato a causa degli urti della macchina per i veri e propri crateri "lunari" che ci sono sul manto stradale che collega Passo Lanciano alla Majelletta, vero e proprio pericolo per la viabilità, che hanno ingannato il sensore del dispositivo che è entrato in funzione.

L'AMPIO PIAZZALE DELL'ALBERGO - RIFUGIO MAMMAROSA DOVE I SOCCORRITORI HANNO AIUTATO IL NOSTRO REPORTER CRISTIANO VIGNALI